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Regione Valle D’Aosta – Elenco degli alberi monumentali censiti dal C.F.S.

Valle d'aostaElenco degli esemplari censiti in Valle d’Aosta che presentano le caratteristiche di maggiore interesse ambientale e culturale.

Comune

Prov Località Genere Specie Circ.mt. Alt.mt. Nome comune Nome inglese
Aosta AO Borgo Saint Ours Tilia cordata Mill.* 4,7 16 tiglio selvatico small-leafed lime
Champdepraz AO fraz. Viering Sequoia gigantea Dec. 6,35 40 sequoia gigante giant sequoia
Chatillon AO Castello Sequoia gigantea Dec. 6,27 35 sequoia gigante giant sequoia
Chatillon AO Castello Fagus sylvatica L. 4,85 35 faggio common beech
Courmayeur AO La Goletta Picea abies Karst.* 3,34 29 abete rosso spruce fir
Donnas AO centro abitato Aesculus hippocastanum L.* 5,6 25 ippocastano horse chestnut
Donnas AO Caves di Donnas Platanus orientalis L. 4,58 40 platano orientale oriental plane
La Salle AO frazione Derby Castanea sativa Mill. 7,8 25 castagno swett chestnut
Morgex AO Grigne Rosse Larix decidua Mill.* 5,2 22 larice European larch
Valgrisence AO Arolla Larix decidua Mill. 5,5 30 larice European larch

* esemplare ritenuto di eccezionale valore storico o monumentale morto nel 2012

I dati sono forniti dal sito del Corpo Forestale dello Stato

Un ulteriore dubbio: ma la definizione giuridica di albero monumentale serve?

Un ulteriore dubbio: siamo sicuri che è meglio prevenire, tutelare, conservare, valorizzare o è meglio non conoscere, non segnalare gli alberi “monumentali” inseriti nel paesaggio con l’intricato meccanismo legislativo nazionale e regionale e adesso (anno 2013) anche comunale? Serve parlare di definizione giuridica di albero monumentale?

Facciamo una breve  storia legislativa nazionale

Per gli alberi monumentali l’anno 2008 doveva  essere ricordato come l’anno dei Decreti Legislativi. 62 e 63 relativo ai beni culturali, che sulla scorta dei principi espressi dalla Corte Costituzionale, che apporta modifiche al D. Lgs. n. 42 del 2004 «Codice dei beni culturali e del paesaggio», adeguano, tra l’altro, la definizione di «Paesaggio» a quella adottata nel 2000 proprio dalla Convenzione Europea sul Paesaggio ratificata dalla Repubblica Italiana con Legge del 9 gennaio 2006, n. 14. Specialmente per quanto riguarda il D. Lgs. n. 63, (Paolo Caramalli www.aisfit) (Come al solito le leggi sono sempre modificabili integrate variate aggiornate minimo 7-10 volte nel giro di pochi anni)

Per i tecnici e per gli operatori della selvicoltura e del verde, e per noi che ci occupiamo un pò per diletto e a tempo perso di  alberi monumentali, tutti dovrebbero sapere (forse) che queste i piante  possono essere dichiarati di notevole interesse pubblico e quindi annoverati nell’elenco dei beni paesaggistici, al pari dei complessi archeologici (Colosseo) , delle ville (ville Toscane, Tivoli, Venete  ecc..) , dei castelli (Monforte di Campobasso, Monteroduni, di Venafro  ecc..  e dei centri storici di maggior pregio (Firenze, Venezia, Roma ecc.. ).

Nel 2013 la legge 10 del 14/01/2013 entrata in vigore il 16/02/2013 articolo 7 doveva creare un omogeneità al  quadro normativo sulla tutela dei grandi alberi definendo giuridicamente un albero monumentale Ecco cosa dice la legge: 1. Agli effetti della presente legge e di ogni altra normativa in  vigore nel territorio della Repubblica, per «albero monumentale» si  intendono:

a) l’albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni  boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l’albero  secolare tipico, che possono essere considerati come rari esempi di  maestosita’ e longevita’, per eta’ o dimensioni, o di particolare  pregio naturalistico, per rarita’ botanica e peculiarita’ della  specie, ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie  rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali;
b) i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico,  monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei  centri urbani;
c) gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

Belle parole ma come si fa a classificare e dire quello è un albero monumentale e quello no?

Per noi ha complicato tutto. La legge fornisce la definizione giuridica di albero monumentale (ogni regione ha la sua definizione giuridica e adesso ogni comune dirà la sua) a cui le regioni devono adeguarsi entro un anno. I  comuni devono censire gli alberi monumentali.  E quali comuni si  mettono a censire alberi monumentali e con quali criteri: quelli regionali nazionali o con criteri per proprio conto?

Inoltre nella legge si legge (scusate il ripetere)  Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,( sono passati 10 mesi siamo a novembre 2013)   con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e  forestali,(1) di concerto con il Ministro per i beni e le attivita’  culturali (2) ed il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, (3) sentita la Conferenza unificata (4) di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive  modificazioni, sono stabiliti i principi e i criteri direttivi per il  censimento degli alberi monumentali ad opera dei comuni e per la  redazione ed il periodico aggiornamento da parte delle regioni e dei  comuni degli elenchi di cui al comma 3, ed e’ istituito l’elenco degli alberi monumentali d’Italia alla cui gestione provvede il Corpo forestale dello Stato.

