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I Grandi alberi del Piemonte

Gli alberi monumentali della Regione Piemonte

Il Ministero delle Politiche agricole alimentari forestali e del Turismo ha pubblicato con Decreto dipartimentale n. 5450 del 19/12/2017, in evidenza anche in G.U. del 12/02/2018, l’Elenco degli alberi monumentali d’Italia, redatto ai sensi dell’articolo 7 della legge 14 gennaio 2013, n.10. Nel frattempo abbiamo creato anche la cartografia con l’ubicazione degli alberi monumentali.

Monteu Roero, Cascina Avai, Il grande castagno o meglio la “Castagna granda”

Siamo nel Roero in provincia di Cuneo,  alcuni amici del Piemonte, ci hanno mandato delle foto della “Castagna granda” situata nel Comune di Monteu Roero . L’albero è inserito nell’elenco regionale  degli alberi monumentali della Regione Piemonte con un circonferenza di 970 cm. Ha un’età presumibile  di circa 400 anni. Come molti alberi è  identificato con  un nome locale: “PRELA D’LA CASTAGNA GROSA” (Fonte: la Linfa nelle Vene di Tiziano Fratus).

Monleale in Piemonte la roverella ormai scomparsa dal libro: “la Linfa nelle Vene” di Tiziano Fratus

Partiamo dall’anno 2005.  Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 12 del 24/03/2005  con la Deliberazione della Giunta Regionale 14 febbraio 2005, n. 83 ad oggetto (omissis) LA GIUNTA REGIONALE ..delibera  di approvare la dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi dell’art.140 del D.LGS. 22.01.2004 n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) in riferimento all’ Elenco di Alberi Monumentali giudicati di interesse paesaggistico-ambientale e storico-culturale del Piemonte, ai sensi della L.R. n. 50/95 situati nei Comuni di Novi Ligure (AL) Stresa (VB) Pietraporzio (CN) Monleale (AL) Bioglio (BI);   di dare atto che i soggetti arborei interessati risultano, nello specifico, come dall’elenco appresso riportato:  Novi Ligure (AL)    Rovere    In strada Castellone n.11  Stresa (VB)    Cedro    In C.so Re Umberto I n.15  Pietraporzio (CN)    Larice    Nel Vallone del Piz,  Monleale (AL)    Roverella    In direzione San Sebastiano  presso la località Cà del Pep o Pepnei  Bioglio (BI)  Castagno   Nel parco ex Villa della Famiglia  Sella.

Roverella di Monleale ormai scomparsa

La storia della Roverella in località Cà del Pepnei o del Pep del Comune di Monleale in provincia di Alessandria c’è la racconta Tiziano Fratus nel sul libro: “La Linfa nelle Vene”. Quest’albero, faceva parte del volume: “Gli Alberi monunematli d’Italia” e nell’elenco dagli alberi monumentali del Piemonte anno 2006 era scritto: “esemplare di singolare bellezza”. Poi non è stato più inserito  nel libro degli alberi monumentali del Piemonte (II edizione anno 2008). Per un  cercatore di alberi qualcosa non tornava, per cui Fratus si chiese come mai fosse stata esclusa da Alberi monumentali del Piemonte. L’albero come scritto nel libro (anno 2012): è spento è un relitto archeologico, circondato dagli sbancamenti di una cava che hanno ben pensato di attivare a ridosso dlell’albero, di ciò che resta di questo che è stato un albero grandioso. Infatti la circonferenza del tronco misurata era di 576 cm,  ma l’aspetto che potrebbe far ridere o piangere nel racconto alla fine e che sul tronco della roverella c’era affisso un documento, protetto dentro una camicia in plastica con su scritto: “Ho resistito quasi 100 anni fino a quando ci ha messo le mani l’Assessoe provinciale (omissis)…. Alla fine Tiziano cita una frase di Alexander von Humboldt e che noi condividiamo:” Vi è qualche cosa d’imponente e maestoso nell’aspetto dei vecchi alberi e la violazione di questi monumenti della natura è severamente punita in paesi privi di monumenti artistici”. Non so se pensare di vivere in una civiltà avanzata oppure in una declinazione prossima al suo complemento.

