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Rocchetta a Volturno (fraz. Castelnuovo) – Il candelabro di località Santa Lucia

Specie: Quercus pubescens L.
Nome Comune: Roverella
Circonferenza (mt): 6.40 alla base del tronco ad una certa altezza presenta una grande branca orizzontale.
Età (anni): 300-350, forse la più vecchia nella zona
Quota slm (mt): 590

La grande roverella in località Santa Lucia a quota 590 mslm si trova al di sotto dell’abitato di Castelnuovo, frazione di Rocchetta a Volturno. Sembra un candelabro, ha un altezza superiore ai 20 metri con una grande branca verticale che emerge sulla vegetazione e sugli alberi circostanti. Da questa branca verticale dipartono alcuni rami orizzontali.

All’albero ci si arriva facilmente perchè si trova ai lati della strada che sale verso Monte Marrone prima della chiesetta di Santa Lucia. Purtroppo la pianta non è in buone condizioni da diversi anni. Ha subito danni ai rami e nella parte di inserzione delle branche al tronco. Quest’ultimo deforme e un po’ obliquo verso la scarpata esterna della strada ha comunque una dimensione davvero considerevole. Non è stato facile misurarlo.

Tutti gli abitanti di Castelnuovo la conoscono. Una signora ci ha detto che questa pianta è il riferimento per la salita verso Monte Marrone. Più avanti c’e il ponticello sul Rio Molinello e alcune falesie per l’arrampicata. Posti incantevoli e di suggestiva bellezza quando si comincia a salire da Castelnuovo per Monte Marrone e aumenta la visuale sul paesaggio sottostante. E’ un albero che, se non viene curato, forse non lo rivedremo più ma non sapremo però fra quanti anni; ha già perso molti “pezzi”.

Consigliamo a tutti di recarsi nel parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise in zone meno conosciute tra Monte Castelnuovo, Colle Rotondo e Monte Marrone. ll territorio di Rocchetta a Volturno si dimostra luogo ideale per grandi alberi. Abbiamo trovato molte piante, per lo più di Roverella, che hanno aspetto, forme e fascini particolari. Girovagando a piedi per il territorio del comune alla ricerca di alberi non basta una intera giornata e si possono scoprire e fotografare ancora molti monumenti naturali.

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La Grande quercia di Santa Lucia

La Grande quercia di Santa Lucia a Castelnuovo a Volturno Frazione di Rocchetta

 


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Rocchetta a Volturno – La grande Quercia tra nuova e vecchia, tra alta e bassa

Specie: Quercus pubescens L.
Nome Comune: Roverella
Circonferenza (mt): 5,90
Quota slm (mt): 500

Tra il paese di Rocchetta Alta e di Rocchetta Bassa secondo alcuni o tra Rocchetta vecchia e nuova secondo altri, nello splendido scenario delle Mainarde,  c’è un “Patriarca” di tutto rispetto ai margini della strada. Un tronco da vero primato, quasi 6 metri di circonferenza, tale da competere con l’altra quercia del centro abitato. Si nota facilmente il tronco robusto un po’ screpolato in alcuni punti, possente e rami che dipartono da tutte le parti; alcune branche (qualcuna è stata tagliata forse perchè dava fastidio alla strada vicina) anch’esse non normali per una pianta del genere. La  chioma é ben sviluppata tanto che risulta difficile come al solito fotografarla dalla strada. Anche per coloro che non si soffermano a guardare alberi, questa roverella vale la pena andarla a trovare. Per compensazione noi proponiamo di spostare più la strada che tagliare sempre i rami e branche che danno fastidio al passaggio.

Nel territorio di Rocchetta a Volturno si notano spesso grandi querce, alcune con dimensioni di tutto rispetto, su aie ed incolti in vicinanza di vecchi fabbricati, o meglio ruderi spesso abbandonati. Non possiamo far altro che “inchinarci” ad un esemplare del genere con un età sempre un po’ sbilanciata in avanti presumibile di 250-300 anni. Ecco una foto pre-primaverile del marzo 2013:

Rocchetta al Volturno, la grande querciaRocchetta al Volturno, la grande quercia.


