Category Archives: Alberi Monumentali Segnalati

Alberi monumentali d’Italia anno 1989 cos’è cambiato per il Molise nell’anno 2018 ?

L’amico grande cercatore di alberi, Valido Capodarca, ha voluto  conoscere come stanno e che fine hanno fatto i 300 alberi che circa 30 anni fa vennero pubblicati nei due volumi “GLI ALBERI MONUMENTALI D’ITALIA” (Edizione Abete anno 1989)  a firma di Alessandro Alessandrini, Lucio Bortolotti.  Alla fine della ricerca, si potrà tirare un bilancio sulla rapidità con la quale vengono perduti questi monumenti unici, patrimonio di tutta la società. Per la Regione Molise ha chiesto a noi di molisealberi un aggiornamento. Ecco cosa scrive Valido nel gruppo facebook “molisealberi “: “A questa piccola regione, l’opera gli Alberi Monumentali d’Italia rende un’offesa che rasenta l’indecenza. Non osando dubitare della serietà di una persona esperta come il curatore dell’opera, dr. Lucio Bortolotti, possiamo solo pensare, in alternativa, a macroscopica superficialità di chi ha effettuato il censimento, o di chi ha selezionato le schede, riducendo gli alberi da 22 mila a 1500, fra i quali il Bortolotti si è trovato a scegliere. In pratica, selezionati solo 4 alberi, fra i quali è assente quello è stato considerato, ed era, il più grande faggio monocormico d’Italia, il Re Fajone di Vastogirardi.  Lo troveremo solo in una anonima riga nell’elenco finale, accreditato di una circonferenza di m. 6,40 (viene da pensare che il Bortolotti non l’abbia nemmeno visto).
Sulla Roverella di Rocchetta viene considerata solo quella in località Santa Lucia di Castelvoturno (nuovo) , frazione di Rocchetta, e le vengono attribuiti solo m. 4,50 di circonferenza (da me misurata col metodo forestale nel 2013 è risultata di m. 6,14); viene completamente ignorata la più grande quercia del Molise, nell’abitato stesso di Rocchetta di m. 6,50  Comunque, ecco l’elenco.
1. Acero di Pizzone, Valle Ura, circ. m. 6,60
2. Due olmi montani, Pizzone, Valle dell’Altare, circ.m. 4,10 e 4,00 rispettivamente, ma uno dei due, già nel 1989, poco prima della pubblicazione, aveva subito una grave mutilazione
3. Roverella di Rocchetta al Volturno, loc.Santa Lucia, circ. m. 4,50
4. 3 Faggi, Guardiagregia, Colle Macchia, circ.m. 4,66 il maggiore
Spero che gli amici di Molisealberi riescano a fare un po’ di chiarezza dicendoci,in pratica
– se esistono ancora gli olmi di Pizzone e i tre faggi di Guardiagregia
– se è ancora viva la roverella di Castelvolturno (le foto più recenti la mostravano in condizioni di estrema sofferenza).

Ecco cosa è successo nel 2018.

Il Fajone ormai non  c’è più  da Dicembre 2017. A quest’albero  è stato dedicata anche una canzone di Guglielmo Messere, se volete ascoltarla a questo link https://soundcloud.com/guglielmo-willy-messere/re-fajone-re-fajone-il-guerriero-sannita-i-secolari-vegliardi/s-VtlcB

 

L’Acero di Pizzone in località Valle Ura, dalle informazioni assunte è ancora lì, dominante e  incontrastato di quel bosco. Dei 2 olmi montani a Pizzone in località Coste dell’Altare, nella Guida Alberi Monumentali d’Italia del  1992 (Edizioni  Abete) si sapeva che “vegetano a distanza di 100 metri l’uno dall’altro e sono ubicati a 1800 metri di quota tra le rocce di Coste dell’Altare. Si trovano in una zona impervia di difficile accesso e spesso soggetta a valanghe”

La Roverella in località Santa Lucia di Castelnuovo, frazione di Rocchetta, ha bisogno di interventi per farla mantenere ancora un po’ più in vita.  Si trova inclinata sulla scarpata stradale con un tronco e con la sua particolare branca che si incurva verso l’alto. Comunque  vive, le  radici sono talmente forti che la tengono ancora ferma e che continuano a svolgere la loro funzione. Nella parte più in alta del monumento naturale ci sono alcuni rami secchi.      

