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I Grandi alberi della Valle d’Aosta

Valle d’Aosta – A Donnas c’era il più grande ippocastano d’Italia

Noi di molisealberi abbiamo voluto ricordare questo ippocastano. Lungo via Roma a Donnas c’era un grande ippocastano. E’ rimasto ben poco. Dietro un muro si vede un grosso tronco. Tiziano Fratus lo descrive molto meglio indicandolo, nei suoi appunti, come il più grande ippocastano d’Italia. E’ rimasto un blocco di legno quasi nero in un piccolo giardino o meglio in un parcheggio privato di sei metri di circonferenza. L’ippocastano dopo circa quattrocento anni si trova “male” parcheggiato ben mozzato e ben “capitozzato”. E’ stato ed è un vero monumento storico.
Nel censimento del Corpo Forestale della Valle d’Aosta eseguito intorno agli anni 90 la circonferenza era di 5.6 mt, l’altezza di 25 mt. Ecco la foto di Tiziano Fratus. L’ippocastano si trova nelle vicinanze.

Anno 2006 quando c’era l’ippocastano

donnasipocastano2006

Donnas anno 2006

donnas2012

Donnas anno 2012 gia è scomparso lippocastano

 

Regione Valle d’Aosta – L’olmo ciliato in località Prà di Perloz

A chi può’ interessare un olmo ciliato (Ulmus  laevis)? E per lo più grandioso con cinque metri di circonferenza e forse più ed età superiore a 200 anni come lo descrive Tiziano Fratus nel suo libro “La Linfa nelle Vene? Forse a pochi, ma di Olmi ciliati non ce ne sono molti, poi è un esemplare unico non solo in Valle d’Aosta ma un po’ in tutta Italia.

L’Olmo ciliato detto anche olmo bianco è un po’ sporadico utilizzato più per i rimboschimenti anche per la sua minora sensibilità alla grafiosi (quella che ha decimato gli olmi un po’ in tutta Europa). Nel censimento del 1993 del Corpo Forestale della Valle d’Aosta la circonferenza era di 5,20 mt e per un olmo non è poco. Attualmente anno 2014, crediamo che ci sia stato un aumento. Esso sta a 1350 mslm in località Prà del Comune di Perloz. La pianta fu probabilmente messa a dimora circa due secoli fa da un antenato della famiglia Yeuillaz il quale la portò dalla Svizzera dove si recava stagionalmente per motivi di lavoro.

Per arrivare a questo Olmo bisogna lasciare l’automobile a Fey Dessous (1022 m.) sullo slargo in prossimità di un tornante, percorrere la strada asfaltata imboccare a destra, in corrispondenza del cartello stradale che indica le località Pessé, Pra, Ruina, Mont Crabun, il sentiero. Giunti al villaggio del Pessé o in direzione del Pra, la pianta monumentale si trova a valle della strada in mezzo al villaggio. Ecco l’ubicazione, più o meno deve essere qui.

Regione Valle d’Aosta – Il Tiglio di Sant’Orso

Il Tiglio di Sant’ Orso ad Aosta
Specie: Tilia platyphyllos Scop.
Nome comune:Tiglio Nostrano
Circonferenza mt. 4.60 (nel 2008)
Età: 450-500 anni.
Quota slm (mt): 580

Tiglio Nostrano Valle D'AostaIl Tiglio di Sant’Orso è il simbolo di Aosta e della Valle d’Aosta. Abbiamo già detto tutto. Ha una storia travagliata questo straordinario esemplare come ben descritto nel libro “Le piante monumentali della Valle d’Aosta”.  Ci preme ricordare che fu piantato  tra il 1530 e il 1550 come attestano alcuni documenti storici. Negli ultimi cent’anni è stato un po’ sfortunato: furono tagliate delle radici, poi cadde una branca, poi ritagliate le radici per scavi archeologici, poi si ruppe un grosso ramo. Gli abitanti di Aosta nel 1950 quando cadde una grossa branca andarono a Sant’Orso a visitare il malato Tiglio.

