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La tavola della Ragione a Cavalese, da gli alberi di Valido

LA TAVOLA DELLA RAGIONE
A Cavalese (TN) al Parco della Pieve, c’è una strana costruzione: due muri di pietra circolari, concentrici, con al centro un tavolo anch’esso di pietra e circolare, con al centro un foro.
La chiamano la Tavola della Ragione, perché nei secoli passati attorno ad essa si riunivano a “ragionare” tutti gli abitanti di Cavalese. Finita la discussione, tutti entravano in mezzo ai cerchi, si avvicinavano alla tavola e lasciavano cadere il loro voto nella cavità. Attorno alla costruzione si ergono 5 antichi tigli, di cui uno molto più grande e più antico degli altri, con una circonferenza di tronco di circa 6 metri. La foto è del 1993, ma immagini più recente reperibili su internet lo danno ancora vivo però privo della porta.
Il vecchio patriarca ebbe sicuramente parte attiva alle antiche assemblee, fornendo ombra ai convenuti.
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Attorno ad esso è più volte passata la Storia, con i suoi lutti, come quelli della Prima Guerra Mondiale, quando su Cavalese piovevano le terribili bombe dei cannoni austriaci e accanto al tiglio si alzavano i lamenti dei feriti che venivano portati al vicino ospedale.
Dalla sua posizione, nell’estate del 1986, esso poté assistere al transito, sulle fangose acque del sottostante Avisio, di molte delle 269 vittime della tragedia della Val di Stava. Per chi non era ancora nato, ricorderemo che la disgrazia venne provocata dal crollo delle dighe di terra di due invasi artificiali situati nella valle del torrente Stava, poco a monte di Cavalese. La valanga di fango fece sparire tutta la frazione di Stava e buona parte di Tesero. Proprio a Tesero lo Stava confluisce nell’Avisio, e molti cadaveri, trascinati a valle dal fiume, vennero avvistati e recuperati, pochi chilometri dopo, dagli abitanti di Cavalese.
Forse al vecchio Tiglio saranno giunti anche lo schianto e gli urli delle 41 vittime, quando la vicina funivia del Cermis crollò al suolo per la rottura d’un cavo.
La grata di legno venne opportunamente messa dal comune di Cavalese in quanto troppa gente aveva cominciato a scambiare la cavità del tronco per un locale dove si va a soddisfare le proprie necessità corporali.
I particolari in: Gardenia nr. 107 del marzo 1993

Foto disponibili in  rete

La Tavola della Ragione

 

Filignano il Tiglio della piazza

Forse è uno dei pochi alberi in Molise dove  c’è la targhetta con su scritto che tipo di pianta è, con la sua storia. A Filignano c’è un tiglio in  piazza. La storia è molto interessante, può essere letta sulla targhetta posta alla base dell’albero. Si parte dall’anno 1752, una duchessa fece piantare questa pianta in un luogo sacro com’era consuetudine alla fine del 700. Il Tiglio assume, in questo caso, un  valore storico  e religioso, è un testimone del tempo,  la dimensione per la sua monumentalità non è importante. La pianta comunque non sta tanto bene, si vede meglio dalle foto il tronco con dei problemi di carie al legno. Del resto ha un’età forse tra i 250-270 anni, che non sono pochi.

Il Tiglio della piazza di Filignano

Il Tiglio della piazza di Filignano

la Targhetta alla base dell’albero

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Aosta – Il Tiglio di Sant’Orso (seconda parte)

Siamo stati ad Aosta a vedere anche il Tiglio di Sant’Orso. Albero famosissimo, simbolo della città e di tutta la Regione. Abbiamo già scritto del Tiglio in un precedente post. Le foto del Tiglio erano del 2009. In effetti il Tiglio non sta tanto bene, tra carie del legno e tiranti. Poichè Tiziano Fratus nel suo libro “La Linfa nelle Vene” parla anche a noi di Molisealberi quando descrive questo Tiglio, dicendo che siamo ancora un sito di riferimento per chi si occupa di questi temi, non potevamo far altro che fotografarlo ad agosto 2014 aggiornando le foto precedenti.

Le foto come al solito ci fanno capire un po’ meglio la sua situazione. Molte cure sono state effettuate per tenerlo ancora su, ma la cavità centrale ci preoccupa un po’. Del resto per i suoi 450-500 anni di vita se non più, ha resistito abbastanza…

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Sessano del Molise: il grande Tiglio vicino la chiesa della Madonna degli Angeli

Corre l’obbligo di segnalare un grande tiglio di circonferenza di 3,30 mt ai lati della Chiesa della Madonna degli Angeli di Sessano. La zona è meglio conosciuta come cittadella di padre Pio. La chiesa é del 1618. Lo attesta la data posta sull’architrave sormontato anche dallo stemma che appartenne alla famiglia Castagna che in quell’epoca era feudataria di Sessano. (Fonte: luoghi antichi del Molise di Franco Valente).

I Tigli si incrociano fra di loro e spesso danno ibridi e ne deriva che la classificazione delle specie risulta poco agevole, con opinioni contrastanti tra i botanici. Noi ci fermiamo al genere Tiglio anche se con molta probabilità la pianta è un Tilia platyphyllo Scpo, (Tila Europea) noto col nome di tiglio nostrale o tiglio nostrano. Per altri autori sono una sottospecie del Tiglio Europeo o comune.

In merito alla foto eravamo sicuri di trovarla, ma ci accontentiamo di quella di google street view, anche perchè la nostra era ancora più vecchia.


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Frosolone – il Tiglio di Santa Maria delle Grazie

Specie: Tilius Cordata L.
Nome Comune: Tiglio
Circonferenza (mt): 3.70
Età (anni): 100 presumibile

Nella lista degli alberi monumentali della Regione Molise non poteva mancare questo grande Tiglio. Il tiglio é un albero longevo che può vivere fino a 200-250 anni. L’albero si trova di fronte la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, lungo la strada per il cimitero. Ha un tronco robusto e una chioma molto larga. Nelle giornate calde è possibile rinfrescarsi sotto di esso. Vale la pena una sosta anche per visitare la Chiesa (in passato c’era anche un convento dei Cappuccini).

Questo Tiglio può rappresentare il monumento naturale “tipo” per la zona di Frosolone e dintorni assieme al maestoso faggio del Pedalone, nel bosco della Grisciata e anche una grande quercia in località San Pietro in Valle. Nella patria dei coltelli per fortuna non abbiamo notato evidenti incisioni sulla corteccia. Il tiglio però non sta tanto bene, è un po’ instabile, il terreno forse non lo regge e la “vecchiaia” comincia a farsi sentire.

Tiglio di Frosolone

Tiglio di Frosolone


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