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I Grandi Alberi in Italia

Valle d’Aosta – A Donnas c’era il più grande ippocastano d’Italia

Noi di molisealberi abbiamo voluto ricordare questo ippocastano. Lungo via Roma a Donnas c’era un grande ippocastano. E’ rimasto ben poco. Dietro un muro si vede un grosso tronco. Tiziano Fratus lo descrive molto meglio indicandolo, nei suoi appunti, come il più grande ippocastano d’Italia. E’ rimasto un blocco di legno quasi nero in un piccolo giardino o meglio in un parcheggio privato di sei metri di circonferenza. L’ippocastano dopo circa quattrocento anni si trova “male” parcheggiato ben mozzato e ben “capitozzato”. E’ stato ed è un vero monumento storico.
Nel censimento del Corpo Forestale della Valle d’Aosta eseguito intorno agli anni 90 la circonferenza era di 5.6 mt, l’altezza di 25 mt. Ecco la foto di Tiziano Fratus. L’ippocastano si trova nelle vicinanze.

Anno 2006 quando c’era l’ippocastano

donnasipocastano2006

Donnas anno 2006

donnas2012

Donnas anno 2012 gia è scomparso lippocastano

 

Regione Piemonte – Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali, di alto pregio naturalistico e storico – Legge regionale n. 50 del 3 aprile 1995