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Filignano – La Grande quercia di Contrada Valle

Specie: Quercus pubescens L.
Nome Comune: Roverella
Circonferenza (mt): 3.8
Stato Vegetativo: buono
Altezza (mt): 18
Età (anni): 100-150
Quota Slm (mt): 500

A Filignano nelle Mainarde in località Valle un bel albero di Roverella dal grande tronco e da una chioma che descrive un arco al di sotto del quale passano gli automezzi. Strano che ancora nessuno abbia pensato di tagliarlo visto il facile accesso dalla strada. Nel bosco di Cesa Martino inoltre ci sono alcune grandi specie di roverella. Qui è più difficile se non con occhio attento scorgere piante così grandi perchè si trovano all’interno di un bosco e fanno meno effetto che isolate su un terreno al pascolo. Più che la dimensione del tronco, è la  forma della chioma che ci ha interessato.

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La Grande quercia di Contrada Valle a Filignano

La Grande quercia di Contrada Valle a Filignano

Montaquila – La Quercia di località Santa Lucia

Specie : Roverella

Località: Montaquila Frazione Roccaravindola (Santa Lucia)

Circonferenza 3,90

Altezza 15 -18 mt

Roccaravindola, frazione di Montaquila, località Santa Lucia. Dietro una nicchia votiva ai margine della strada che conduce ad alcune case sparse, una quercia ben piazzata e molto interessante per la sua chioma. E’ inclusa nell’elenco regionale degli alberi monumentali. Zona d’ombra in estate. Dimostrazione che i grandi alberi spesso sono in vicinanza o di vecchi ruderi o vicino statue e nicchie votive. Non avendo la foto, l’abbiamo ritrovata su google maps.

Montaquila la quercia di Santa Lucia

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Scapoli, la strana Roverella in località Sodalarga

Località: Scapoli C.da Sodalarga
Specie:  Roverella
Circonferenza 4,60 (Fonte elenco alberi monumentali del Molise)
Età presumibile 300 anni

Intorno a Scapoli, in Contrada Sodalarga tra oliveti e qualche campo coltivato ho notato due querce vicine che dominavano su tutte. Pensavo alla solite piante alte, slanciate e con due belle chiome “verdi” e circonferenza del tronco sempre al di sotto dei 3,50-4,00 metri. Le chiome delle due querce, molto simili tra loro, sembravano una sola.

Ritornando a casa e rivedendo le fotografie dei due alberi simili su google-earth in versione primaverile ho scoperto che la quercia era con un unico tronco che presentava una biforcazione di una branca molto alta da creare una quasi doppia chioma. Mi ero sbagliato, ho pensato alle chiome ma non al tronco. Grande errore è stato pensare di vedere due alberi e due chiome da lontano, senza andare vicino al  fusto.

Osservare  una chioma  a 50-70 mt di distanza non è come vederla sotto in vicinanza del tronco. Occorre sempre girare intorno ad un grande albero per vedere almeno se ha uno o più tronchi. Questa pianta fa parte dell’elenco dei grandi alberi monumentali del Molise indicata come località Crocevia con circonferenza di 4,60 mt. nel 2009. La fretta è sempre cattiva consigliera. Nella foto si riesce meglio a capire che l’albero ha un unico tronco e che non ci sono due chiome, anche se con un po’ d’immaginazione sembrano 2.

Roverella Scapoli

La Roverella di Scapoli in Contrada Piana

Specie: Quercus pubescens L.
Nome Comune: Roverella
Circonferenza (mt): 4.20
Altezza (mt): 20
Età presumbile (anni): 200
Quota Slm (mt): 515
L’amico Vincenzo ci ha segnalato una “simpatica” Roverella ubicata in Contrada Piana nel Comune di Scapoli. La chioma appare  ben sviluppata. Quando le circonferenze superano i 4.00-4.50 mt. entriamo nel campo delle querce centenarie. La pianta è ubicata ai margini di una stradina a quota 515 mslm e si raggiunge facilmente. Il suo tronco è un po’ inclinato ma i suoi rami e le sue branche svettano in alto a dimostrare una chioma espansa. Luogo ideale per un riposo pomeridiano. Parlare di Scapoli significa parlare del paese delle  “zampogne” ma anche di legno di ulivo e di ciliegio, quello più utilizzato per la loro fabbricazione.