Ecco alcune foto  della ex Roverella di Monleale ultima circonferenza del tronco 575 cm  ormai morta Fonte Comune di Monleale è scritto: ora purtroppo seccata, e dal sito sugli alberi monuemntali della Provincia di Alessandria http://digilander.libero.it/alberial/01index/0100hp00.htm Altra Fonte: Terre di grandi alberi di Tiziano Fratus  https://homoradixnew.files.wordpress.com/2012/01/terredigrandialberi_doku_elenchialberimonumentali.pdf

Roverella di Monleale ormai scomparsa

 

Gli alberi monumentali della Regione Piemonte

Con Determinazione del Settore Foreste n. 3832 del 28/12/2015  la Regione Piemonte in applicazione della legge nazionale 10/2013 ha approvato il nuovo elenco degli alberi monumentali. Ecco l’elenco:

Fonte: Regione Piemonte Settore Foreste http://www.regione.piemonte.it/foreste/it/tutela/monumentali

Comune Località Specie Nome volgare Circonf. (cm) Alt. (m)
 Alba Giardino “Vittime dei campi di sterminio”  Fagus sylvatica var. asplenifolia  Faggio asplenifolia 135/140  13
Acqui Terme Concentrico Cedrus atlantica Cedro dell’Atlante 460  30
Acqui Terme Bagni Popolus nigra Pioppo nero 600 32
Alba  Strada Castelgherlone Morus alba  Gelso 300  6
Arona  Mercurago di Arona – San Giorgio Juglans regia  Noce comune 250  16
Asti Giardini Palazzo Alfieri Platanus Acerifolia Platano 520 37
Avolasca Tassare Morus alba Gelso 410 8
Avolasca Frazione Oliva Quercus pubescens Roverella 430
Bardonecchia  Concentrico Pyrus communis Pero domestico 310  16,5
Biella Giardino pubblico A.M. Zumaglini Cedrus atlantica Cedro dell’Atlante 450 25,5
Biella Giardino pubblico A.M. Zumaglini Cedrus deodara Cedro dell’Himalaya 670 37,5
Biella Giardino pubblico A.M. Zumaglini Aesculus Hippocastanun Ippocastano 380 30
Bra  Concentrico Aesculus hippocastanum  Ippocastano 320 20
Bra Lo Monte Zelkova carpinifolia  Olmo del Caucaso 715 38
Buttigliera d’Asti Via Principe di Piemonte – Parco Maffei Quercus robur Farnia 460 22,5
Caluso  Piazza Valperga, 2 Sequoia sempervirens Sequoia sempreverde 510 38
Casalborgone  Bric Turniola Quercus crenata Cerro-sughera 325 22
Castagneto Po Strada Chivasso Fagus sylvatica Faggio 415 27
Castagneto Po  Strada Chivasso Aesculus hippocastanum Ippocastano 430 15
Castelnuovo Scrivia Frazione Secco Populus alba Pioppo bianco 458 24
Cavallermaggiore  Concentrico Quercus robur Farnia 380 28
Cavallermaggiore  Madonna del Pasco Aesculus hippocastanum  Ippocastano 440 23
Cavallermaggiore  Fraz. Madonna del Prone Platanus acerifolia Platano 620 33
Comignago  Concentrico Cedrus deodara  Cedro dell’Himalaya  600  33
Coniolo Argine Morano / Populus nigra  Pioppo nero 600 28,5
Crescentino Rabeto Tilia x vulgaris Tiglio comune 345 24
Crodo Alpe Cheggio Picea abies Abete rosso 410 24
Cumiana  Torre S. Giacomo Aesculus hippocastanum Ippocastano 270 21
Cumiana Frazione Costa Ulmus laevis Olmo bianco 385 20
Cumiana Concentrico Pinus strobus Pino strobo 480 28,5
Dormelletto Strada Enrico Fermi Populus nigra  Pioppo nero  520 29
Dormelletto  Lungo lago Salix alba  Salice bianco  360 24
Dronero Centro Aesculus hippocastanum Ippocastano 352 24
Druento  Lanche Ferloch Prunus avium Ciliegio selvatico 308 27
