Category Archives: I Grandi alberi del Piemonte

I Grandi alberi del Piemonte

Regione Valle d’Aosta – Il Tiglio di Sant’Orso

Il Tiglio di Sant’ Orso ad Aosta
Specie: Tilia platyphyllos Scop.
Nome comune:Tiglio Nostrano
Circonferenza mt. 4.60 (nel 2008)
Età: 450-500 anni.
Quota slm (mt): 580

Tiglio Nostrano Valle D'AostaIl Tiglio di Sant’Orso è il simbolo di Aosta e della Valle d’Aosta. Abbiamo già detto tutto. Ha una storia travagliata questo straordinario esemplare come ben descritto nel libro “Le piante monumentali della Valle d’Aosta”.  Ci preme ricordare che fu piantato  tra il 1530 e il 1550 come attestano alcuni documenti storici. Negli ultimi cent’anni è stato un po’ sfortunato: furono tagliate delle radici, poi cadde una branca, poi ritagliate le radici per scavi archeologici, poi si ruppe un grosso ramo. Gli abitanti di Aosta nel 1950 quando cadde una grossa branca andarono a Sant’Orso a visitare il malato Tiglio.

Su internet  abbiamo trovato delle foto del Tiglio del 2009. Pare che non stia tanto bene, sta subendo una forte cura con tiranti. Ci preme ricordare che è tra gli alberi più citati in libri e pubblicazioni e noi di molisealberi non potevamo che dedicargli un breve descrizione. Come dice Tiziano Fratus “l’uomo radice” nel suo libro: La linfa nelle Vene: “Il cercatore di alberi potrà notare, che mettendosi a fotografare il tronco molti passanti, se non tutti , presteranno attenzione a quella cosa che fino a pochi istanti prima non era altro che un semplice albero messo lì ad adornare una piazza, uno scorcio” 

Tiziano Fratus nel suo libro parla anche a noi di Molisealberi quando descrive questo Tiglio, dicendo che siamo ancora un sito  di riferimento per chi si occupa di questi temi. Noi non possiamo fare altro che ringraziarLo, anche se non siamo sempre “all’altezza”.

Le foto sono di  Enrica Ferrero.

Il Giardino dei Patriarchi da frutto dell’Unità d’Italia

Venti regioni, venti patriarchi da frutto grazie all’Associazione Patriarchi della Natura d’Italia a villa dei Quintili a Roma.

Ecco i venti Patriarchi da frutto che, regione dopo regione, rappresentano, i suoi diversi paesaggi e ambienti, con piante  secolari o addirittura millenarie.

Valle d’Aosta: pero Brusson (il pero più grande e vecchio della Val d’Aosta)
Piemonte: melo PUM dal Bambin (uno dei meli più grandi del Piemonte)
Liguria: olivo di San Remo millenario (l’olivo più antico della Liguria)
Lombardia: ciliegio di Besana in Brianza (forse il ciliegio selvatico più grande d’Italia)
Trentino Alto Adige: melo di Fondo (il melo più vecchio d’Italia e forse d’Europa)
Friuli Venezia Giulia: melo di Campone (il più grande del Friuli) 150 anni,
Veneto: Olivo di San Vigilio (olivo millenario sulle rive del Garda)
Emilia Romagna: cotogno antico Faenza (fra i più vecchi d’Italia, produce frutti quasi privi di tannino che si mangiano come mele)
Toscana: corniolo di Montieri (fra i più grandi d’Italia)
Marche: olivo di Campofilone (fra gli olivi più longevi delle Marche)
Umbria: Noce di Poggiodomo, Perugia, (il più grande d’Italia di oltre 5 metri di circonferenza)
Abruzzo: fico Reginella di Bucchianico (antica varietà locale)
Molise: olivo di Venafro (millenario, coltivato già in epoca romana)
Lazio: melograno di Roma (San Giovanni in Laterano, fra i più vecchi d’Italia)
Campania: vite di Taurasi (vite plurisecolare e di dimensioni enormi)
Puglia: fico di Otranto (varietà autoctona, fra le più antiche)
Basilicata: olivo maiatica di Ferrandina (olivo millenario, il più antico della Basilicata)
Calabria: vite Mantonico di Bianco (vitigno risalente all’epoca magno-greca)
Sicilia: vite Corinto Bianco (vitigno portato in Italia dai Greci oltre duemila anni fa)
Sardegna: olivo Luras (3800 anni, il più antico d’Europa, 13 metri di circonferenza)

Fonte: Associazione Nazionale Patriarchi della natura d’Italia

Giganti verdi, le Sequoie anche in Molise?