Su internet  abbiamo trovato delle foto del Tiglio del 2009. Pare che non stia tanto bene, sta subendo una forte cura con tiranti. Ci preme ricordare che è tra gli alberi più citati in libri e pubblicazioni e noi di molisealberi non potevamo che dedicargli un breve descrizione. Come dice Tiziano Fratus “l’uomo radice” nel suo libro: La linfa nelle Vene: “Il cercatore di alberi potrà notare, che mettendosi a fotografare il tronco molti passanti, se non tutti , presteranno attenzione a quella cosa che fino a pochi istanti prima non era altro che un semplice albero messo lì ad adornare una piazza, uno scorcio” 

Tiziano Fratus nel suo libro parla anche a noi di Molisealberi quando descrive questo Tiglio, dicendo che siamo ancora un sito  di riferimento per chi si occupa di questi temi. Noi non possiamo fare altro che ringraziarLo, anche se non siamo sempre “all’altezza”.

Le foto sono di  Enrica Ferrero.

Regione Valle d’Aosta – Il Libro delle piante Monumentali

piante monumentali della valle daostaIl Corpo Forestale della Valle d´Aosta collabora con l’Ufficio Piante Monumentali della Direzione Foreste, per alcune attività specifiche concernenti questo settore:

Segnalando agli uffici competenti della Direzione Foreste, la presenza sul territorio di piante di particolare pregio. Effettuando periodicamente i rilievi dendrometrici (circonferenza, altezza, incrementi ecc.).  Segnalando eventuali danni provocati agli alberi monumentali.

L’ufficio Piante Monumentali si occupa, inoltre, per mezzo di proprio personale tecnico di:

Monitorare costantemente le piante classificate.

Rivitalizzare le piante monumentali che ne necessitano.

Rendere fruibili i siti in cui vegetano questi esemplari arborei.

Pubblicizzare le particolarità di questo patrimonio vegetale.

La Legge Regionale n. 50 del 21-08-1990 sottopone a particolare tutela le piante monumentali.

Una pianta (o la formazione boschiva di protezione) per essere inserita nell’apposito registro, deve naturalmente possedere particolari caratteristiche quali ad esempio: Il portamento, le dimensioni,I fatti o personaggi storici che sono legati all’albero,le leggende o gli aneddoti che gli stessi racchiudono.

Altre informazioni sono disponibili presso: Ufficio piante monumentali  Indirizzo: Località Olleyes 11020 Quart (Aosta)  Telefono: 0165-775723  E-mail: c.letey@regione.vda.it  Responsabile: M.llo Forestale Corrado Letey

Scarica qui il libro Piante Monumentali Valle d’Aosta (aggiornamento al 2007)

Fonte:  Regione Valle d’Aosta

Regione Valle D’Aosta – Elenco degli alberi monumentali censiti dal C.F.S.

Valle d'aostaElenco degli esemplari censiti in Valle d’Aosta che presentano le caratteristiche di maggiore interesse ambientale e culturale.

Comune

Prov Località Genere Specie Circ.mt. Alt.mt. Nome comune Nome inglese
Aosta AO Borgo Saint Ours Tilia cordata Mill.* 4,7 16 tiglio selvatico small-leafed lime
Champdepraz AO fraz. Viering Sequoia gigantea Dec. 6,35 40 sequoia gigante giant sequoia
Chatillon AO Castello Sequoia gigantea Dec. 6,27 35 sequoia gigante giant sequoia
Chatillon AO Castello Fagus sylvatica L. 4,85 35 faggio common beech
Courmayeur AO La Goletta Picea abies Karst.* 3,34 29 abete rosso spruce fir
Donnas AO centro abitato Aesculus hippocastanum L.* 5,6 25 ippocastano horse chestnut
Donnas AO Caves di Donnas Platanus orientalis L. 4,58 40 platano orientale oriental plane
La Salle AO frazione Derby Castanea sativa Mill. 7,8 25 castagno swett chestnut
Morgex AO Grigne Rosse Larix decidua Mill.* 5,2 22 larice European larch
Valgrisence AO Arolla Larix decidua Mill. 5,5 30 larice European larch

