Le Foreste demaniali in Molise, il Bosco San Martino Cantalupo (prima parte)

Le Foreste Demaniali sono l’istituto di protezione delle risorse naturali più antico. L’Azienda di Stato delle Foreste Demaniali fu istituita infatti nel 1910, prima ancora di qualsiasi parco nazionale. Oggi in considerazione dei divieti vigenti, possono essere considerate vere e proprie aree naturali protette oltre ad essere riserve, siti di importanza comunitaria, zone di protezione speciale e luoghi in cui ci sono grandi alberi e di notevole interesse.

Lo stato di naturalità delle Foreste Demaniali, infatti, solo in alcuni casi è stato parzialmente compromesso, sia dalla gestione del sottobosco, per la prevenzione degli incendi, sia dall’immissione nell’ambiente di piante non sempre autoctone, finalizzata nella quasi totalità dei casi alla produzione forestale e al governo o alla prevenzione del dissesto idrogeologico.

Nonostante tali interventi, i divieti di transito in alcuni casi e di esercizio di tutte le attività antropiche, legate alla risorsa bosco, hanno comunque determinato in alcuni casi uno stato di isolamento pari se non superiore a quello di alcune aree naturali protette.

Oggi per la Regione Molise, sono un patrimonio di alto valore forestale, paesaggistico e naturalistico per le quali sarebbero opportuni interventi di miglioramento ed ampliamento come sta accadendo per esempio per la Riserva Mab Alto Alto Molise.

Nel Molise le Foreste Demaniali Regionali, gestite dell’Ex Azienda di Stato sono:

Il Bosco di Monte Capraro (S. Pietro Avellana – IS),

Il Bosco Pennataro (Vastogirardi – IS),

Il Bosco Monte Caruso e Monte Gallo (Monteroduni – IS),

Il Bosco del Barone (Montagano – CB).

Il Bosco S. Martino e Cantalupo (S. Pietro Avellana – IS) di circa 215 ettari si trova a confine con l’Abruzzo. In vicinanza c’è il fiume Sangro, il Tratturo Celano Foggia e la ferrovia Sangritana con la Stazione di San Pietro Avellana e la statale Fondo Valle Sangro. Era un antico Feudo.

Il bosco fu soggetto in passato a tagli e usurpazioni. Masseria Taverna a 760 mslm rappresenta il luogo di entrata in Molise con il vicino “Casello” della linea ferroviaria “Sangritana”. Luogo strategico di sosta di eserciti, e in particolare di pastori con le greggi transumanti. Molti credono che il confine regionale sia dato dal fiume Sangro invece non è così.

La foresta demaniale San Martino-Cantalupo si trova sulla sponda sinistra del fiume Sangro a Nord della Masseria Taverna e a NE del Tratturo Celano Foggia. Il fosso di Cinquemiglia (catastalmente Fosso di Pietransieri) per 1300 metri segna il confine SO della Regione Molise. Poi il confine devia a NE in località Vallocche Frazione del Comune di Roccaraso. Il confine regionale arriva in località a Colle San Francesco fino a 1126 mslm. La Zona si chiama come indicato sulle tavolette IGM anche Vallone del Cupo. Il vallone taglia da Nord a Sud il bosco di latifoglie cosi come una striscia di larga di pista forestale a fascia “parafuoco”.

Definire i confini del Bosco Cantalupo e San Martino non sembra facile. La storia ci dice di un po’ d’uso irrazionale di questi boschi e delle sue risorse (esempio tartufi, funghi, pascolo ecc..) per effetto che ci sono molti terreni privati in vicinanza e all’interno del bosco per cui occorre permettere anche il passaggio. In effetti i boschi sono di tutti, poi qualcuno crede che sono di pochi per un utilizzo solo ed esclusivamente economico, altri invece pensano che non sono di nessuno ma spesso sottoposti al degrado.

Il Bosco Cantalupo che si trova nel comune di San Pietro Avellana spesso viene confuso con il comune di Cantalupo nel Sannio. Una ipotesi dell’origine etimologica del nome “Cantalupo” deriverebbe da “Kata-Lucon” (in mezzo al bosco).

Cartografia Bosco San Martino Cantalupo Fonte Portale cartografico Regione Molise

Cartografia Bosco San Martino Cantalupo Fonte: Portale Cartografico Regione Molise www.geo.regione.molise.it

Le tipologie forestali presenti nella zona del Bosco Cantalupo variano in funzione della quota, dell’esposizione, del tipo del terreno e di altri fattori. Alcune zone si presentano con arbusti submontani con presenza di rose, prugnoli e rovi dovute all’abbandono delle pratiche agricole e del pascolo che ha facilitato la diffusione di questi popolamenti. Esse si trovano nei confini tra foresta terreni privati e zone di passaggio. In vicinanza di fossi e valloni di cui uno principale che attraversa il Bosco di Cantalupo (Vallone del Cupo) c’è la tipica vegetazione ripariale di pioppi e salici.

Il Bosco si presenta coetaneo con quote che vanno da 870 mslm fino a 1100 mslm. La tipologia forestale più rappresentativa è la cerreta mesofila con specie predominante il Quercus cerris e specie minori come Orniello, Carpino nero, Frassino maggiore, e Aceri. La gestione del Bosco Cantalupo crediamo non sia stata facile in passato e nemmeno oggi.

Trattandosi di zona protetta (rientra in area SIC denominata Isola fonte della Luna) il bosco di cerro potrebbe essere gestito favorendo una sua evoluzione naturale, ma noi crediamo alcuni tagli nel medio lungo periodo potrebbero essere attuati con una rinnovazione continua. Si potrebbero adottare misure per una selvicoltura attraverso il modello della fustaia chiara (Ciancio, Iovino, Menguzzoato & Nocentini) mantenendo il bosco a bassi livelli di densità e massa per favorire la rinnovazione continua.

Bosco di San Martino Cantalupo Comune di San Pietro Avellana

Bosco di San Martino Cantalupo Comune di San Pietro Avellana

cartografiaboscocantalupo

Carta uso del suolo parte del Bosco Cantalupo in verde bosco di latifoglie (Cerreta mesofila)in rosso aree a pascolo in viola cespugli e incolti

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