Druento Piano Mule Quercus petraea Rovere 396 21
Farigliano  Naviante Quercus pubescens  Roverella 410 18
Fenestrelle  Bandita Puy Larix decidua Larice 380 25
Fenestrelle Bandita Puy Larix decidua Larice 299 37
Fenestrelle  Chambons-Depot Larix decidua Larice 395 25,6
Fontanile Cornaleja Salix alba Salice bianco 530 17
Fresonara Concentrico Morus alba  Gelso 280  9,5
Giaglione Chiesa Parrocchiale Castanea sativa Castagno 810 10,5
Ivrea  Sponda sinistra Dora Carpinus betulus Carpino bianco 320/235 14
Mirabello Monferrato Strada Comunia, 30 Quercus pubescens Roverella 293 18
Moiola  Tetto Tederei Castanea sativa Castagno 485 22,5
Moncenisio  L’Ila Fagus sylvatica Faggio 240/530 35
Monterosso Grana  Borgata Techè Castanea sativa Castagno 610 27
Nichelino  Corte della Palazzina di Stupinigi Quercus robur Farnia 488 27
Nichelino Parco Naturale Stupinigi Salix alba Salice bianco 352 20
Novara  Cimitero urbano Cedrus atlantica  Cedro dell’Atlante 240/190 18,5
Novara  Frazione Olengo – Villa Segù Juglans nigra  Noce nero 495  30
Oulx Beaulard – Puy S. Chiara Larix decidua Larice 385 22
Oulx Beaulard – Puy Refour Larix decidua Larice 335 16,6
Oulx Borgata Beaume (Bandita soprastante) Pinus sylvestris Pino silvestre 250 15
Piobesi d’Alba  Garbianetto Salix alba Salice bianco 420 3,5
Premosello-Chiovenda Cuzzago Taxus baccata Tasso 362 8,5
Rivara Parco sede del Comune Cupressus sp. Cipresso 590 20
Rivara  Parco sede del Comune Magnolia hypoleuca Magnolia 109 12
Rivara Parco sede del Comune Sequoia sempervirens Sequoia sempreverde 467 35
Rocchetta Tanaro Val Du Ge’ Fagus sylvatica Faggio 315 25
Rocchetta Tanaro Fraz. S. Emiliano Juniperus virginiana Ginepro virginiano 290 14
Rorà Borgata Rounzéi Fraxinus excelsior Frassino maggiore 480 23
San Sebastiano Curone Gazzarola Cedrus atlantica Cedro dell’Atlante 580/160 33
Serravalle Langhe  Concentrico Aesculus hippocastanum Ippocastano 300 21,5
Torino  Parco del Valentino Celtis australis Bagolaro 475 23
Torino  Parco del Valentino Quercus robur Farnia 400 28
Torino Parco del Valentino Borgo Castello Quercus robur Farnia 280 27
Torino  Giardini Cavour Gingko biloba Gingko biloba 370 27
Torino  Giardino Sambuy Pterocarya fraxinifolia Noce del Caucaso 605 27
Torino Giardini Reali Zelkova carpinifolia Olmo del Caucaso 350 24
Torino Cimitero Monumentale di Via Catania Platanus acerifolia Platano 494 27
Torino  Villa Rey Platanus acerifolia Platano 640 13,5
Torino Giardini Cavour Platanus acerifolia Platano 550 33,5
Torino Parco Valentino – Fontana dei 12 mesi Platanus acerifolia Platano 550 39,5
Torino  Parco del Valentino – Dietro Borgo Medievale Platanus acerifolia Platano 510 36
Torino Parco Tesoriera Platanus acerifolia Platano 665 28
Torino Parco del Valentino – Fronte locale Eridano Platanus acerifolia Platano 600 26
Trofarello Valle Sauglio Quercus robur Farnia 430 30
Valdieri  Terme di Valdieri Fagus sylvatica Faggio 330 30,5
Valmacca Cascina Mezzano Platanus acerifolia Platano 505 41
Vernante Palanfrè Fagus sylvatica Faggio 495 25,5
Vernante  Vallone Grande Ulmus glabra Olmo montano 326 30
Vignale Monferrato Centro storico Cedrus atlantica Cedro dell’Atlante 405 23

