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Gli Olivi secolari del Molise
Noi di molisealberi non ci siamo tanto occupati di ulivi secolari, patriarchi quasi millenari che in alcuni comuni del Molise come Portocannone, Larino, Pietracatella ecc., solo per citarne qualcuno, hanno vissuto e visto gli eventi storici della Regione. A Venafro inoltre esiste il parco regionale dell'ulivo http://www.parcodellolivodivenafro.eu/index.html di cui in base all'art 6 della legge regionale istitutiva del 2008 che deve promuovere e realizzare il censimento degli alberi di olivo presenti sul suo territorio che per la loro vetustà, rarità, particolare collocazione e storia possono essere considerati di valore testimoniale o monumentale e che quindi vengono rilevati e tutelati ai sensi della legge regionale 6 dicembre 2005, n. 48 (Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali).
Sugli ulivi secolari e millenari il dibattito sulla loro tutela è sempre aperto ed è molto più complesso e un po' diverso perché qui ci sono un po' anche altri interessi.
Noi di molisealberi condividiamo quest'articolo di Pasquale di Lena e alcune sue frasi " .....Uno spettacolo della natura, a testimoniare la vittoria dell'olivo sul tempo che scorre inesorabilmente per tutti,... l'ulivo è una pianta che si lascia amare da tutti ...patriarchi sparsi sul territorio molisano, perché siano essi a raccontare questo Molise …..., la sua natura di terra di transito, luogo di incontro, di dialogo, di scambi di culture e di merci..... Inoltre si parla di un progetto denominato “Gusto delle idee”.

Ecco l'articolo:
Progetto "Olivi secolari". L'esperienza dell'incontro con "I Patriarchi di Portocannone".

Per avviare nel migliore dei modi l'idea, "gli olivi secolari", che il mio amico Pasquale Gianquitto ha voluto mettere nel salvadanaio de "Il Gusto delle idee", dopo il successo del progetto "adotta una fontana", ieri mi sono recato, proprio in compagnia di Pasquale, a incontrare quei "patriarchi", come li chiamano in Puglia, sparsi intorno all'abitato del comune di Portocannone.
Il comune che saluta gli ospiti con uno stupendo murales dedicato ai suoi olivi.
Patriarchi di 700/800 anni e più, che danno il senso del perché l'olivo è per tutti, nel corso dei suoi ottomila anni vissuti da testimone, "l'albero della vita", come diceva Columella (Olea prima omnium arborum est), cioè di tutti gli alberi il più importante.
Con Pasquale ne abbiamo contati più di una decina ultrasecolari e sei, se non sette, di 700/800 anni, ben portati, con il tronco possente e i nodosi rami, verdeggianti di fronde, che nascondono le preziose bacche, di varietà diverse, con alcuni che riprendono "la Gentile di Larino", la varietà autctona più diffusa nel Molise.
Uno spettacolo della natura, a testimoniare la vittoria dell'olivo sul tempo che scorre inesorabilmente per tutti, ma non per questa pianta sacra agli dei ed ai popoli del Mediterraneo, da sempre il mare delle antiche civiltà ispirate dall'olivo e, fino a non molti decenni fa, illuminate, curate e alimentate dall'olio.
L'incontro è avvenuto dopo aver risalito il fianco del colle, interamente coperto di olivi, che dal Biferno sale verso l'antico centro dalle origini albanese, non lontano dal grande tratturo Aquila-Foggia.
Una collina tutta olivetata, preziosa per la sua ricchezza, non solo di qualche esemplare, ma di oliveti secolari, che rendono Portocannone un territorio ancor più da salvaguardare e tutelare.
Una scelta importante per questo piccolo centro per sviluppare, attraverso questo suo patrimonio storico-culturale e produttivo, le sue enormi potenzialità nel campo della promozione della sua agricoltura e, quindi, del suo olio e del suo vino, oltre che delle coltivazioni orticole e dei seminativi.
Poi su, di corsa per sfruttare l'incerta luce del sole, verso il serbatoio dell'acquedotto a trovare i veri patriarchi e, al loro cospetto, la mia grande emozione ( Pasquale l'aveva già provata con incontri ripetuti nel passato), che, posso assicurare, merita di essere provata.
Sono rimasto incantato, soprattutto da questa loro capacità di raccogliere il tempo per poi riporlo dentro le corde secolari del loro tronco possente e i nodosi rami verdeggianti di fronde, che nascondono le preziose bacche.
La sensazione è quella di prendere nelle mani il tempo da loro raccolto e di avere, cosi, la possibilità di aprire con esso un dialogo, avviare un ragionamento come ancora si fa con un amico nelle piazze o lungo le strade principali dei paesi del Molise.
Secoli di vita ben portati che danno il senso del perché l'olivo è per tutti la pianta che si lascia amare.
Saranno questi patriarchi a guidare il gruppo di lavoro de "Il Gusto delle Idee" nella ricerca e nella rappresentazione di altri patriarchi sparsi sul territorio molisano, perché siano essi a raccontare questo Molise, la sua natura di terra di transito, luogo di incontro, di dialogo, di scambi di culture e di merci.
Un racconto importante per le nuove generazioni perché aiuta a capire il tempo e a sentirne la saggezza, soprattutto come il futuro di questa nostra terra degli olivi gentili è tutto nel suo passato, la fonte delle possibilità affidate alla ruralità, alla biodiversità, alle tradizioni.

Pasquale di Lena

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