Una delle prime normative regionali sui filari e  alberate monumentali 

(B.U.12 Aprile 1995, n. 15)mappa_piemonte

Art. 1.
Finalita’
1.La Regione Piemonte individua, in attuazione dell’articolo 5 dello Statuto gli alberi, i filari e le alberate monumentali, di interesse paesaggistico-ambientale e storico-culturale presenti sul territorio regionale e ne promuove la tutela e la valorizzazione.
2.Sono inclusi nella competenza della presente legge anche gli alberi, i filari e le alberate gia’ sottoposti a vincolo di tutela da parte della legislazione regionale e nazionale.
Art. 2.
Definizione
1.Ai fini della presente legge sono considerati alberi, filari ed alberate monumentali di interesse storico-culturale e ambientale-paesaggistico:
a)alberi isolati o facenti parte di formazioni boschive naturali o artificiali che per eta’ o dimensioni possono essere considerati come rari esempi di maestosita’ o longevita’;
b)alberi che hanno un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico o culturale;
c)filari ed alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico-culturale, ivi comprese quelle inserite nei centri urbani.
Art. 3.
Censimento
1.La Giunta Regionale, entro sessanta giorni dalla approvazione della presente legge adotta, con propria deliberazione, la metodologia di rilevazione ed una scheda di identificazione allo scopo di predisporre il censimento degli alberi, dei filari e delle alberate monumentali di interesse paesaggistico-ambientale e storico-culturale.
2.Il censimento deve raccogliere in particolare dati ed informazioni relativi a:
a)localizzazione;
b)proprieta’;
c)caratteristiche floristiche e dendrometriche;
d)descrizione delle caratteristiche monumentali o storico-culturali o paesaggistico-ambientali che motivano l’inclusione nel censimento;
e)condizioni fitosanitarie, vulnerabilita’, rischi ed eventuali interventi necessari per garantire la conservazione.
3.Singoli cittadini, Organi ed Enti pubblici o Associazioni possono segnalare alla Giunta Regionale l’esistenza di alberi, filari o alberate aventi le caratteristiche descritte all’articolo 2.
4.La Giunta Regionale sentito il parere obbligatorio e vincolante della Commissione Tecnica di cui all’articolo 4, predispone ed aggiorna periodicamente l’Elenco degli alberi, dei filari e delle alberate monumentali, di interesse paesaggistico-ambientale e storico-culturale della Regione Piemonte, che viene pubblicato integralmente sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.
5.Gli alberi, i filari e le alberate inseriti in tale elenco devono essere individuati negli strumenti urbanistici comunali ai sensi dell’ articolo 24 della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56.
6.L’inclusione nell’elenco di cui al comma 4 comporta, ai sensi dell’ articolo 9 della L.R. 56/1977 l’istituzione del vincolo di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 sulla protezione delle bellezze naturali e panoramiche.
Art. 4.
Commissione tecnica per la tutela e la valorizzazione degli alberi, filari ed alberate monumentali
1.E’ istituita la Commissione Tecnica per la tutela e la valorizzazione degli alberi, filari ed alberate monumentali.
2.La Commissione e’ composta da:
a)Assessore ai Beni ambientali e paesaggistici o suo delegato con funzioni di Presidente;
b)Assessore ai Beni culturali o suo delegato;
c)rappresentante dell’Istituto per le piante da legno e l’ambiente (I.P.L.A.);
d)rappresentante della Soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici del Piemonte;
e)rappresentante del Corpo Forestale dello Stato;
f)rappresentante della Facolta’ di Scienze Forestali dell’Universita’ di Torino.
Svolge le funzione di Segretario della Commissione un funzionario del Settore Beni ambientali e paesaggistici della Regione nominato con decreto del Presidente della Giunta Regionale. La Commissione e’ validamente costituita quando sia stata nominata la maggioranza dei suoi membri.
3.La Commissione formula parere obbligatorio e vincolante alla Giunta Regionale in merito alla inclusione nell’elenco di cui all’articolo 3 degli alberi, filari e alberate di cui e’ stata predisposta la scheda di identificazione.
4.La Commissione esprime inoltre parere in ordine ai finanziamenti per gli interventi di cura ordinaria e straordinaria, nonche’ di valorizzazione di cui agli articoli 5 e 6.
5.La Commissione esprime altresi’ parere obbligatorio e vincolante sull’eventuale abbattimento degli alberi, filari e alberate inclusi nell’Elenco di cui all’articolo 3.
6.La Commissione si riunisce su convocazione del Presidente, su richiesta dell’Assessore dei Beni ambientali e paesaggistici o dell’Assessore ai Beni culturali, o su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti.
7.Le riunioni della Commissione sono valide con la partecipazione della maggioranza assoluta dei componenti.
8.La Commissione dura in carica cinque anni e scade con lo scioglimento del Consiglio Regionale. Essa svolge la sua attivita’ finche’ non siano insediati i nuovi componenti.
9.Ai membri della Commissione spettano per ogni riunione i gettoni di presenza e le eventuali indennita’ di rimborso spese previste dalla vigenti leggi regionali in materia.
Art. 5.
Interventi di cura ordinaria e straordinaria
1.La Regione Piemonte eroga contributi per la cura ordinaria e straordinaria degli alberi, dei filari e delle alberate inclusi nell’elenco di cui all’articolo 3.
2.Gli interventi di cui al comma 1 sono eseguiti dai proprietari o dagli aventi diritto, su richiesta propria o della Regione Piemonte, a seguito di parere obbligatorio e vincolante di un esperto nominato dalla Giunta Regionale.
Art. 6.
Interventi di valorizzazione
1.La Giunta Regionale, anche su istanza dei proprietari o degli aventi diritto, puo’ promuovere iniziative di valorizzazione degli alberi, filari ed alberate inclusi nell’elenco di cui all’articolo 3, al fine di divulgarne la conoscenza ed il significato della tutela, nonche’ per migliorare il contesto territoriale ed ambientale circostante.
Art. 7.
Norme finanziarie
1.Agli oneri necessari per il conseguimento dei fini di cui alla presente legge, valutati in lire 20 milioni per l’anno finanziario 1995, si provvede mediante una riduzione di pari ammontare, in termini di competenza e di cassa, del capitolo 15190 dello stato di previsione della spesa per l’anno finanziario 1995 e mediante l’istituzione, nello stato di previsione medesimo, di apposito capitolo con la denominazione “Spese per la tutela e la valorizzazione degli alberi, dei filari e delle alberate di interesse monumentale” e con lo stanziamento di competenza e di cassa di lire 20 milioni.
2.Il Presidente della Giunta Regionale e’ autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio.

Regione Valle d’Aosta – L’olmo ciliato in località Prà di Perloz

A chi può’ interessare un olmo ciliato (Ulmus  laevis)? E per lo più grandioso con cinque metri di circonferenza e forse più ed età superiore a 200 anni come lo descrive Tiziano Fratus nel suo libro “La Linfa nelle Vene? Forse a pochi, ma di Olmi ciliati non ce ne sono molti, poi è un esemplare unico non solo in Valle d’Aosta ma un po’ in tutta Italia.