Fonte Regione Piemonte Settore Foreste

 

Criteri dimensionali di circonferenza del tronco per definire la monumentalità di un albero (seconda parte)

Con la circolare applicativa del Corpo Forestale dello stato sono stati stabiliti i criteri dimensionali per definire la monumentalità di un albero. Si tratta di dimensioni minime al fine di unificare le differenze di circonferenza del tronco misurate,  in tutte le regioni.  In un precedente articolo http://www.molisealberi.com/il-bosco-degli-abeti-soprani-e-i-suoi-giganti/  si è parlato di abeti bianchi con circonferenze di 350 cm che sono una rarità, almeno dalle nostre parti. Per l’Auracaria auracana (Molina) K. Koch 1873 che raggiunge altezze considerevoli anche di 40-50 metri circonferenze del tronco di 350 cm pensiamo non si sono mai viste in Italia. Già le Auracarie non sono comuni, la circonferenza  del tronco massima raggiunge i 200 cm.  L’Auracara auracana K.  viene dal Cile da un ambiente diverso ed è presente in parchi o ville. Per arrivare a 350 cm di circonferenza del tronco crediamo che sia quasi impossibile, anche se dai tempi della  natura e dagli alberi ci si aspetta sempre qualcosa , ma molto lentamente. Un  Calocedrus decurrens (Torr.) (Cipresso della California) con circonferenza minima del tronco da 350 cm diventa allo stesso modo impossibile da trovare.  Solo un cercatore di alberi come Tiziano Fratus  ha misurato un Calocedrus decurrens a 345 cm di circonferenza del tronco, 20 metri di altezza, nel  Parco di Villa Genero a Torino.

La tabella seguente riporta le circonferenze minime per la monumentalità riprese dal sito del CFS dedicato agli alberi monumentali:

1aaaaaaaPer i Cedrus la dimensione minima del tronco è 400 cm, forse poteva essere effettuata una distinzione tra il Cedro del LIbano e gl altri due: dell’atlante e il deodara, in relazione anche alle caratteristiche del  tronco.  Esemplari di Cedro del Libano sono forse più rari e  avremo preferito circonferenze sopra i 450-500 cm per esaltare un po’ di più la monumentalità. Anche i Cedro del Libano sono rari in Molise e si trovano prevalentemente in parchi e giardini. I Cedri sono stati importati in Italia a meta dell’Ottocento. Ci sono grandi esemplari, in Piemonte, in Toscana  nel Veneto ma anche nel Lazio e in Ville e Giardini romani e in Sicilia. Sono sempre piante con il loro fascino e maestosità e che non solo il dato numerico della circonferenza del tronco può rappresentare  l’aspetto di monumentalità. In Molise non si conoscono dimensioni di cedri sopra i 400 cm se non qualche raro esemplare. Un bella  pianta  di Cedro del libano sta a Campobasso nel giardino del convitto Mario Pagano.

Monte Marrone il “signor” faggio di 590 cm

Il Marrone (da non confondere con il Morrone) è una  montagna a confine tra Lazio e Molise nota per la battaglia del 1944 in cui gli alpini Italiani costrinsero i nazisti alla fuga. Siamo  lungo la linea Gustav. Un sentiero, chiamato, comunemente degli alpini, ci porta sul monte a quota 1805 mslm.  Da Castelnuovo a Volturno (Frazione di Rocchetta) attraverso una strada, in parte asfaltata,  si entra nella valle del rio Pretara,  (in vicinanza palestre per l’arrampicata), dopo una serie di curve si raggiunge un piazzale. La quota è intorno ai 1000 mslm, qui si lasciano le macchine, per effettaure le escursioni. A Castelnuovo nella parte bassa del paese c’è anche la farnia di Santa Lucia di cui abbiamo parlato spesso. Un articolo inerente la  quercia di Santa Lucia è anche apparso sul quotidiano la Stampa, scritto da Tiziano Fratus (Homoradix) . Sul piazzale notiamo subito un albero diverso, è una Rovere (pianta rara da queste parti). Se si segue un tratto lastricato dal parcheggiio si arriva nell’area monumentale dedicata al Corpo italiano di liberazione

