<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1" ?>
<rss version="0.91"><channel><title>Molise Alberi - Articoli</title><description>Molise  Alberi, articoli in materia forestale</description><link>http://www.molisealberi.com</link><language>it</language><item><title><![CDATA[La Sophora e il Ginkgo su Google Maps ]]></title><author>Molise Alberi</author><description><![CDATA[<p>Siamo ad Aosta ad Est del Palazzo regionale. Ci sono due specie un po' particolari: la Sophora japonica L. "Pendula" chiamata anche Robinia del Giappone, che forse è la prima specie introdotta nella regione come descritto nel libro "Le Piante Monumentali della Valle d'Aosta"  e un Ginkgo Biloba  L:,  specie rara per la Valle d'Aosta.  <br /> Sono visibili entrambi con un cartello alla base. La Sophora japonica ha una circonferenza di cm 150, età di 150 anni  non facilmente riconoscibile perchè simile alla robinia. Ha una  caratteristica chioma con rami molto contorti e ad archetto.  La pianta doveva essere già presente quando fu costruito negli anni 40 il palazzo della regione Valle d'Aosta. Un complimento a coloro che sono riusciti a mantenerla fino ad oggi.  <br />Il Ginkgo Biloba non ha bisogno di  nessuna presentazione è una pianta riconoscibile per le sue foglie a ventaglio distinte in due lobi. Rappresenta l'origine della storia degli alberi sulla terra, basta dire che è una Gimnosperma i cui semi sono nudi senza ovario di protezione. Non ha un fiore ben definito ma squame modificate.  La sua origine dalla Cina risale a circa 250 milioni d'anni  E' il fossile vivente per antonomasia simbolo della città di Tokyo. Questa pianta è indicata monumentale per la sua rarità in  Valle d'Aosta come indicato nel libro  citato della Regione Valle d'Aosta.<br /><br /><br /></p><p align="center"> <iframe width="560" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.fr/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=45.736083,7.319633&amp;aq=&amp;sll=48.99902,4.544344&amp;sspn=3.387643,7.064209&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.735886,7.31973&amp;spn=0.007039,0.013797&amp;z=14&amp;layer=c&amp;cbll=45.735892,7.319748&amp;panoid=Gs2vwA4M34BdQ-5eqbu1Eg&amp;cbp=12,235.01,,0,-0.73&amp;output=svembed"></iframe></p>]]></description><link><![CDATA[http://www.molisealberi.com/articoli_dettaglio.asp?idarticolo=66]]></link></item><item><title><![CDATA[Il Castagno di Sant'Agata su Google Maps]]></title><author>Molise Alberi</author><description><![CDATA[A circa 700 mt di distanza più a nord del famoso Castagno dei Cento Cavalli di Sant'Alfio c'è il Castagno di Sant'Agata. Come descritto da Anna Cassarino nel suo libro Alberi monumentali d'Italia il castagno è a forma di caravella e viene chiamato anche "Nave". Ubicato a 734 mslm  è un castagno millenario,  racchiuso in parte da un muro di cinta sulla strada  con una circonferenza di 20 mt e altezza di 19 mt come da Censimento del corpo forestale. Si trova nel comune di Mascali pur se meno conosciuto del Castagno dei cento Cavalli si mantiene in buona salute. Nei tanti secoli della sua vita può raccontare la storia dell'Etna, che sta li vicino. <br /><br /><br /><p align="center"><iframe width="560" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&aq=&sll=41.442726,12.392578&sspn=17.603672,28.256836&ie=UTF8&ll=37.754158,15.131343&spn=0.001143,0.001725&t=h&z=18&output=embed"></iframe><br><br>
<iframe width="560" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=37.753823,15.131602&amp;aq=&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=17.603672,28.256836&amp;ie=UTF8&amp;ll=37.754158,15.131343&amp;spn=0.000513,0.001725&amp;t=h&amp;z=14&amp;layer=c&amp;cbll=37.753637,15.131742&amp;panoid=lGakMhtLtSjdjrb0e59Rgw&amp;cbp=12,17.38,,0,-15.56&amp;output=svembed"></iframe>