Come al solito si devono aspettare i “principi” e i criteri” da parte di 3 Ministeri e della Conferenza unificata. Poi i comuni devono fare il censimento, il periodico aggiornamento avviene da parte delle regioni, e infine  per la gestione provvede il Corpo Forestale dello Stato. Noi non abbiamo capito nulla. Passeranno altri 20 anni, ma i grandi alberi possono aspettare. Inoltre con l’entrata in vigore della legge Nazionale le 26 leggi regionali e le Delibere di Giunta (vedi sito corpo forestale)  già tra loro diverse che fine fanno? Si crea il cosiddetto “vuoto legislativo” ?

Come afferma Chiara Lisa nel 2011 in un o studio (Fonte sito corpo forestale dello Stato)  è importante evidenziare come l’evoluzione giuridica (dal 1939 ad oggi), tesa alla tutela degli alberi monumentali del nostro Paese, manchi di omogeneità nell’attribuire un valore ad un bene così importante e ciò rende difficilmente accettabile il fatto che un albero monumentale sia maggiormente tutelato e valorizzato in alcuni  luoghi rispetto ad altri. Ad un albero che racconta parte della nostra storia, infatti, dovrebbe essere consentito di essere “albero” e “storia” in qualsiasi luogo esso si trovi.

Anche per noi sarebbe auspicabile ma pare che la legge nazionale sta avendo effetti contrari o nessuno effetto e non è applicata ancora. Le regioni hanno un proprio elenco di alberi monumentali ormai non più valido perchè con definizione giuridica di albero monumentale diverso da quello dettato dalla ‘art. 7 della legge 10/2013 . Il Corpo Forestale per fare la “gestione” attende che i comuni e le regioni facciano qualcosa  per il censimento degli alberi monumentali. Ma i Comuni e le regioni non possono fare il censimento se non si stabiliscono i principi e i criteri per il censimento. E’ il solito gatto che si morde la coda. A che serve quindi definire giuridicamente un albero monumentale ?

Italia – La Mappa degli Alberi Monumentali in Italia del 1982

Italia AlberiNel corso del censimento degli alberi monumentali del 1982 da parte del Corpo Forestale dello Stato, e costantemente aggiornato con la scoperta di nuove piante, con la raccolta di materiali storici e scientifici che permettono di approfondirne la conoscenza e con la georeferenziazione dei singoli alberi, i Forestali hanno rilevato 1255 esemplari definiti di “maggior interesse ambientale e culturale”. Di questi, 460 sono presenti nelle regioni del nord Italia, 555 nelle regioni del centro e 240 nelle regioni meridionali.

La Lombardia nel campo dei patriarchi verdi vanta almeno due primati: quello della regione e delle provincia Como con il maggior numero di alberi monumentali.

PIEMONTE – 102 LIGURIA – 18 ABRUZZO – 74
4 Alessandria 11 Genova 35 Aquila
16 Cuneo 2 Imperia 24 Chieti
29 Novara 1 Spezia 15 Pescara
27 Torino 4 Savona
26 Vercelli MOLISE – 9
EMILIA ROMAGNA – 113 3 Campobasso
VALLE d’AOSTA – 10 21 Bologna 6 Isernia
10 Aosta 1 Ferrara
27 Forlì CAMPANIA – 41
LOMBARDIA – 192 23 Modena 16 Avellino
8 Bergamo 4 Piacenza 9 Caserta
13 Brescia 24 Parma 11 Napoli
63 Como 12 Ravenna 5 Salerno
13 Milano 9 Reggio Emilia
4 Mantova PUGLIA – 68
5 Pavia TOSCANA – 176 24 Bari
7 Sondrio 35 Arezzo 5 Brindisi
79 Varese 36 Firenze 25 Foggia
8 Grosseto 14 Lecce
TRENTINO ALTO-ADIGE – 42 6 Livorno
31 Bolzano 30 Lucca BASILICATA – 27
11 Trento 3 Massa 4 Matera
13 Pisa 23 Potenza
VENETO – 57 13 Pistoia
6 Belluno 32 Siena CALABRIA – 35
3 Padova 22 Cosenza
2 Rovigo UMBRIA – 43 5 Catanzaro
16 Treviso 35 Perugia 8 Reggio Calabria
2 Venezia 8 Terni
17 Vicenza SICILIA – 25
11 Verona MARCHE – 61 1 Caltanisetta
14 Ancona 3 Catania
FRIULI VENEZIA-GIULIA – 39 22 Ascoli Piceno 4 Messina
3 Gorizia 12 Macerata 17 Palermo
2 Pordenone 13 Pesaro
34 Udine SARDEGNA – 44
LAZIO – 79 10 Cagliari
7 Frosinone 20 Nuoro
35 Latina 14 Sassari
15 Roma
22 Viterbo