Monumento ai caduti Monte Marrone
Monumento ai caduti di Monte Marrone foto www.molisealberi.com anno 2015

A piedi si segue il Sentiero M3 del Parco, coincidente con il Sentiero Italia. Nel 1999 in questi luoghi  passò il CamminaItalia. Lo ricorda una targa.

Cammina Italia
Cammina Italia 1999 ANA-CAI

Dal piazzale si entra nel bosco seguendo la mulattiera con diversi tornanti; già si notano dei grossi esemplari di faggio. Una sbarra metallica ad indicare che qui c’è l’Orso Bruno (il progetto Life per sua conservazione). Si aggira la sella di Colle Rotondo e si giunge ad una  abbeveratoio con  una nicchia votiva e un faggio. Il faggio non è di grandi dimensioni, 360 cm di circonferenza ed è un po’ malandato, con numerose scritte e incisioni sulla corteccia e una bottiglia di birra Peroni inserita in una cavità del tronco tanto che non siamo riusciti a toglierla.

Il faggio malandato vcino l'abbeveratoio e una nicchia votiva
Il faggio malandato vicino l’abbeveratoio e una nicchia votiva

Siamo nella parte sud del Marrone, la brecciata continua quasi in pianura, poi  comincia a risalire dopo aver attraversato un vallone. Si arriva ad un secondo fontanile in una radura dove c’è un   monumento eretto dai comuni di Scapoli e Rocchetta nel trentennale dalla Liberazione, (un cubo in pietra). Esso ricorda 24 cittadini uccisi dai nazisti nella zona. Qui intorno ci sono grandi faggi molti policormici ma veri  patriarchi della natura. Dal faggione delle Catenelle delle Mainarde che sta nel Lazio con circonferenze che supera  forse i  7 metri, ai nostri faggi. Tra alcuni esemplari misurati abbiamo trovato un vero “signor”  faggio  con crconferenza del tronco di 590 cm a quota intorno i 1240 mslm. Altri faggi in vicinanza non raggiungono circonferenze così elevate, inoltre godono di buona salute. L’abbiamo chiamato “Signor” faggio anche se si tratta di faggi con diversi tronchi (policormico) ma ben saldati fra di loro a formar un unico albero. Non ci sbilanciamo con le età, ma crediamo che  250-300 anni di vita possono bastare a farci capire la loro grande capacità di saper vivere dove l’uomo spesso è assente  e quindi non in grado di arrecare danni.

IFaggio di Monte Marrone

Il Faggio di Monte Marrone circonferenza 590 cm

Faggiodimontemarrone6Per  continuare  il cammino verso il Monte Marrone si raggiunge poi la sorgente di Fonte delle Campate. Qui l’acqua non manca e scende spesso lungo il sentiero e molti fossi.  Si esce dalla faggeta fino  al Passo della Montagnola (1740 mlm) . A  destra, in breve tempo, si tocca la cima del monte Marrone (1805 mslm). Sulla croce la grande aquila di bronzo e il motto “tût per l’Italia” ricordano l’impresa del Battaglione alpino Piemonte. Il panaroma da qui è stupendo.

Monte Marrone
Monte Marrone

Casalborgone “la rul verda” un Quercus Crenata

Siamo stati in Piemonte nel Bosco del Vaj e nel territorio di Castagneto Po’ e Casalborgone. Abbiamo preso un po’ di materiale relativo agli alberi e ai boschi di questi luoghi e scoperto che tutto si muove intorno ad un Quercus Crenata. Un po’ come “giriamo” attorno un albero.