</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.molisealberi.com/articoli_dettaglio.asp?idarticolo=65]]></link></item><item><title><![CDATA[Rete Natura 2000]]></title><author>Molise Alberi</author><description><![CDATA[L&#39;obiettivo dell&#39;Unione&nbsp;Europea&nbsp;&egrave; stato&nbsp;quello di creare una rete&nbsp;di siti&nbsp;di interesse comunitario per la protezione degli habitat e delle specie animali e vegetali nel quadro della cosiddette &quot;<em>direttiva Habitat</em>&quot; e &nbsp;&quot;<em>direttiva Uccelli</em>&quot;. Progetto ambizioso di aree&nbsp; protette&nbsp;europee. Oggi realizzato, ma mantenerlo in particolare&nbsp;&egrave; pi&ugrave; difficile di quando&nbsp;pensato&nbsp;30 anni fa con problemi di sanzioni della Corte di Giustizia,&nbsp; mancanza di piani di gestione,&nbsp; salvaguardia habitat,&nbsp;riduzione della biodiversit&agrave; ed altri ancora. <br /><br />Sul <a href="http://natura2000.eea.europa.eu/#" target="_blank" title="Vai al sito">sito dell&#39;Unione Europea</a>  aggiornato al 2009, sono&nbsp;cartografate e descritte le aree protette&nbsp; che fanno parte&nbsp;&nbsp;del sistema&nbsp;&quot;Rete Natura 2000&quot;. <br />]]></description><link><![CDATA[http://www.molisealberi.com/articoli_dettaglio.asp?idarticolo=64]]></link></item><item><title><![CDATA[Il Castagno dei Cento Cavalli su Google Maps]]></title><author>Molise Alberi</author><description><![CDATA[Grazie al servizio Google Maps, é possibile localizzare il Castagno dei Cento Cavalli nel Comune di Sant'Alfio (CT), considerato come il più grande castagno d'Italia ed il più antico d'Europa.
<br><br>
Maggiori informazioni sull'albero: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castagno_dei_Cento_Cavalli" target="_blank">Wikipedia<a>
<br><br><br><p align="center">
<iframe width="560" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps?hl=it&ie=UTF8&ll=37.750216,15.130703&spn=0.000454,0.001725&t=k&z=19&layer=c&cbll=37.750215,15.130702&panoid=QuOaD3grAKNXnOaOOp0isg&cbp=12,257.93,,0,-14.95&source=embed&output=svembed"></iframe></p>]]></description><link><![CDATA[http://www.molisealberi.com/articoli_dettaglio.asp?idarticolo=63]]></link></item><item><title><![CDATA[La “Naturalità” in Molise sta diminuendo?]]></title><author>Molise Alberi</author><description><![CDATA[Dalla Relazione sullo Stato dell&#39;Ambiente della Regione Molise del 2008, si afferma che: in base agli studi effettuati l&#39;indice di pregio naturalistico         &egrave; uguale a 0,67,         <em>             che &rdquo;indica un elevato valore complessivo del territorio, conferendo al Molise una posizione elevata rispetto alla media nazionale e vicino a             quello di molte aree naturali protette, peraltro scarse sul territorio regionale. (sic) Complessivamente quindi, nonostante l&rsquo;interazione di lungo             periodo con le attivit&agrave; antropiche, il territorio molisano conserva caratteristiche proprie di elevata naturalit&agrave; legata alla normale dinamica             evolutiva influenzata dai fattori naturali&rdquo;.         </em>             <p>Gli studi sulla naturalit&agrave; effettuati dall&rsquo;ISPRA Nazionale e dall&rsquo;ARPA Molise nell&rsquo;ambito della Carta della Natura rappresentano un utile strumento per         la gestione, governo e pianificazione del territorio. Meglio di noi gli Istituti, gli Enti pubblici, le Agenzie, le Associazioni, l&rsquo;Universit&agrave; quasi         tutta la popolazione sa che il Molise ha un notevole patrimonio naturalistico ambientale particolarmente ricco, oggetto di interesse con centinaia di         studi e ricerche effettuati. Anche molte leggi regionali come la LR 9/1999 (Flora in via di estinzione), LR 6/2000 (Boschi) LR 15/2003 (Montagna)  LR         30/2008 (parco Olivo) e altre ancora e in particolare la L.R 23/2004 (aree protette) all&rsquo;art 1 comma 5 afferma &ldquo;         <em>             La Regione Molise, consapevole <u>dell&#39;eccezionale</u> valore  naturalistico-ambientale nonche&#39; della ricchezza di biodiversita&#39; che caratterizzano             la catena appenninica, opera per la realizzazione di un sistema di aree protette interconnesso ed interdipendente, al fine di promuovere e far             riconoscere l&#39;Appennino parco d&#39;Europa&rdquo;.</em>         Poi abbiamo la  &ldquo;Rete Natura 2000&rdquo; le aree SIC, le ZPS, le IBA (120.500,00 ettari pari al 27,4% del territorio regionale). Si fanno i piani di         gestione, le valutazioni di incidenza, le valutazioni ambientali  previste dai regolamenti direttive comunitarie e leggi e decreti nazionali e misure         nell&rsquo;ambito dei programmi dell&rsquo;Unione europee (POR PSR ecc..).          <em>             L&rsquo;Arpa Molise ha un sistema informativo della Carta della Natura della Regione Molise ed ha realizzato secondo le direttive dell&rsquo;ISPRA nazionale la             Carta         </em>         <em>             degli Habitat, la Carta della Qualit&agrave; Ambientale, la Carta della Sensibilit&agrave; Ecologica la Carta della Pressione Antropica, la Carta della             Vulnerabilit&agrave; Territoriale e ulteriori 19 mappe tematiche relative a indicatori ecologico-strutturali, debitamente popolati e processati per             l&rsquo;ottenimento degli strati informativi principali.         </em>         Tutta la cartografia ottenuta, insieme al ricco bagaglio di informazioni ad essa associata, ha costituito un Sistema Informativo Territoriale di &ldquo;Carta         della Natura&rdquo; (<em>Relazione Stato dell&rsquo;ambiente della Regione Molise anno 2008 cap 12.12)</em>. Quante informazioni ricerche, analisi, studi,         monitoraggi, indagini indicatori, dati cartografici, spesso ripetitive ci sono  sulla &ldquo;Natura&rdquo; in Molise, per dire che sono i fattori naturali e non         altri fattori che con la loro dinamica evolutiva determinano le caratteristiche di elevata &ldquo;naturalit&agrave;&rdquo; nonostante l&rsquo;iterazione di lungo periodo con le         attivit&agrave; antropiche?  </p><p>Se ci sono solo processi e fattori naturali allora il Molise &egrave; un grande parco  &egrave; un monumento &egrave; una riserva naturale &egrave; tutta &ldquo;un&rsquo;area protetta&rdquo;. Non         ci dobbiamo per niente preoccupare di inquinamento dell&#39;aria con PM10, CO2, NO, del suolo con amianto, piombo, uranio, fanghi tossici pericolosi e dei         rifiuti secondo la complicatissima classificazione CER di frane, alluvioni, erosioni. Non abbiamo problemi di accumulo di inquinanti nelle acque come         arsenico, coliformi fecali e altri batteri e di &ldquo;brutte&rdquo; malattie per l&rsquo;uomo. Non parliamo poi di beni culturali e archeologici dei 136 comuni con le         frazioni, dei tratturi, delle montagne e del &ldquo;paesaggio molisano &rdquo; dei boschi. Infatti con un indice di pregio naturalistico  di 0,67 vicino a quelle         di aree naturali protette, c&rsquo;&egrave; da stare tranquilli. Il pregio naturalistico &egrave; tra i pi&ugrave; elevati in Italia si legge nella relazione del 2008. Dopo per&ograve; si dice  che  &ldquo;        <em>il rischio di inversione di questi valori &egrave; gi&agrave; evidentissimo in molte aree, ed &egrave; il segnale pi&ugrave; negativo da contrastare per il futuro</em>.&rdquo; <br />A         questo punto cosa dobbiamo pensare e quali strade bisogna prendere? A coloro che considerano il Molise solo montagne, alberi, boschi, tartufo,         mozzarella, cavalli e caciocavalli, paesaggio, ambiente, turismo  agriturismo,  agrindustria o a quelli che della &ldquo;naturalit&agrave;&rdquo;, del pregio         naturalistico, della sensibilit&agrave;, della vulnerabilit&agrave;, della fragilit&agrave; ecologica, degli habitat dei piccoli uccellini e della flora, della         biodiversit&agrave;, delle aree protette in genere non importa. Si parla di &ldquo;sviluppo sostenibile&rdquo; di  &ldquo;green economy&rdquo;.  Vogliamo favorire ulteriori impianti         industriali, cave, capannoni ecc.. Vogliamo allocare vari rifiuti, e altre infrastrutture quali strade, pale eoliche, centrali chimiche e turbogas o         forse nucleari? Allora si fanno migliaia di verifiche relative alle VIA (Valutazione d&rsquo;impatto ambientale), VAS (Valutazione ambientali strategiche),         VI (Valutazioni di incidenza) VA (Verifiche di ammissibilit&agrave;), Verifiche naturalistiche, percettive, visive, archeologiche, di stabilit&agrave;, geologiche,          acustiche corredate da centinaia di cartografie. Spesso con tutte queste &ldquo;V&rdquo; di  verifiche  vale la pena &ldquo;Lassa fa u&rsquo; munn com&#39; z&#39; trov&#39;&rdquo; per dire         sempre di s&igrave; a fare tutto e a prescrivere obbligare e controllare dopo quello che succede alla naturalit&agrave;, forse.