Monthly Archives: Marzo 2020

Segnalazione Albero – Cedro del Libano BERGAMO

Segnalato da ILARIA TOMASI – Bergamo

Nome comune dell’albero:Cedro del Libano
Nome scientifico dell’albero: Cedrus deodara
Altezza stimata (m): 22 ca
Circonferenza (cm): 300
Tipo: Alberi in gruppo
Numero esemplari: 5
L’albero ha un solo fusto?: no
L’albero ha più fusti?: si

Comune di: BERGAMO
Località: QUARTIERE DI BORGO PALAZZO
Indirizzo: VIA VIVALDI, 11
Indicazioni utili per raggiungere l’albero: E’ la prima traversa a sinistra di Viale Pirovano, guardando il Cimitero da Via Borgo Palazzo
Proprietà: privata
Di chi é l’albero monumentale: sarà donato al Comune come facente parte di un parco di nuovo impianto di 5000 mq

Ambiente Urbano: verde privato
Ambiente Extraurbano:
La pianta é segnalata per: Forma o portamento particolari, Rarità botanica, Valore storico-culturale
Descrizione della motivazione: Piantati da antica famiglia ottocentesca a celebrazione di ogni nuovo nato. Ad oggi ancora simbolo di vita e resilienza per tanti grandi anziani che lo ricordano attraverso epoche buie di guerre e sofferenze. Situati in area destinata a breve a Parco Pubblico. Richiedono assistenza immediata a causa di imminente capitozzatura aberrante in questi giorni.
Minacce: Errata gestione e manutenzione, Urbanizzazione ed edificazione

I Boschi di Carpino Nero (Ostrya carpinifolia Scop.) questi invasori

Carpino Nero Foto dal Portale Flora d’Italia

In Molise, in particolare in molte zone del Matese, della Montagnola Molisana e un po’ meno nella zona delle Mainarde-Meta, ci sono boschi in cui domina il Carpino nero. (in termini botanci: Ostrieti). Essi sono localizzati generalmente su substrati calcarei di solito in forte pendenza e non sono quasi mai puri ma si associano ad altre specie come Aceri, Frassini, Cerri e Faggi. Sono ubicati a quota da 700 fino a 1000 mslm. La presenza di questi boschi a Carpino nero è dovuta dall’invasione di pascoli arborati e cespugliati generalmente abbandonati che si trovano in vicinanza di boschi in cui i tagli (ceduazioni) spesso hanno ridotto l’affermazione di altre latifoglie . Dalla ricerca bibliografica risulta che il Carpino nero è una pianta che si è diffusa dalle alterazioni antropiche su boschi di quercia (Pignatti 1982) o da tagli intervalli di deposito successivi e che hanno offerto alla specie la possibilità di insediarsi nei boschi di maggiore frequenza (Bernetti 1987). Il carpino nero nei boschi cedui a turni (sarebbe il periodo di tempo tra un taglio ad un altro ) molto brevi per esempio 12-18 anni è in grado di insediarsi al posto di altre specie facendolo diventare spesso un “colonizzatore” e “invasore”. I boschi a prevalenza di di carpino nero non sono considerati Habitat nei siti della Rete Natura 2000 (direttiva Habitat ) in quando essendo “invasori ” riducono un po’ la biodiversità.

Carpino nero Fonte da internet

In conclusione, e non ce ne vogliano molti, non sempre è necessario favorire interventi di rinnovazione naturale del carpino nero anzi in alcuni casi e meglio favorire altre specie ma non sempre è facile. Il carpino nero dopo un taglio di un bosco riesce ad insediarsi sempre un po’ prima di tutte la altre specie di latifoglie come roverella, cerro, frassino ecc.. Quando si tagliano i boschi bisogna almeno conoscere cosa, dove, quanto, perchè e come si taglia; esiste una bellissima scienza millenaria che è “la selvicoltura” che secondo alcuni viene chiamata naturalistica, ma questa è un’altra storia.