Criteri e buone pratiche selvicolturali da adottare nei siti della Rete natura 2000 della regione Molise
CON DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 1233 del 21/12/2009 si è integrato la Direttiva regionale per la valutazione d'incidenza di Piani e Programmi che possono interferire con le componenti biotiche ed abiotiche dei SIC e ZPS individuate dalla Regione Molise in attuazione del DPR 357/1997 e DPR 120/2002 al fine di semplificare ulteriormente le procedure e in particolare di escludere dalla valutazione di incidenza OPERAZIONI RITENUTE COMPATIBILI PER ASSICURARE LO STATO DI CONSERVAZIONE DELLE SPECIE E DEGLI HABITAT PRESENTI e che, in quanto tali non hanno incidenza significativa sugli stessi
Vediamo comunque se sono semplificate le procedure per escludere dalla valutazioni di incidenza le operazioni ritenute compatibili per assicurare lo stato di conservazione ecc....
Prendiamo il caso del 91M0 Foreste pannonico -lavaniche di cerro e rovere presenti su 37 degli 85 SIC della Regione Molise
Le Prescrizioni sono quelle tecniche valide per tutti gli habitat forestali che sono:
a) è obbligatorio il rilascio di eventuali alberi morti in piedi o a terra in numero di almeno 2 ad ettaro, come substrato necessario alle funzioni biologiche svolte dagli invertebrati di interesse comunitario (Rosalia alpina, Cerambyx cerdo e Osmoderma eremita), dall’avifauna legata a boschi maturi (come picchi e rapaci diurni e notturni) e dai chirotteri, salvo i casi di lotta fitosanitaria obbligatoria;
b) è obbligatorio il rilascio di almeno 2 piante ad ettaro da destinare all’invecchiamento indefinito, scelte tra i soggetti dominanti di maggior diametro e di specie autoctone;
c) è obbligatorio il rilascio degli alberi, anche morti, che presentino evidenti cavità utilizzate o utilizzabili dalla fauna a fini riproduttivi o di rifugio, tranne il caso che il rilascio comporti pericolo per la pubblica incolumità. Queste piante non si sommano a quelle previste al punto b);
d) favorire la presenza di formazioni erbacee ed arbustive, fitte e varie sotto il profilo compositivo, in corrispondenza di radure interne o ai margini dei boschi. In particolare tutelare le formazioni con prugnolo e biancospino per mantenere l’ambiente trofico dell’invertebrato di interesse comunitario Eriogaster catax, laddove presente;
e) è obbligatorio mantenere intatti i cespugli creati dai rami fertili dell’edera per conservare l’habitat della Callimorpha quadripunctaria, laddove presente;
f) è obbligatorio, durante le attività selvicolturali, adottare le tecniche e strumentazioni utili a evitare il danneggiamento delle tane della fauna selvatica di interesse comunitario e prioritario;
g) per la tutela della fauna selvatica di interesse comunitario e prioritario, gli interventi di utilizzazione vanno condotti al di fuori della stagione riproduttiva principale (da ottobre a fine febbraio);
h) è obbligatorio contrastare la diffusione delle specie esotiche a carattere infestante
mediante il taglio o estirpazione dei soggetti presenti in occasione di ogni taglio
selvicolturale;
i) nei rimboschimenti, negli imboschimenti, nei rinfoltimenti ed in caso di rinnovazione
artificiale è obbligatorio l’uso di specie autoctone;
j) gli scarti derivanti dalle attività di taglio - in particolare le parti legnose più giovani ove sono concentrati gli elementi minerali - qualora non vengano destinati ad altro uso, devono essere rilasciati in foresta, preventivamente triturati, per restituire alla stazione una quota della biomassa asportata. Tale pratica è opportuna anche per non intralciare il regolare deflusso delle acque ed evitare di creare cumuli di ramaglia indecomposta, pericolosi per il rischio d’incendi o di attacchi parassitari
A questi si aggingono altre 9 punti di prescrizione da lettera a) a lettera i)
a) nel taglio dei cedui, procedere all’intensificazione della matricinatura mediante il rilascio di almeno la metà delle riserve presenti, fino a che abbiano raggiunto un’età pari a 2 o 3 volte il turno minimo. Il numero delle matricine non deve comunque essere inferiore a 100-120 piante ad ettaro;
b) nel taglio dei cedui, favorire e/o mantenere un’adeguata diversità strutturale e specifica scegliendo le riserve non solo tra le specie caratterizzanti l’habitat 91M0 (Quercus cerris,Quercus petraea, localmente Quercus frainetto) ma anche le latifoglie mesofile ad esse associate, evitando di applicare come unico parametro di scelta l’interesse economico;
c) nei cedui, gli alberi da destinare all’invecchiamento indefinito devono essere scelti tra gli esemplari rilasciati a dote del bosco;
d) nei cedui dove il suolo è in grado di sostenere un soprassuolo più pesante e dove la fertilità stazionale è buona, favorire interventi di avviamento all’alto fusto;
e) non è consentito utilizzare a taglio raso cedui che abbiano superato di 1,5 volte il turno minimo previsto dalle PMPF;
f) nei cedui degradati, prevedere cure colturali (ripuliture, sfollamenti, diradamenti ecc.) e interventi di miglioramento della capacità pollonifera delle ceppaie (propagginatura, riceppatura, tramarratura);
g) nel trattamento delle fustaie, eseguire i tagli successivi o il taglio saltuario in modo da conservare o favorire la mescolanza specifica dell’habitat, la diversificazione strutturale e la rinnovazione naturale continua e diffusa;
h) incrementare i tagli intercalari (sfolli e diradamenti) al fine di mantenere incrementi soddisfacenti e ridurre il livello di competizione;
i) nelle fustaie la provvigione minimale non dev’essere inferiore a 200-250 metri cubi/ha.
CONCLUSIONE:
CI SONO 19 punti di PRESCRIZIONI per le foreste 91M0 relativi ad interventi ed operazioni forestali che rispettano le buone pratiche selvicoltrali nei siti della Rete Natura. Pensiamo che chi va nel proprio bosco privato in zona 91M0 nei SIC del Molise per tagliare diciamo 1000 mq di piante di cerro ecc.. di 21 anni è obbligato a sapere "a memoria" i 19 punti sopra elencati al fine di escluderle dalla valutazione di incidenza. E se non si rispetta almeno un punto o due punti? Cosa succede? Rimangono quindi gli adempimenti procedurali della Direttiva approvata con DGR 486/2009 art 5 comma 4? Allora tutti a riempire gli allegati A)Dichiarazione sostitutiva di atto di notarietà sotto personale responsabilità di esclusione dalla procedura di valutazione di incidenza da trasmettere a Regione Molise, Comune e Corpo Forestale assieme alla relazione con descrizione sintetica del'intervento, cartografia, documentazione fotografica ecc..? Alla fine conviene fare le matrici in caso di effetti significativi negativi? Veramente semplificate le procedure per le valutazioni di incidenza!
Direttiva in materia di Valutazione d'Incidenza per piani, programmi e interventi che possono interferire con le componenti biotiche ed abiotiche dei SIC e delle ZPS individuate nella Regione Molise.
Criteri e buone pratiche selvicolturali da adottare nei siti della Rete natura 2000 della Regione Molise.
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