* esemplare ritenuto di eccezionale valore storico o monumentale morto nel 2012

I dati sono forniti dal sito del Corpo Forestale dello Stato

Regione Valle d’Aosta – Tutela delle piante monumentali – Legge regionale 21 agosto 1990, n. 50

Regione valle daosta(B.U. 28 agosto 1990, n. 35).

Art. 1

(Finalità).

  1. Con la presente legge la Regione Valle d’Aosta sottopone a particolare tutela le piante monumentali, radicate nel proprio territorio, come definite dal successivo articolo 2.

Art. 2 (Definizione di piante monumentali).

  1. Per le finalità di cui all’articolo 1 si considerano piante monumentali:

a) le piante, componenti relitte delle formazioni boschive poste a protezione dei villaggi, aventi un’età minima di anni 200 ed un tronco con diametro superiore a centimetri 80;

b) i castagni da frutto aventi un tronco con diametro superiore a centimetri 100 e una chioma vitale all’80 percento;

c) gli alberi di qualsiasi specie, esclusa la “Populus”, ovunque radicati, che per rarità, dimensioni, età o altre particolari caratteristiche possono ritenersi monumentali.

  1. La misurazione del diametro dei tronchi deve essere effettuata ad un’altezza di centimetri 130 dal suolo rilevata, nel caso in cui il terreno sia inclinato, dalla parte verso monte.

Art. 3

(Comitato per l’accertamento dei requisiti delle piante). (1)

[1. L’accertamento circa il possesso, da parte delle piante, dei requisiti di cui all’articolo 2, è effettuato da apposito Comitato, del quale fanno parte:

a) l’Assessore regionale all’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, o suo sostituto, con funzioni di presidente;

b) il Dirigente del Servizio Selvicoltura, Difesa e Gestione del Patrimonio Forestale dell’Assessorato dell’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, o suo sostituto;

c) il Sovraintendente per i Beni Culturali dell’Assessorato regionale del Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, o suo sostituto;

d) un esperto in Scienze Naturali con indirizzo nella conservazione della natura, designato dalla Giunta regionale;

e) un rappresentante designato dalle associazioni protezionistiche presenti nella Regione Valle d’Aosta, scelto in quella più rappresentativa in materia di flora.

  1. Nel caso in cui le associazioni protezionistiche non provvedano alla designazione del rappresentante di cui alla lettera e) del primo comma entro trenta giorni dalla richiesta da parte dell’Assessorato dell’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, provvede la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore all’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale.
  2. Le riunioni del Comitato sono valide quando è presente la metà più uno dei componenti e le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti.
  3. Il Comitato esprime parere vincolante, per la Giunta regionale, sulla dichiarazione di monumentalità delle piante e la loro iscrizione nel registro di cui all’articolo 8, indicando il valore delle piante da iscrivere; esprime inoltre parere vincolante, per la stessa Giunta, sull’abbattibilità delle piante monumentali, indicando quelle di maggior interesse scientifico di cui, dopo l’abbattimento, deve essere prelevato un campione di legno.
  4. Ai componenti del Comitato non dipendenti dell’Amministrazione regionale spetta un gettone giornaliero di presenza alle riunioni, di importo stabilito dalla Giunta regionale in misura non superiore alla diaria giornaliera dei consiglieri regionali; a tutti i membri del Comitato spetta inoltre il rimborso delle spese documentabili eventualmente sostenute e di quelle di viaggio con mezzo motorizzato privato, da calcolarsi in base alla normativa vigente in materia per i dipendenti regionali.
  5. Per l’espletamento dei compiti ad esso affidati il Comitato può richiedere pareri verbali o scritti a specialisti di varie discipline].