L’Olmo ciliato detto anche olmo bianco è un po’ sporadico utilizzato più per i rimboschimenti anche per la sua minora sensibilità alla grafiosi (quella che ha decimato gli olmi un po’ in tutta Europa). Nel censimento del 1993 del Corpo Forestale della Valle d’Aosta la circonferenza era di 5,20 mt e per un olmo non è poco. Attualmente anno 2014, crediamo che ci sia stato un aumento. Esso sta a 1350 mslm in località Prà del Comune di Perloz. La pianta fu probabilmente messa a dimora circa due secoli fa da un antenato della famiglia Yeuillaz il quale la portò dalla Svizzera dove si recava stagionalmente per motivi di lavoro.

Per arrivare a questo Olmo bisogna lasciare l’automobile a Fey Dessous (1022 m.) sullo slargo in prossimità di un tornante, percorrere la strada asfaltata imboccare a destra, in corrispondenza del cartello stradale che indica le località Pessé, Pra, Ruina, Mont Crabun, il sentiero. Giunti al villaggio del Pessé o in direzione del Pra, la pianta monumentale si trova a valle della strada in mezzo al villaggio. Ecco l’ubicazione, più o meno deve essere qui.

Regione Valle d’Aosta – Il Tiglio di Sant’Orso

Il Tiglio di Sant’ Orso ad Aosta
Specie: Tilia platyphyllos Scop.
Nome comune:Tiglio Nostrano
Circonferenza mt. 4.60 (nel 2008)
Età: 450-500 anni.
Quota slm (mt): 580

Tiglio Nostrano Valle D'AostaIl Tiglio di Sant’Orso è il simbolo di Aosta e della Valle d’Aosta. Abbiamo già detto tutto. Ha una storia travagliata questo straordinario esemplare come ben descritto nel libro “Le piante monumentali della Valle d’Aosta”.  Ci preme ricordare che fu piantato  tra il 1530 e il 1550 come attestano alcuni documenti storici. Negli ultimi cent’anni è stato un po’ sfortunato: furono tagliate delle radici, poi cadde una branca, poi ritagliate le radici per scavi archeologici, poi si ruppe un grosso ramo. Gli abitanti di Aosta nel 1950 quando cadde una grossa branca andarono a Sant’Orso a visitare il malato Tiglio.

Su internet  abbiamo trovato delle foto del Tiglio del 2009. Pare che non stia tanto bene, sta subendo una forte cura con tiranti. Ci preme ricordare che è tra gli alberi più citati in libri e pubblicazioni e noi di molisealberi non potevamo che dedicargli un breve descrizione. Come dice Tiziano Fratus “l’uomo radice” nel suo libro: La linfa nelle Vene: “Il cercatore di alberi potrà notare, che mettendosi a fotografare il tronco molti passanti, se non tutti , presteranno attenzione a quella cosa che fino a pochi istanti prima non era altro che un semplice albero messo lì ad adornare una piazza, uno scorcio” 

Tiziano Fratus nel suo libro parla anche a noi di Molisealberi quando descrive questo Tiglio, dicendo che siamo ancora un sito  di riferimento per chi si occupa di questi temi. Noi non possiamo fare altro che ringraziarLo, anche se non siamo sempre “all’altezza”.

Le foto sono di  Enrica Ferrero.

Regione Valle d’Aosta – Il Libro delle piante Monumentali

piante monumentali della valle daostaIl Corpo Forestale della Valle d´Aosta collabora con l’Ufficio Piante Monumentali della Direzione Foreste, per alcune attività specifiche concernenti questo settore:

Segnalando agli uffici competenti della Direzione Foreste, la presenza sul territorio di piante di particolare pregio. Effettuando periodicamente i rilievi dendrometrici (circonferenza, altezza, incrementi ecc.).  Segnalando eventuali danni provocati agli alberi monumentali.

L’ufficio Piante Monumentali si occupa, inoltre, per mezzo di proprio personale tecnico di:

Monitorare costantemente le piante classificate.

Rivitalizzare le piante monumentali che ne necessitano.

Rendere fruibili i siti in cui vegetano questi esemplari arborei.

Pubblicizzare le particolarità di questo patrimonio vegetale.

La Legge Regionale n. 50 del 21-08-1990 sottopone a particolare tutela le piante monumentali.

Una pianta (o la formazione boschiva di protezione) per essere inserita nell’apposito registro, deve naturalmente possedere particolari caratteristiche quali ad esempio: Il portamento, le dimensioni,I fatti o personaggi storici che sono legati all’albero,le leggende o gli aneddoti che gli stessi racchiudono.

