FORNELLI (IS) Da oltre duecento anni un maestoso pino marittimo è stato il testimone silente dello scorrere della vita di Fornelli. Con la sua magnifica chioma e con il suo possente fusto dava il benvenuto a chi entrava nel paese, ingresso salutato attualmente da due enormi nuove costruzioni e dal vuoto lasciato dal pino per dare spazio ad una di esse.
Quella bella e decorativa pianta sempreverde, diventata nel tempo una presenza familiare in armonia con il paesaggio circostante, ora è solo legna da ardere. «L'albero, a causa probabilmente della sua età, aveva radici ormai fragilissime - ha detto Domenico Ionata, l'imprenditore che sta realizzando il complesso edilizio - e c'era il rischio concreto che potesse cadere da un momento all'altro. Del resto, quando si apre un cantiere, abbiamo il dovere di prendere tutte le precauzioni possibili per evitare incidenti e disgrazie a danno di chi lavora. E la resistenza di quel pino, vi assicuro, era diventata debolissima.»
«Il pino, conosciuto non solo dai cittadini di Fornelli ma da quanti percorrono la strada lungo la quale l'albero svettava - affermano alcune insegnanti - era anche l'amico dei bambini soprattutto degli alunni della vicina scuola che dalle finestre delle loro aule lo osservavano quotidianamente. Ora ha lasciato un grande vuoto e non solo fisico visto che nella sua imponenza era ben visibile da tutti. Ma ha lasciato anche un forte senso di impotenza - aggiungono le insegnanti - nei confronti delle spietate e a volte incivili leggi edilizie che nell'ottica del cementificare a ogni costo consentono il taglio di piante innocenti e la distruzione di ameni paesaggi».
«È solo un problema di nostalgia per chi ha una certa età e per chi, come me, è di Fornelli, non certo per un bambino. A noi è stata rilasciata una regolare concessione edilizia - replica Domenico Ionata - e ad essa ci stiamo adeguando. Del resto, se le varie amministrazioni comunali avessero voluto preservare quel pino, sarebbe bastato prevedere nell'area in questione il verde pubblico allargando la villa comunale».
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