Art. 4

(Dichiarazione di monumentalità).

  1. Qualunque cittadino o ente, attraverso apposita istanza indirizzata all’Assessorato regionale dell’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, può proporre che siano dichiarate monumentali piante ritenute in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2.
  • Le istanze di cui al primo comma sono trasmesse dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale al comitato di cui all’articolo 3, corredate di una relazione tecnica preliminare riportante le principali informazioni circa l’ubicazione e le caratteristiche delle piante oggetto della proposta, predisposta dal Servizio Selvicoltura, Difesa e Gestione del Patrimonio Forestale.
  • L’inserimento delle piante nel registro delle piante monumentali di cui all’articolo 8 è stabilito dalla Giunta regionale con propria deliberazione, previa acquisizione del parere vincolante del comitato di cui all’articolo 3 e sentite, in merito, le osservazioni del comune entro il cui territorio le piante sono radicate; con la stessa deliberazione la Giunta regionale stabilisce, su indicazione del Comitato di cui all’articolo 3, il valore di ciascuna pianta.
  • Le piante radicate all’interno di parchi cittadini o di giardini di proprietà di enti o di privati possono essere dichiarate monumentali soltanto previa acquisizione dell’assenso scritto del proprietario.

Art. 5

(Abbattimento di piante monumentali).

  1. L’abbattimento delle piante monumentali protette ai sensi della presente legge deve essere autorizzato dalla Giunta regionale con propria deliberazione, previa acquisizione del parere vincolante di cui al quarto comma dell’articolo 3.

Art. 6

(Cura e straordinaria manutenzione delle piante monumentali).

  1. Il Servizio Selvicoltura, Difesa e Gestione del Patrimonio Forestale dell’Assessorato dell’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale provvede alla cura ed alla straordinaria manutenzione delle piante dichiarate monumentali e dei castagni da frutto, anche se non monumentali purché aventi almeno il diametro di cui alla lettera a) del primo comma dell’articolo 2.
  • Sugli alberi monumentali di proprietà della Regione, dei comuni e delle Consorterie gli interventi saranno disposti d’ufficio, previa comunicazione informativa agli Enti richiamati.
  • Sugli alberi monumentali di proprietà privata e sui castagni da frutto gli interventi sono subordinati alla sottoscrizione di una richiesta da parte dei proprietari.

Art. 7

(Sanzioni amministrative).

  1. Ferma restando l’applicazione delle pene previste dalle leggi statali e regionali in materia di taglio e danneggiamento di piante, nei confronti di chiunque danneggi le piante dichiarate monumentali in base alla presente legge sono previste, ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, concernente ” Modifiche al sistema penale “, le seguenti sanzioni amministrative:

a) per il taglio o il grave danneggiamento, il pagamento di una somma in denaro da Lire 1.500.000 a Lire 4.500.000;

b) per la riduzione della chioma o i danni alla corteccia o all’apparato radicale, il pagamento di una somma in denaro da Lire 500.000 a Lire 1.500.000;

c) per lesioni, anche di modeste entità, su qualsiasi parte vegetativa viva, il pagamento di una somma in denaro da Lire 100.000 a Lire 300.000.

Art. 8

(Registro regionale delle piante monumentali).

  1. E’ istituito, presso l’Assessorato regionale dell’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, il registro regionale delle piante monumentali, ove sono conservate le schede relative ai dati dendrometrici, dendroauxometrici, morfologici, fitopatologici e altre importanti notizie concernenti le singole piante.
  • Il registro regionale delle piante monumentali è conservato presso il Servizio Selvicoltura, Difesa e Gestione del Patrimonio Forestale, che provvede all’aggiornamento delle relative schede, previo rilievo biennale dei dati di cui al primo comma.
  • Ciascuna pianta monumentale viene iscritta nel registro di cui al primo comma con il valore ad essa attribuito dalla Giunta regionale ai sensi del terzo comma dell’articolo 4 che costituisce termine di riferimento in caso di danneggiamento.