Campobasso metasequoiaCi sono sulla terra alberi giganti. Come e perché il gigantismo è più diffuso tra le piante ? Come fa una pianta a crescere fino a quasi 120 metri d’altezza? Non abbiamo una risposta univoca. Anzi meglio non rispondere o si risponde facilmente: “Sono i segreti e la forza della Natura”. E l’argomento è chiuso.  Parlare di alberi giganti, vengono in mente  le Sequoie della California o meglio quelle del  dell’Humboldt Redwoods State Park.

Proprio in questo parco nazionale ci sono gli esseri viventi più alti del mondo. Qui c’è Hyperion una Sequoia Sempervirens scoperta nel 2006 da due naturalisti la cui altezza è stata accertata essere di 115,55 metri (precisione estrema). Sempre in California ma nel Parco nazionale delle Sequoie c’è il conosciutissimo Generale Sherman che non è una Sempervirens ma una Sequoiadendron gigantea, Lindl (Sequoiadendron giganteum, Buchholz)   con una altezza di circa 84 metri  un volume di circa 1500  metri cubi e il peso in 2000 tonnellate, numeri da  “brividi”. Questo  è considerato l’albero più grande del mondo.

Precedentemente il record di altezza apparteneva alla sequoia Helios, alta 114,30 metri, anch’essa situata nel  Parco nazionale di Redwood. Siamo comunque sempre in California. Un albero gigante  ha bisogno di una grande quantità di acqua che deve poter sollevare dalle radici fino alla foglia più alta. Nelle sequoie pare che una goccia d’acqua ci mette un mese per arrivare in cima.

In Italia forse quella più grande l’ha incontrata ultimamente alle porte di Biella, in località Chiavazza, Tiziano Fratus descrivendola egregiamente. Ma Fratus ha descritto molte sequoie anche nel suoi Piemonte in molti Parchi, a Merano a Reggello e cosi via. Ma le sequoie che ha descritto “l’Uomo radice” sono presenti un po’ in tutta Italia in  Piemonte,  Liguria,  Trentino Alto Adige,  Friuli Venezia Giulia, e in Toscana quasi tutte con una storia e con le loro particolarità. Alcune foto le potete vedere qui nell’Album: Giona delle Sequoie.  Buona parte delle Sequoie in Italia furono piantate intorno al 1850.

Qui in Molise ci accontentiamo di poco: abbiamo oggi 2 sequoie e mezzo a Campobasso. Quella di Piazza Cesare Battisti ormai a tronco “tagliato” perciò “mezza sequoia secca” con qulache foglia (vedi foto), le altre 2 in Via Mazzini all’interno del giardino del Convitto Mario Pagano e l’altra al Centro Potito. Queste ultime due stanno ancora bene, vuol dire che hanno una buona risorsa d’acqua, ma non potranno vivere molto a lungo (massimo 200-250 anni) dato che si trovano fuori del loro ambiente ideale. Qui alcune foto del 2010 in cui si cominciò a tagliare la Sequoia di Piazza Cesare Battisti.  Ecco dov’è ubicata la mezza Sequoia di Piazza Cesare Battisti a Campobasso per chi non la conosce ancora.

Visualizza Grandi Alberi in Molise in una mappa di dimensioni maggiori

Qui invece una foto del 2012 della Sequoia a circa 30 mt di distanza da quella abbattuta.

La sequoia al Convitto Mario Pagano

La sequoia al Convitto Mario Pagano Circonferenza 5,80 mt altezza 23-25 mt

La sequoia all'interno del Convitto Mario Pagano a Campobasso

La sequoia all’interno del Convitto Mario Pagano a Campobasso

 

Molisealberi in Piemonte con Tiziano Fratus

Esperienza di molisealberi, con lo scrittore-poeta-fotografo-alberografo-cercatore di alberi, Tiziano Fratus. Per farla breve, il grande Tiziano: “l’Uomo radice” ci ha accolto con la sua semplicità, umiltà e gentilezza in quel di  Torino e dintorni.  Di che cosa abbiamo parlato con Tiziano? Per l’80% del tempo di grandi alberi. Tiziano ci ha  accompagnato alla visita di un castagno e di un frassino maggiore, naturalmente secolari. Le foto e l’articolo, che abbiamo ripreso dal suo sito a noi dedicato  “parlano” da sole.  Come lui stesso si definisce e meglio spiega  in uno dei suoi ultimi libri  La linfa nelle Vene : l’Uomo radice”  è un  “Uomo o donna che vive quotidianamente un rapporto di stretta connessione con la terra e gli elementi naturali e vegetali , con particolare attenzione alle proprie radici locali, valorizzando i beni e le risorse della terra in cui vive e lavora”.  E’ anche  “un uomo o donna radice anche quell’individuo che sa girare il mondo costituendo nuove connessioni con il paesaggio che si trova ad attraversare. Elemento centrale della connessione è l’albero, in particolare l’albero secolare e/o l’albero monumentale”.

