Alberi monumentali: cominciamo a mettere almeno una targhetta ?

Riprendiamo un post su facebook  sul gruppo molisealberi  scritto da Valido Capodarca, in merito alle targhette in vicinanza degli alberi “monumentali”.

targhette— A questo punto si impone una riflessione e una amara conclusione: LA LEGGE SUGLI ALBERI MONUMENTALI E’ UNA AUTENTICA PRESA PER I FONDELLI. In questi viaggi che sto effettuando fra gli alberi monumentali delle Marche, non ne ho trovato uno, che è uno, verso il quale sia stato compiuto un solo gesto di tutela. Sembra quasi una legge costruita e promulgata per togliersi dai piedi, finalmente, quei rompiscatole degli ambientalisti che da 60 anni non la facevano finita. Ieri ne abbiamo avuto l’ultima prova: il glorioso platano di via Gagarin, che aveva riparato dai nazisti i combattenti partigiani, ora ripara dal sole le autovetture della DIBA (autentico vilipendio!).Una quercia già morta e crollata, uccisa dalla pipì delle mucche; grandi querce alle quali la dichiarazione di monumentalità non è bastato ad evitar loro che i trattori arassero fino a raschiare il tronco; grandi olmi con i rami schiantati da anni senza che il comune si degni di mandare un suo operaio a sgomberarli.
Ma poi, diciamolo sinceramente: quanti, ad esempio, in tutta Pesaro, sanno che questo olmo è monumentale e tutelato? Fino a ieri, solo i forestali che avevano effettuato i rilevamenti sei anni fa; da ieri lo sappiamo anche Daniele Cortucci e il sottoscritto, da oggi, si aggiungono coloro che avranno la bontà di leggere questo post. Possibile che trai tanti funzionari dell’ufficio ambiente della Regione, fra i dirigenti del Corpo Forestale, a nessuno sia passata in mente l’iniziativa più elementare, cioè quella di apporre vicino all’albero una targhetta metallica? Vi andrebbe scritto, ad esempio: Albero monumentale nr. , ai sensi della legge xy; a seguire il nome dell’albero, le sue misure, l’età e un breve elenco dei divieti: affissioni, incisioni, lavori di scasso e aratura per tutta l’area coperta dalla chioma, parcheggio di auto sopra l’apparato radicale, ecc.
Troppo complicato pensarci?

Filignano il Tiglio della piazza

Forse è uno dei pochi alberi in Molise dove  c’è la targhetta con su scritto che tipo di pianta è, con la sua storia. A Filignano c’è un tiglio in  piazza. La storia è molto interessante, può essere letta sulla targhetta posta alla base dell’albero. Si parte dall’anno 1752, una duchessa fece piantare questa pianta in un luogo sacro com’era consuetudine alla fine del 700. Il Tiglio assume, in questo caso, un  valore storico  e religioso, è un testimone del tempo,  la dimensione per la sua monumentalità non è importante. La pianta comunque non sta tanto bene, si vede meglio dalle foto il tronco con dei problemi di carie al legno. Del resto ha un’età forse tra i 250-270 anni, che non sono pochi.

Il Tiglio della piazza di Filignano

Il Tiglio della piazza di Filignano

la Targhetta alla base dell’albero

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Filignano la quercia ad arco alcune foto

In un precedenta articolo abbiamo scritto della grande quercia con un ramo a forma di arco di Filignano. La pianta si trova in Contrada Valle.  Siamo tornati a trovarla e fotografarla dopo quasi 10 anni.
http://www.molisealberi.com/filignano-la-grande-quercia-di-contrada-valle/
Rimane su una parte del tronco quel grande “rigonfiamento” e alcune branche in alto sono spezzate, ma altri rami stanno svettano in alto sostituendo quelli passati. Le due branche principali si cui quella che si sviluppa ad arco resiste ancora. La circonferenza è intorno ai 390 cm. Rimane l’originalità del grande ramo ad arco che riesce ad arrivare nella carreggiata opposta della strada al di sotto del quale passano le automobili. La pianta avrebbe bisogno di qualche intervento per eliminare alcune parti secche. Fino a quando qualche foglia verde si rende visibile, essa continuerà a lungo a manifestarsi nella sua particolare bellezza.

La Grande quercia di Contrada Valle a Filignano

La grande quercia di Contrada Valle a Filignano

La Grande quercia di Contrada Valle a Filignano

La grande quercia di Contrada Valle a Filignano

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Carovilli, il cerro con le foglie che non cadono quasi mai?

Un signore che abitava vicino questa “quercia” che potrebbe essere un ibrido tra un cerro e una sughera lo chiamava “l’albero di Natale”, forse aveva ragione. In vicinanza e in autunno mentre i cerri intorno perdono le foglie, questa pianta pare le mantiene, quasi sempre. Con Salvatore ed Antonio allora siamo stati a vedere più da vicino quest’albero che si trova in località Fonte Curelli Circonferenza 225 cm, tronco inizialmente unico, poi si biforca in due grosse branche.  Pianta ben slanciata molto alta con chioma regolare. Toccata la corteccia in effetti sembra sugherosa, ma di solito tutte le cortecce delle piante vecchie assumono una consistenza sugherosa. Parte cava della coteccia di colore rosa,  ma non è un parametro per definire facilmente la specie. Vediamo le foglie purtroppo rimaste poche a seguito della gelata tardiva di fine aprile 2016, comunque non sembrano quelle del cerro, non hanno alla base del picciolo 2-3 alette e nemmeno i lobi profondi quasi a toccare la nervatura centrale.

Caratteristiche foglie di quercia

Caratteristiche foglie di quercia

Potrebbe essere una roverella ma le foglie sono diverse e la “copula” del frutto invece ha i cirri, e forse un po’ più corti del cerro e poi in questo  ambiente le roverelle non si trovano facilmente . Allora potrebbe essere un ibrido tra un cerro e una sughera, chiamata Quercus crenata ? (da confermare).

cerrosughera

 

Un cerro sughera?

Il cerro sughera? di Carovilli  da google earth

 

L'albero senza foglie per la gelata tardiva di fine aprile 2016