La grande Roverella di Castelpizzuto

Specie: Quercus pubescens W.
Nome Comune: Roverella Circonferenza (mt): 4,10
Stato Vegetativo: buono;
Altezza (mt): 20-25
Età (anni): 150 Quota slm (mt): 830

Castelpizzuto con Castelverrino è tra i più piccoli comuni della Provincia di Isernia con i suoi più o meno 140 abitanti. Riccardo Finelli  in un suo libro ne parla qui. Un nostro amico del luogo ci dice che ci sono state molte più pecore che persone. Ultimamente abbiamo notato che stanno scomparendo anche le pecore. Nasce in media un bambino all’anno. Nel 2013 forse ne nasceranno 2 o nessuno come è successo anche negli anni scorsi e quindi si potranno piantare, come dice la nuova legge (un albero per ogni bambino nato), solamente 1-2 alberi. Sul suo territorio ci sono comunque “particolari” alberi con caratteristiche forme e dimensioni che emergono da boschetti, radure e incolti cespugliati; alcuni di essi sono secchi, deperienti ma rimasti lì. Strano che nessuno si preoccupi di alberi deperiti e morti che potrebbero essere oggetto di taglio e ruberie varie.

Non succede forse perchè solo pochi molisani o italiani o di altre nazionalità sono stati a Castelpizzuto, e poi la strada finisce e si deve tornare indietro. Ma noi pensiamo che alcun alberi sono difficili da raggiungere perché occorre fare molta strada tra alti cespugli, grosse pietre ed forti pendenze. Qui il tempo sembra essersi fermato. Non è la solita frase retorica ma consigliamo di perdere o guadagnare 2-3 ore della vostra vita per farsi un giro a piedi sul piccolo territorio e nel centro urbano anche per scoprire le ricchezze storiche (famosi i tetti con le “lisce” in pietra) ed architettoniche dei luoghi (fabbricati in pietra ormai abbandonati  e che li riparano trascurando l’architettura rurale del luogo).

Alcuni grandi alberi si trovano in particolare sopra il paese in località Foresta, Via Borgo e in Contrada Cesa. Qui ci sono sparse qua e la grosse querce con diametro superiori agli  80-100 cm che arricchiscono il paesaggio in un luogo tutto circondato da rilievi “pizzuti”   (caratteristica roccia si trova in Località Torre). Infatti come si legge dal sito del Comune probabilmente il paese di Castelpizzuto deve il proprio nome alla forma acuminata del monte su cui si erge; nel corso degli anni il suo nome è variato da “Castrum piczutum” a “Rocca di Pizzuto” (o semplicemente “Pizzuto”), per culminare nella definitiva denominazione di “Castelpizzuto”. Pietre, alberi, rocce, e l’acqua sono il patrimonio di Castelpizzuto.

Molti non sanno che per arrivare in macchina al paese c’è un’unica strada asfaltata da Longano  da cui dista 5 km e termina proprio nel centro abitato; ma ci si può arrivare anche a piedi dopo circa 3 ore di cammino per una carrabile che dal Santuario dell’Addolorata va verso Monte Patalecchia (1400 mslm con le sue numerose antenne e con la zona di avvistamento incendi per l’ampio panorama) per poi scendere al paese. Ma torniamo  all’albero scelto. Si trova in località Sant’Antonio e che abbiamo appunto chiamato la grande quercia di Sant’Antonio di Castelpizzuto (anche se pare sia località San Giorgio) .

Si trova, salendo per la strada che sale dal paese, sulla destra di una chiesetta (Cappella privata di Sant’Antonio). E’ facile da raggiungere e si trova all’interno di un’aia. E’ difficile rendersi conto della sua altezza perché è un po’ inclinato verso un fosso ed é un po’ coperto da altre querce che sono a quota più alta rispetto al nostro albero. Due grossi tronchi emergono dal terreno e risultano circondati da materiale zincato, tavole di legname e reti in ferro che nascondono la base del grande tronco. Solo da vicino ci si rende subito conto della grandezza in particolare del fusto e dello sviluppo della chioma tali da far assumere una forma simile ad un candelabro. La quercia è in buone condizioni e non dovrebbe essere in pericolo immediato, si spera che un giorno si toglierà tutto il materiale nelle vicinanze. Da altre foto abbiamo visto che il materiale intorno alla quercia è stato tolto (anno 2010).  Essa comunque é ben protetta da un cancello che non ne permette l’accesso. Meno male.

 

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