</p><p align="center"><strong>Carta della naturalit&agrave; della Regione Molise</strong></p><div style="text-align: center"><img src="../Immagini/articoli/naturalita.jpg" border="0" alt="Carta della naturalit&agrave;" hspace="2" vspace="2" width="550" height="579" /><br /><strong>Fonte: Relazione Stato Ambiente Regione Molise anno 2008</strong> </div><p>La naturalit&agrave; rappresenta un indice significativo del livello delle pressioni antropiche a cui un territorio &egrave; sottoposto. Bench&eacute; sia difficile         quantificare la naturalit&agrave;, il livello di disturbo arrecato dall&rsquo;attivit&agrave; umana pu&ograve; fornire una base ragionevole per la quantificazione di questo         criterio (Ellenberg, 1963).  I cambiamenti che avvengono nel tempo possono essere attribuiti ad una combinazione di disturbi naturali e di disturbi         provocati dall&rsquo;azione dell&rsquo;uomo, che sono determinati prevalentemente da fattori socio-economici. Come si osserva dalla tabella  il grado di naturalit&agrave;         di un buona parte del territorio regionale &egrave; influenzato dalla superfici agricole del Basso Molise, dell&rsquo;alto Biferno, del Fortore molisano e della         piana di Venafro, che caratterizzano con una naturalit&agrave; medio-bassa circa il 60% del territorio Regionale. </p><p>Le aree che pi&ugrave; si avvicinano alle tappe         mature  contribuiscono in maniera sostanziale alla naturalit&agrave; soprattutto con le praterie, gli arbusteti, le aree con vegetazione in evoluzione verso         il bosco e i boschi stessi: in particolare si vede come l&rsquo;area del Matese molisano, dell&rsquo;Alto Molise e della Mainarde siano caratterizzate da una         elevatissima naturalit&agrave;. &Egrave; necessario per&ograve; poter assegnare un valore di naturalit&agrave; complessiva che non &egrave; ancora possibile valutare basandosi sulla sola         distribuzione percentuale delle classi; sar&agrave; opportuno in particolare analizzare il contributo che ogni singola classe di naturalit&agrave; apporta all&rsquo;indice         complessivo. Al fine di avere un valore sintetico della naturalit&agrave; quindi sono state messe in relazione le singole classi di naturalit&agrave; con il livello         massimo potenziale. L&rsquo;indicatore complessivo della naturalit&agrave; &egrave; stato definito attraverso la stima <strong>dell&rsquo;Indice di Pregio Naturalistico (IPN)</strong> che         si calcola analizzando le aree relative di ogni tipologia di classe di naturalit&agrave;, mettendo in relazione cio&egrave; la loro distribuzione sul territorio con         la situazione di massima naturalit&agrave;, ossia quella che si avrebbe se l&rsquo;intera superficie fosse occupata dalla classe a maggior naturalit&agrave;. L&rsquo;indice di         pregio naturalistico assume valore 1 nel caso di maggior pregio naturalistico possibile e valore 0 nel caso di pregio naturalistico nullo [Ntot=1-         (N/Nmax)]. Dall&rsquo;analisi effettuata per il Molise &egrave; risultato un <strong>IPN pari a 0.67</strong>, questo indica un elevato pregio naturalistico complessivo, che         conferisce al Molise un valore molto vicino a quello di aree naturali protette, confrontandolo infatti con lo stesso indice calcolato in alcuni siti         naturalistici dell&rsquo;Italia centrale si osserva come i valori relativi di queste aree varino da un minimo do 0.57 ad un massimo di 0.80.          Complessivamente quindi nonostante l&rsquo;interazione di lungo periodo con le attivit&agrave; antropiche, dettate dai fattori socio-economici, il territorio         molisano pu&ograve; essere considerato una porzione del territorio nazionale che conserva caratteristiche proprie di elevata naturalit&agrave; legata alla normale         dinamica evolutiva influenzata dai fattori naturali.     </p><p>         Per dettagli:<br /><a href="http://www.isprambiente.it/">www.isprambiente.it</a>  <br />       <a href="http://www.arpamolise.it/">www.arpamolise.it</a>    <br />       <a href="http://www.regione.molise.it/">www.regione.molise.it</a>     <br />         Relazione Stato ambiente della Regione Molise anno 2008    </p>]]></description><link><![CDATA[http://www.molisealberi.com/articoli_dettaglio.asp?idarticolo=62]]></link></item></channel></rss>
