Il cerro si rinnova?

Per chi ancora non lo sa il cerro è una quercia. Di solito  molti  fanno riferimento alla “quercia” che  viene identificata spesso  con una roverella o una farnia. Il suo nome latino è  Quercus Cerris L. Il Cerro è abbastanza diffuso in Molise in particolare in Alto Molise. su una fascia  altitudinale tra gli 800 m a 1000-1200 m di quota. Comprende la fascia della classe Querco-Fagetea  dell’ordine Fagetalia sylvaticae, Nei riguardi del terreno la pianta preferisce terreni argilloso-compatti. La crescita di una piantina avviene più agevolmente con una copertura che non superi circa il 50% del sole pieno; da giovane ha crescita molto veloce ma dopo alcuni anni molte piante muoiono praticamente si “seccano”. La rinnovazione del cerro rappresenta, forse, il problema selvicolturale più importante in alcune zone del Molise a prevalenza di tale specie, se pur attenuato dalla superficie ancora  ridotta e dalla presenza di popolamenti di recente formazione. Nonostante la copiosa disseminazione, la nascita di numerosi semenzali e l’aiuto con ripetute cure colturali, le giovani piantine spesso non riescono a superare la soglia critica del terzo – quarto anno d’età. Tale problema è da imputare principalmente al rilascio di un elevato numero di piante portaseme che se, da una parte, favorisce un’abbondante disseminazione, dall’altra riduce notevolmente la quantità di luce utile per il successivo sviluppo dei giovani semenzali. Diverse esperienze dimostrano che quando il cerro non ha ostacoli alle sue esigenze di luce si sviluppa eccezionalmente superando senza difficoltà tutti gli ostacoli che si possano presentare. Ne è testimone, inoltre, la rinnovazione presente ai margini dei boschi, ben sviluppata, e quella che si presenta tutte le volte che una buca nella copertura favorisce l’ingresso della luce. Trovare poi grandi alberi  di Cerro con circonferenze superiori  a 400 cm  diventa spesso un po’ difficile almeno all’interno di boschi “chiusi”. Molti alberi con circonferenza superiori a 400 cm sono in effetti in zone ai margini di boschi, vicino vecchi casolari e ruderi, in aree più aperte del bosco  come nei comuni dell’Aloto Molise di Castel del Giudice, Chiauci, Pietrabbondante, Carovili,  Vastogirardi ecc.. A Chiauci infatti c’è forse il più grande Cerro del Molise di cui abbiamo già scritto in un precedente articolo.

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