Altre informazioni sono disponibili presso: Ufficio piante monumentali  Indirizzo: Località Olleyes 11020 Quart (Aosta)  Telefono: 0165-775723  E-mail: c.letey@regione.vda.it  Responsabile: M.llo Forestale Corrado Letey

Scarica qui il libro Piante Monumentali Valle d’Aosta (aggiornamento al 2007)

Fonte:  Regione Valle d’Aosta

Regione Valle D’Aosta – Elenco degli alberi monumentali censiti dal C.F.S.

Valle d'aostaElenco degli esemplari censiti in Valle d’Aosta che presentano le caratteristiche di maggiore interesse ambientale e culturale.

Comune

Prov Località Genere Specie Circ.mt. Alt.mt. Nome comune Nome inglese
Aosta AO Borgo Saint Ours Tilia cordata Mill.* 4,7 16 tiglio selvatico small-leafed lime
Champdepraz AO fraz. Viering Sequoia gigantea Dec. 6,35 40 sequoia gigante giant sequoia
Chatillon AO Castello Sequoia gigantea Dec. 6,27 35 sequoia gigante giant sequoia
Chatillon AO Castello Fagus sylvatica L. 4,85 35 faggio common beech
Courmayeur AO La Goletta Picea abies Karst.* 3,34 29 abete rosso spruce fir
Donnas AO centro abitato Aesculus hippocastanum L.* 5,6 25 ippocastano horse chestnut
Donnas AO Caves di Donnas Platanus orientalis L. 4,58 40 platano orientale oriental plane
La Salle AO frazione Derby Castanea sativa Mill. 7,8 25 castagno swett chestnut
Morgex AO Grigne Rosse Larix decidua Mill.* 5,2 22 larice European larch
Valgrisence AO Arolla Larix decidua Mill. 5,5 30 larice European larch

* esemplare ritenuto di eccezionale valore storico o monumentale morto nel 2012

I dati sono forniti dal sito del Corpo Forestale dello Stato

Il Giardino dei Patriarchi da frutto dell’Unità d’Italia

Venti regioni, venti patriarchi da frutto grazie all’Associazione Patriarchi della Natura d’Italia a villa dei Quintili a Roma.

Ecco i venti Patriarchi da frutto che, regione dopo regione, rappresentano, i suoi diversi paesaggi e ambienti, con piante  secolari o addirittura millenarie.

Valle d’Aosta: pero Brusson (il pero più grande e vecchio della Val d’Aosta)
Piemonte: melo PUM dal Bambin (uno dei meli più grandi del Piemonte)
Liguria: olivo di San Remo millenario (l’olivo più antico della Liguria)
Lombardia: ciliegio di Besana in Brianza (forse il ciliegio selvatico più grande d’Italia)
Trentino Alto Adige: melo di Fondo (il melo più vecchio d’Italia e forse d’Europa)
Friuli Venezia Giulia: melo di Campone (il più grande del Friuli) 150 anni,
Veneto: Olivo di San Vigilio (olivo millenario sulle rive del Garda)
Emilia Romagna: cotogno antico Faenza (fra i più vecchi d’Italia, produce frutti quasi privi di tannino che si mangiano come mele)
Toscana: corniolo di Montieri (fra i più grandi d’Italia)
Marche: olivo di Campofilone (fra gli olivi più longevi delle Marche)
Umbria: Noce di Poggiodomo, Perugia, (il più grande d’Italia di oltre 5 metri di circonferenza)
Abruzzo: fico Reginella di Bucchianico (antica varietà locale)
Molise: olivo di Venafro (millenario, coltivato già in epoca romana)
Lazio: melograno di Roma (San Giovanni in Laterano, fra i più vecchi d’Italia)
Campania: vite di Taurasi (vite plurisecolare e di dimensioni enormi)
Puglia: fico di Otranto (varietà autoctona, fra le più antiche)
Basilicata: olivo maiatica di Ferrandina (olivo millenario, il più antico della Basilicata)
Calabria: vite Mantonico di Bianco (vitigno risalente all’epoca magno-greca)
Sicilia: vite Corinto Bianco (vitigno portato in Italia dai Greci oltre duemila anni fa)
Sardegna: olivo Luras (3800 anni, il più antico d’Europa, 13 metri di circonferenza)

Fonte: Associazione Nazionale Patriarchi della natura d’Italia