Speriamo  che molti possono diventare degli “Uomini radice” in molti luoghi d’Italia come Tiziano.  Speriamo che aumentino i  “cercatori di alberi veri” (siamo ancora pochi e noi di molisealberi cominciamo a diventare vecchi e spesso nascosti nei boschi) per ” dedicare parte della nostra  esistenza alla ricerca di alberi monumentali, secolari o di pregio, o come dice  sempre Tiziano  un uomo o donna “ossessionato dalla bellezza degli alberi”.

Noi di molisealberi grazie all’Uomo radice” e cercatore di alberi riprendiamo un pò il “discorso” fermato  sui grandi alberi e sui  boschi delle nostre parti. Perchè  “Siamo noi che possiamo trasformare il paesaggio che ci circonda in qualcosa da studiare, da capire, da nominare e sicuramente da amare come quelle piccole e grandi cose che costellano l’esistenza che sono gli alberi. Condividiamo con Lui  la  passione-ossessione per gli alberi. Grazie di cuore Tiziano, per quello che fai per molisealberi e per gli alberi.

Ecco l’articolo di Tiziano dal suo sito e dedicato a noi di molisealberi

Ed ecco le foto con Tiziano Fratus al grande Castagno di  Giaglione (TO) e al Frassino Maggiore di Moncenisio a 1460 msl (TO). Mai visto un Frassino così. Fotografato anche il Fotografo Tiziano 

 

Italia – La Mappa degli Alberi Monumentali in Italia del 1982

Italia AlberiNel corso del censimento degli alberi monumentali del 1982 da parte del Corpo Forestale dello Stato, e costantemente aggiornato con la scoperta di nuove piante, con la raccolta di materiali storici e scientifici che permettono di approfondirne la conoscenza e con la georeferenziazione dei singoli alberi, i Forestali hanno rilevato 1255 esemplari definiti di “maggior interesse ambientale e culturale”. Di questi, 460 sono presenti nelle regioni del nord Italia, 555 nelle regioni del centro e 240 nelle regioni meridionali.

La Lombardia nel campo dei patriarchi verdi vanta almeno due primati: quello della regione e delle provincia Como con il maggior numero di alberi monumentali.

PIEMONTE – 102 LIGURIA – 18 ABRUZZO – 74
4 Alessandria 11 Genova 35 Aquila
16 Cuneo 2 Imperia 24 Chieti
29 Novara 1 Spezia 15 Pescara
27 Torino 4 Savona
26 Vercelli MOLISE – 9
EMILIA ROMAGNA – 113 3 Campobasso
VALLE d’AOSTA – 10 21 Bologna 6 Isernia
10 Aosta 1 Ferrara
27 Forlì CAMPANIA – 41
LOMBARDIA – 192 23 Modena 16 Avellino
8 Bergamo 4 Piacenza 9 Caserta
13 Brescia 24 Parma 11 Napoli
63 Como 12 Ravenna 5 Salerno
13 Milano 9 Reggio Emilia
4 Mantova PUGLIA – 68
5 Pavia TOSCANA – 176 24 Bari
7 Sondrio 35 Arezzo 5 Brindisi
79 Varese 36 Firenze 25 Foggia
8 Grosseto 14 Lecce
TRENTINO ALTO-ADIGE – 42 6 Livorno
31 Bolzano 30 Lucca BASILICATA – 27
11 Trento 3 Massa 4 Matera
13 Pisa 23 Potenza
VENETO – 57 13 Pistoia
6 Belluno 32 Siena CALABRIA – 35
3 Padova 22 Cosenza
2 Rovigo UMBRIA – 43 5 Catanzaro
16 Treviso 35 Perugia 8 Reggio Calabria
2 Venezia 8 Terni
17 Vicenza SICILIA – 25
11 Verona MARCHE – 61 1 Caltanisetta
14 Ancona 3 Catania
FRIULI VENEZIA-GIULIA – 39 22 Ascoli Piceno 4 Messina
3 Gorizia 12 Macerata 17 Palermo
2 Pordenone 13 Pesaro
34 Udine SARDEGNA – 44
LAZIO – 79 10 Cagliari
7 Frosinone 20 Nuoro
35 Latina 14 Sassari
15 Roma
22 Viterbo