Art. 9

(Norme finanziarie).

  1. L’onere derivante dall’applicazione della presente legge valutato in annue lire 100.000.000 a decorrere dal 1990 graverà sui seguenti capitoli che verranno istituiti nel bilancio di previsione per l’anno 1990 e sui corrispondenti capitoli per gli anni successivi:

Cap. 29370 ” Spese per interventi di cura e manutenzione degli alberi monumentali e dei castagni da frutto “

LR 21 agosto 1990, n. 50, articolo 6 L. 40.000.000

Cap. 29375 ” Spese per retribuzione agli operai forestali addetti alla cura e alla manutenzione straordinaria degli alberi monumentali e dei castagni da frutto “(CCNL)

LR 21 agosto 1990, n. 50, articolo 6 L. 55.000.000

Cap. 29380 ” Spese per il funzionamento del Comitato per l’accertamento dei requisiti delle piante da considerarsi monumentali “

LR 21 agosto 1990, n. 50, articolo 3 L. 5.000.000

  1. Alla copertura dell’onere di cui al comma precedente si provvede:

a) per l’anno 1990 mediante prelievo dal fondo globale di cui al capitolo 50100 ” Fondo globale per il finanziamento di spese per ulteriori programmi di sviluppo (spese correnti) ” a valere sull’accantonamento previsto dall’allegato n. 8 del bilancio di previsione della Regione denominato ” Interventi su alberi monumentali e sui castagni da frutto “

b) per gli anni 1991 e 1992 mediante utilizzo per L. 200.000.000 delle risorse disponibili iscritte al programma 2.2.1.07. ” Forestazione e difesa dei boschi ” del bilancio pluriennale 1990/1992.

  1. A decorrere dal 1991 la ripartizione degli oneri sarà disposta con Legge finanziaria di cui all’articolo 19 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90.

Art. 10

(Variazioni di bilancio).

  1. Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l’esercizio finanziario 1990 sono apportate le seguenti variazioni:

Variazione in diminuzione:

Cap. 50100 ” Fondo globale per il finanziamento di spese per ulteriori programmi di sviluppo (spese correnti) ” L. 100.000.000

Variazione in aumento:

Programma regionale: 2.2.1.0.8.: ” Parchi, riserve naturali e beni ambientali “

Codificazione: 2.1.2.1.0.3.10.29.04

Cap. 29370 (di nuova istituzione)

“Spese per interventi di cura e manutenzione straordinaria degli alberi monumentali e dei castagni da frutto “

LR 21 agosto 1990, n. 50, articolo 6 L. 40.000.000

Codificazione: 2.1.1.4.2.2.10.29.04

Cap. 29375 (di nuova istituzione)

“Spese per retribuzione agli operai forestali addetti alla cura e alla manutenzione straordinaria degli alberi monumentali e dei castagni da frutto ” (CCNL)

LR 21 agosto 1990, n. 50, articolo 6 L. 55.000.000

Codificazione: 1.1.1.4.2.2.10.29.04

Cap. 29380 (di nuova istituzione)

“Spese per il funzionamento del Comitato per l’accertamento dei requisiti delle piante da considerarsi monumentali”

LR 21 agosto 1990, n. 50, articolo 3 L. 5.000.000

Tot. in aumento L. 100.000.000

(1) Articolo abrogato dall’art. 7 del R.R. 17 agosto 1999, n. 3 ai sensi del combinato disposto degli artt. 11 e 66, comma 3, della L.R. 23 ottobre 1995, n. 45, limitatamente all’istituzione del Comitato per l’accertamento dei requisiti delle piante.