A Guardiaregia i tre frati ( i tre faggi) in località Colle Macchia, inclusi nella Riserva regionale  Guardiaregia Campochiaro, con la loro storia (o leggenda)  legata al brigantaggio risultano ancora meta di escursionisti tramite un sentiero  denominato appunto dei “Tre  Frati”. Pochi sono gli esempi di sentieri creati a posta per valorizzare e conoscere i grandi alberi in Molise, anche se forse, in alcuni casi è meglio così, C’è stato, per esempio, qualche male intenzionato che ha fatto danno come è accaduto nell’anno 2017, l’incendio del tronco del  grande Castagno in località le Cupe di Boiano di cui abbiamo già scritto qui  http://www.molisealberi.com/il-castagno-di-localita-le-cupe-e-per-santegidio-a-boiano/       

La grande Roverella di Rocchetta a Volturno, al centro del paese, si presenta ad aprile 2018,  all’inizio della sua ripresa vegetativa così nella foto

Sperando in una maggiore tutela e valorizzazione di questi e altri  monumentali alberi, da parte di chi ha cuore la propria terra come il Molise sapendo che prima o poi (per gli alberi è più un poi) la lasceremo ai posteri.

Albero monumentale: Pino nero a Cividale del Friuli (UD)

Segnalato da Adriano Dini – Cividale del Friuli (UD)

Nome comune dell’albero: Pino nero
Nome scientifico dell’albero: Pinus nigra
Altezza stimata (m): 23
Circonferenza (cm): 365
Tipo: Albero singolo
Numero esemplari: 1
L’albero ha un solo fusto?: si
L’albero ha più fusti?: no

Comune di: Cividale del Friuli (UD)
Località: Cividale del Friuli
Indirizzo: via G. Marconi
Indicazioni utili per raggiungere l’albero: Si trova nel il Parco Italia, il giardino pubblico di Cividale…
Proprietà: pubblica

Ambiente Urbano: verde pubblico
La pianta é segnalata per: Valore paesaggistico

Altre informazioni: 46.094663, 13.426634

 

pinonerocividale

 

Si ringrazia per la segnalazione lo staff

Spinete il quercione di località Colle Tommasi

Laquerciadispinete

La grande quercia di Spinete foto di Michele Minotti

L’amico Michele Minotti, studioso e conoscitore attento del territorio e della natura del nostro Molise  mi ha mandato in questi giorni una bella foto del “Quercione” di Spinete in località Colle Tommasi  a quota 590 mslm.  Considerata l’enormità e la bellezza di questa pianta non potevamo non pubblicare la sua foto.  laquerciadispinete1 La stessa  foto di google earth evidenza  un bell’aspetto della quercia che nel 2009 dal censimento che fu avviato nella  regione molise aveva già una circonferenza del tronco di 480 cm.  Come si nota i grandi esemplari si trovano  sempre vicino un casolare abbandonato o vecchi ruderi.  Si raggiunge facilmente dall’abitato di Spinete nella parte a Ovest, la pianta sembra  dominare  con la sua maestosa e regolare chioma i coltivi e le aree circostanti. Sicuramente l’albero ha una lunga  storia da raccontare. Un grazie in particolare a Michele.