Esiste una Associazione culturale «Attorno alla Ro Verda» che da anni si batte per la valorizzazione e la tutela di un albero monumentale, la rovere verde o cerrosughera (Quercus crenata) di Casalborgone, localmente nota come la “Rul verda” (della quale Tiziano Fratus ha parlato in vari libri, l’ultimo dei quali è “La linfa nelle vene”, anno 2012) e dell’intera area del Bosc Grand, e del Bosco del Vaj.

Siamo nella maggiore area boscata della Collina di Torino che si sviluppa intorno al Bric Turniola. Dal lavoro che da anni vede impegnati molti appassionati, c’è il sito del Bosc Grand dove è stata scelta una poesia di Tiziano Fratus, dal titolo Bagolaro, pubblicata nel 2010 in Nuova Poesia Creaturale (Edizioni della Manifattura Torino Poesia) e poi ripubblicata nella selezione antologica: “Gli scorpioni delle Langhe. Poesie con radici” (2012, La vita felice, Milano). .

Si ringrazia Florence Baptiste che ci ha fornito notizie e alcune foto del Quercus crenata dal sito www.boscgrand.eu e Tiziano Fratus a cui si rimanda all’ articolo del 2012.

Rul Verda di casalborgone
Rul Verda di Casalborgone

Area SIC
Area SIC Cartografia e Tabellone d’Insieme

 

I Platani del Piemonte. Uno scritto di Tiziano Fratus

Se scriviamo di Sequoie e di Platani e anche di Castagni non possiamo far altro che parlare di Tiziano Fratus che ha stilato una classifica basata sulla circonferenza dei tronchi a petto d’uomo dei Platani del Piemonte. Ecco l’elenco:

1) Campiglione Fenile – uno dei due del Campo dei Miracoli, 768 cm;
2) Alessandria – Platano detto di Napoleone, 760 cm;
3) Luserna San Giovanni – platano messo a dimora nel 1540, 736 cm;
4) Savigliano – il maggiore della coppia presente in piazza Nizza, 720 cm;
5) Frazione Ova, Castelnuovo Scrivia – il solitario che svetta nella campagna, 684 cm;
6) Torino – il maggiore dei platani del capoluogo di regione, 660 cm;
7) Santena – il platano detto di Cavour nel parco dell’omonima fondazione, 640 cm.

Abbiamo ripreso un suo scritto del 2012, con una descrizione minuziosa, dettagliata e molto bella, oltre che nelle foto, per fare un itinerario dei Platani del Piemonte. Itinerari facili perchè di solito i Platani si trovano lungo viali nei parchi storici. Omaggio al Piemonte “patria dei platano” in quanto è l’albero scelto storicamente per decorare viali, piazze, parchi e giardini. Come dice Fratus oggi ci troviamo ad accudire un patrimonio di tutto rispetto dislocato in varie sedi, fra città e campagne, fra aree pubbliche e proprietà private. Non perdetevi la descrizione dei Platani battezzati: Imbronciati di Campiglione Fenile.

L’itinerario tra i Platani del Piemonte lo potete scaricare qui

Itinerario dei Platani in Piemonte

per dettagli:

I platani del Piemonte

I vecchi e grandi alberi di Torino. Il Platano del Parco della Tesoreria

Libro di Tiziano Fratus sui Vecchi e grandi alberi di Torino Torino è una delle poche città in Italia che ha un Regolamento del verde pubblico e privato dal 2006,  anno in cui iniziammo anche noi di molisealberi a parlare di “grandi alberi”. I regolamenti sul verde servono a poco se poi non vengono applicati, come succede in molte altre città. Torino, forse è da chiamare la città “degli alberi di pregio” per l’attenzione e la cura da parte del Settore Gestione del Verde per i propri alberi e alberature, tanto da riuscire a numerarli e classificarli.  E’ una città tra le più verdi d’Italia. Ci sono 70 specie diverse di piante,  con alberi come il  Platano (Platanus acerifolia), con oltre 15.000 esemplari, Il Tiglio (Tilia ibrida), con circa 10.000 esemplari, Il Bagolaro (Celtis australis), con circa 5.000 esemplari L’Acero (Acer Platanoides), con oltre 5.000 esemplari L’Ippocastano (Aesculus ippocastanum), con oltre 4.000 esemplari e aggiungendo molti altri si arriva a 160 mila alberi inclusi quelli dei parchi e aree a verde come si legge dall’opuscolo e  sito internet  del Comune.

