Il legno morto o necromassa legnosa.

Cerchiamo di capire cosa si intende per legno morto. A noi di molisealberi piace il “legno”, un po’ meno “morto”, anche perchè il legno già di per se e per sua natura è un tessuto che presenta cellule morte. Infatti come sempre ci aiuta il vocabolario Treccani in botanica: “il legno è un , complesso di elementi istologici che si trova nei fusti, nei rami e nelle radici delle piante vascolari; è caratterizzato dalla presenza di elementi conduttori morti con parete lignificata (trachidi e trachee), insieme con cellule parenchimatiche e meccaniche. Prende denominazioni diverse a seconda dell’origine, della composizione istologica e della fase stagionale in cui si forma” per cui al nome legno si può aggiungere per esempio: liscio, primario, secondario, omoxilo, eterozilo, primaverile, estivo, da ferita, da costruzione, da lavoro, di cerro, di faggio ecc… Anche se semplicemente scriviamo di “legno morto”, se ci riferiamo ai nostri alberi e boschi a noi piace più il termine: “necromassa” o “biomassa legnosa non vivente” frase che non abbiamo inventato noi.

La Global Forest Resources Assessment, l’ Organizazione delle Nazioni Unite definisce la “necromassa” come: “la biomassa legnosa non vivente, non contenuta nella lettiera, sia essa in piedi, a terra o nel suolo in cui rientrano in questa definizione gli alberi interi o frammenti di legno appoggiato a terra, le radici morte e le ceppaie purché superiori ad una soglia dimensionale prestabilita” che dovrebbe essere di 10-15 cm

La conservazione della necromassa legnosa ha un ruolo importante o meglio ci possiamo sbilanciare, nel dire “essenziale” al mantenimento e alla valorizzazione della biodiversità forestale in quanto favorisce la vita a un notevole numero di organismi: muschi, funghi, licheni, insetti, vertebrati oltre che rifugio per gli uccelli. La necromassa con il tempo , grazie anche all’azione di alcuni insetti, arricchisce il suolo di sostanza organica e quindi la sua fertilità e permette la nascita di nuove piante. L’albero con legno “morto”, paradossalmente continua a ospitare organismi viventi e a dare nuova vita.

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