Alcuni Grandi alberi del Territorio di Pratella (CE) le farnie di cui una che non c’è più

Specie: Farnia (detta comunemente quercia)
Quercus robur L.Ubicazione: Sulla strada provinciale 207 località Pagliarelle presso fonte sant’Arcangelo – Mastrati (CE).  Quota: 143 mslm.  Circonferenza: quasi 4 metri.  Pianta che si presenta bene di valore storico e di ricordi che rimandano alla seconda guerra mondiale. Facilmente raggiungibile.


Altra Farnia si trova in Via Colle Pasquale  con una circonferenza di 3 mt e 45 in una zona dove sono presenti seminativi e pascoli.  E’ ricordata dagli anziani per il valore storico e  affettivo.

FarniadiPratella

FarniadiPratella1

La farnia di Pratella

Una volta in via Colleferro a Mastrati c’era una Farnia con una circoferenza del tronco di 560 cm l’Albero non è più esistente.  Si conserva parte del tronco ed alcuni rami come esemplari per le notevoli dimensioni in un fienile di una azienda agricola. Questa è una foto che ricorda l’albero che non c’è più.

L'albero che non c'è più I summenzionati esemplari arborei secolari sono di elevato valore storico – affettivo e culturale. Rappresentano il valore della cultura, della memoria collettiva e delle tradizioni di una comunità locale, la quale, dal punto di vista antropologico culturale, mostra il senso di appartenenza . La tradizione locale li ricorda da sempre. Sono perenni. In particolar modo, la tradizione orale rammenta la quercia delle Pagliarelle (nei pressi della fonte di Sant’Arcangelo – Mastrati ) perché’ zona di pascolo e luogo dove i soldati alleati, durante il secondo conflitto mondiale, versavano i loro alimenti recuperati dalla popolazione locale. Curiosità  La Quercia farnia è detta anche Albero di Giove e a lui era consacrata. La mitologia narra che quando gli uomini si cibavano con la carne umana, Giove indicò loro le ghiande della quercia come fonte di cibo e da quel giorno fu dedicata a lui e grazie alle sue ghiande detta Albero felice.  Le querce furono anche le prime chiese, perché sotto di esse si radunava il popolo per celebrare sacri riti, per assemblee, per apprendere la sapienza dagli anziani.

Si ringrazia la Signora Graziella Ciorlano. per dettagli al seguente link

https://www.facebook.com/Rocca-Sancti-Biti-Graziella-Ciorlano-1487856391496787/

Albero monumentale: Castagno a Averara (BG)

Castagno a Averara (BG) Segnalato da Aramis Egman – Averara (Bergamo)

Nome comune dell’albero:Castagno
Altezza stimata (m): 35 metri
Circonferenza (cm): 600
Tipo: Albero singolo
Numero esemplari: 1
L’albero ha un solo fusto?: si

Comune di: Averara
Località: Val Tomasa c/o azz. Soluna
Indirizzo: via Val Tomasa
Indicazioni utili per raggiungere l’albero: Alta Valle Brembana raggiunto Averara proseguire strada per Redivo che fiancheggia il cimitero arrivati in cima alla salita ci si trova di fronte all’azienda SOLUNA lasciare l’auto proseguire a piedi nel sentiero indicato soluna per circa 10 minuti.
Proprietà: privata
Di chi é l’albero monumentale: azienda officinale SOLUNA

Ambiente Urbano: verde privato
Ambiente Extraurbano: Bosco di latifoglie, Sponde di fiumi e laghi
La pianta é segnalata per: Valore storico-culturale, Valore paesaggistico, Valore architettonico
Descrizione della motivazione: L’albero e stato stimato che abbia circa 350anni in paese viene chiamato Papà Castagno o Castegnù in dialetto e a un’imponenza a dir poco affascinante anche se su tutto il territori di Averara ne esistono di simili e da circa un anno che è stata istituita l’associazione castanicoltori Averara che ha già iniziato a recuperare castagni secolari fin ora siamo arrivati a 15 castagni secolari recuperati.
Minacce: Altro

Altre informazioni: latitudine 45.99 longitudine 9.63

Castagno a Averara