Tiziano Fratus ha scritto nel 2013 un bel libro da titolo “Vecchi e grandi alberi di Torino”. Una guida insolita alla ricerca dei maggiori e più annosi alberi della città. Ben  tredici “itinerari per camminanti” scritti in forma epistolare: Parco del Valentino, Giardini Reali, Parco della Tesoriera, Parco di Villa Genero, Parco Rignon, Parco Millefonti, Cimitero Monumentale, Parco della Rimembranza, Parco Ruffini, Orto botanico, Parco pubblico Giacomo Leopardi, gli spazi verdi ascendendo alla Basilica di Superga, Giardini Cavour. Val e la pena leggerlo. Inoltre Tiziano Fratus ha stilato e crediamo non sia stato facile, una classifica dei più grandi platani di Torino che come detto è la specie più numerosa della città. Noi di molisealberi abbiamo visto il grande Platano che sta al parco della Tesoreria, che è il più famoso, e che i Torinesi chiamano “il nonno” sicuramente per la sua età (forse inizio 700) con i suoi cm 660 di circonferenza. Ecco il Platano della Tesoreria in una nostra foto del febbraio 2013:

Il grande Platano della Tesoreria a Torino
Il grande Platano del Parco della Tesoreria a Torino cm 660 di circonferenza età 300-400 anni

Il patrimonio arboreo Torinese comprende diversi esemplari particolarmente pregiati, per:

  • Dimensioni
  • Età
  • Sviluppo complessivo
  • Particolarità del genere e della specie
  • Inserimento nel paesaggio
  • Particolarità botaniche
  • Riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, tradizionale.

Questi alberi, che possono non solo essere parte del patrimonio pubblico della città, ma anche essere proprietà privata, necessitano di particolare attenzione, cura e tutela, ed è a questo proposito che il Regolamento del Verde Pubblico e Privato della Città di Torino, adottato nel marzo 2006, ha introdotto specifiche norme in questo senso.

Queste norme, valide per il territorio comunale, si aggiungono a quelle previste, per tutto il territorio della Regione Piemonte, dalla Legge Regionale n° 50/1995 “Tutela e valorizzazione degli Alberi Monumentali, di Alto Pregio Naturalistico e/o storico del Piemonte” e s.m.i. che prevede procedure e tutele particolari per gli alberi che hanno le caratteristiche ivi previste.

In particolare, il Regolamento comunale istituisce un “Elenco degli alberi di pregio della Città di Torino” e l’inserimento in tale elenco può essere proposto non solo da enti pubblici, ma anche dai privati, per esemplari anche non in loro proprietà.

Un’apposita Commissione, istituita dal Settore Gestione Verde della Città, in presenza di segnalazioni, valuta i seguenti parametri prima di procedere ad inserire un esemplare in elenco:

  • Dimensioni (gli alberi per essere di pregio devono avere una dimensione (diametro) del tronco, misurata a 130 cm di altezza, superiore a 80 cm di diametro per le specie di prima grandezza, superiore a 60 cm di diametro per le specie di seconda grandezza e superiore a 40 cm per le specie di terza grandezza)
  • Sviluppo complessivo dell’esemplare
  • Stato di salute della pianta
  • Particolarità del genere e della specie
  • Significativo pregio paesaggistico, storico, culturale, botanico
  • Ubicazione nel contesto urbano
  • Esistenza per l’esemplare di precisi riferimenti ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico o culturale
  • Esistenza per l’esemplare di riferimenti tradizionali riguardanti l’esemplare per la popolazione locale, o significative potenzialità di diventare un riferimento tradizionale per la città

Una volta deciso l’inserimento dell’albero nell’elenco, è prevista una condizione di particolare tutela e attenzione:

