Protocollo di Kyoto, troppa anidride carbonica ancora, “povere” foreste. Il flop dell’Italia

Contabilità di Kyoto un po’ complicata, cosa succede? Riprendiamo un articolo de La Stampa del 16/04/2014 dal titolo: “Protocollo di Kyoto, flop dell’Italia. Mancati gli obiettivi sulla CO2”. Noi di Molisealberi siamo andati un po’ in dettaglio. L’Ispra, con i dati riportati nell’Inventario nazionale delle emissioni di gas serra del 2012, attesta il fallimento del nostro paese sugli obiettivi di Kyoto.

L’obiettivo di riduzione, nel quinquennio 2008-2012, era del 6,5% rispetto ai valori registrati nel 1990 e l’Italia si è fermata a una riduzione del 4,6%. Informazioni dettagliate si possono trovare seguendo il video della Conferenza del 16/04/2014 svoltasi a Roma dal titolo: L’inventario nazionale delle emissioni di gas serra ed il protocollo di Kyoto. In parole semplici, nel video qui sotto, che cosa è successo. La contabilizzazione del Protocollo di Kyoto prende in considerazioni diversi elementi: le emissioni stimate nell’Inventario Nazionale delle emissioni di gas serra, le quote assegnate alle industrie attraverso il meccanismo dell’ Emission Trading Scheme (ETS), gli eventuali crediti derivanti dai meccanismi flessibili ammessi dal protocollo di Kyoto (Clean Developlment Mechanism e Joint Implementation) e i crediti relativi alle attività forestali.

Marina Vitullo, responsabile della parte dell’inventario relativo alle foreste, con l’intervento “Emissioni e assorbimenti forestali e criticità rispetto agli obiettivi di Kyoto”, spiega che c’è ancora la possibilità che il numero finale possa subire delle piccole modifiche a causa di alcune peculiarità specifiche del settore forestale, che prevedono una specifica verifica da parte dell’UNFCCC.

È difficile però che il nostro deficit delle emissioni si discosti molto dalle 16,9 milioni di tonnellate di CO2 di cui risultiamo oggi deficitari e che dovremo acquistare sul mercato. Quindi l’Italia dovrà acquistare i crediti necessari per colmare tale gap sul mercato internazionale (il costo, calcolato sugli attuali costi della CO2, sarebbe superiore ai 20 milioni di euro). Qualcuno deve pagare. 

La contabilizzazione dei crediti di carbonioPer quanto riguarda la parte forestale, si rileva, infine, come le maggiori criticità siano relativi alle attività di afforestazione e riforestazione, come specifica il protocollo di Kyoto, per le quali va dimostrato il carattere antropico. Secondo Marina abbiamo degli strumenti normativi in Italia che tutelano le foreste ma non abbiamo però alcun strumento che leghi o protegga la cosiddetta riforestazione naturale che è una parte non irrilevante di tutta la quantita’ che viene riportata nell’ambito delle attività di afforestazione e riforestazione.

L’articolo può essere scaricato qui

Ecco il Video:

Fonte: ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

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