  • L’inserimento dell’albero nell’Elenco è comunicato al proprietario entro 30 giorni
  • È fatto obbligo ai privati di rimuovere le cause di danno alla vitalità delle piante e di adottare i provvedimenti necessari per la protezione contro eventuali effetti nocivi. In caso di inerzia protrattasi per almeno 30 giorni dalla notifica della rilevazione della causa di danno o in caso di grave pericolo per la vita delle piante, l’Amministrazione Comunale potrà effettuare gli interventi necessari in danno del privato proprietario
  • Qualsiasi intervento su un albero di pregio riveste carattere di assoluta eccezionalità
  • È vietato l’abbattimento; in caso di rischio di schianto andranno preventivamente individuate opere provvisionali di mantenimento in sito alternative all’abbattimento
  • Eventuali inderogabili interventi di abbattimento, interventi di potatura drastica, di modifica sostanziale della chioma e dell’apparato radicale che si rendessero indispensabili devono essere preventivamente autorizzati dall’Amministrazione Comunale tramite la Commissione Alberi di Pregio, previo parere del Settore Fitosanitario Regionale per quanto riguarda il genere Platanus. Il proprietario degli alberi di pregio può eseguire, senza necessità di autorizzazioni comunali, la potatura a tutta cima con la tecnica del taglio di ritorno, la rimonda periodica del secco e conservare la forma della chioma degli esemplari allevati in forma obbligata, per i quali un abbandono al libero sviluppo vegetativo comporterebbe pericoli di scosciatura o instabilità
  • Salvo casi particolari, in caso di abbattimento autorizzato di alberi di pregio, per ogni albero dovranno essere poste a dimora, in sostituzione, e secondo le indicazioni impartite dalla Commissione Alberi di Pregio, piante della stessa specie
  • L’Amministrazione Comunale potrà erogare contributi per la cura ordinaria e straordinaria degli alberi di pregio ai proprietari o agli aventi diritto che ne facciano richiesta, nel limite massimo del 50% delle spese sostenute e compatibilmente con le risorse disponibili
  • L’Amministrazione Comunale, anche su istanza dei proprietari o degli aventi diritto, può promuovere iniziative di valorizzazione degli alberi, filari ed alberate monumentali e/o di pregio, al fine di divulgarne la conoscenza ed il significato della tutela, nonchè per migliorare il contesto territoriale ed ambientale circostante

È possibile scaricare segnalazione alberi di pregio Torino in formato pdf, che va inviata a Città di Torino – Divisione Ambiente e Verde, Settore Gestione Verde, via Padova 29 – 10152 TORINO

Fonti:

Sito internet della Città di Torino
http://www.comune.torino.it/verdepubblico/patrimonioverde/alberi/conoscere.shtml#
e dell’Uomo Radice (Tiziano Fratus)  http://homoradixnew.wordpress.com

Valle d’Aosta – Il Faggio Rosso di Saint Vincent

Specie: Fagus sylvatica var atropurpurea;
Circonferenza: 335 cm;
Altezza: 23 mt;
Età: 100 anni.

Faggio Rosso di Saint VIncenT Fonte: Alberi monumentali della Valle d'Aosta
Faggio Rosso di Saint VIncenT Fonte: Alberi monumentali della Valle d’Aosta

Ma esistono i faggi rossi? di solito conosciamo gli aceri. Eppure i faggi rossi Fagus sylvatica varietà  atropurpurea (alcuni purpurea), si coltivano e sono molto attraenti. Le faggiole  di forma triangolare in capsule spinose sono commestibili. Le foglie sono  rosso brune splendenti. Il lato inferiore è verde tendente al blu, la colorazione autunnale è arancio, quella  autunnale è giallo-arancio.

In effetti parlando di faggi c’è anche qui grande variabilità: il portamento, la forma e il colore delle foglie per cui anche riconoscerli e classificarli risulta sempre difficile. Il faggio rosso descritto anche da Tiziano Fratus nel suo libro “La Linfa nelle vene” sta a Saint Vincent in Viale Piemonte in un giardino di una casa privata, ed è il più grande della regione Valle d’Aosta. Forse perchè sta vicino al Casinò.