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La grande Roverella di Castelpizzuto

Specie: Quercus pubescens W.
Nome Comune: Roverella Circonferenza (mt): 4,10
Stato Vegetativo: buono;
Altezza (mt): 20-25
Età (anni): 150 Quota slm (mt): 830

Castelpizzuto con Castelverrino è tra i più piccoli comuni della Provincia di Isernia con i suoi più o meno 140 abitanti. Riccardo Finelli  in un suo libro ne parla qui. Un nostro amico del luogo ci dice che ci sono state molte più pecore che persone. Ultimamente abbiamo notato che stanno scomparendo anche le pecore. Nasce in media un bambino all’anno. Nel 2013 forse ne nasceranno 2 o nessuno come è successo anche negli anni scorsi e quindi si potranno piantare, come dice la nuova legge (un albero per ogni bambino nato), solamente 1-2 alberi. Sul suo territorio ci sono comunque “particolari” alberi con caratteristiche forme e dimensioni che emergono da boschetti, radure e incolti cespugliati; alcuni di essi sono secchi, deperienti ma rimasti lì. Strano che nessuno si preoccupi di alberi deperiti e morti che potrebbero essere oggetto di taglio e ruberie varie.

Non succede forse perchè solo pochi molisani o italiani o di altre nazionalità sono stati a Castelpizzuto, e poi la strada finisce e si deve tornare indietro. Ma noi pensiamo che alcun alberi sono difficili da raggiungere perché occorre fare molta strada tra alti cespugli, grosse pietre ed forti pendenze. Qui il tempo sembra essersi fermato. Non è la solita frase retorica ma consigliamo di perdere o guadagnare 2-3 ore della vostra vita per farsi un giro a piedi sul piccolo territorio e nel centro urbano anche per scoprire le ricchezze storiche (famosi i tetti con le “lisce” in pietra) ed architettoniche dei luoghi (fabbricati in pietra ormai abbandonati  e che li riparano trascurando l’architettura rurale del luogo).

Alcuni grandi alberi si trovano in particolare sopra il paese in località Foresta, Via Borgo e in Contrada Cesa. Qui ci sono sparse qua e la grosse querce con diametro superiori agli  80-100 cm che arricchiscono il paesaggio in un luogo tutto circondato da rilievi “pizzuti”   (caratteristica roccia si trova in Località Torre). Infatti come si legge dal sito del Comune probabilmente il paese di Castelpizzuto deve il proprio nome alla forma acuminata del monte su cui si erge; nel corso degli anni il suo nome è variato da “Castrum piczutum” a “Rocca di Pizzuto” (o semplicemente “Pizzuto”), per culminare nella definitiva denominazione di “Castelpizzuto”. Pietre, alberi, rocce, e l’acqua sono il patrimonio di Castelpizzuto.

Molti non sanno che per arrivare in macchina al paese c’è un’unica strada asfaltata da Longano  da cui dista 5 km e termina proprio nel centro abitato; ma ci si può arrivare anche a piedi dopo circa 3 ore di cammino per una carrabile che dal Santuario dell’Addolorata va verso Monte Patalecchia (1400 mslm con le sue numerose antenne e con la zona di avvistamento incendi per l’ampio panorama) per poi scendere al paese. Ma torniamo  all’albero scelto. Si trova in località Sant’Antonio e che abbiamo appunto chiamato la grande quercia di Sant’Antonio di Castelpizzuto (anche se pare sia località San Giorgio) .

Si trova, salendo per la strada che sale dal paese, sulla destra di una chiesetta (Cappella privata di Sant’Antonio). E’ facile da raggiungere e si trova all’interno di un’aia. E’ difficile rendersi conto della sua altezza perché è un po’ inclinato verso un fosso ed é un po’ coperto da altre querce che sono a quota più alta rispetto al nostro albero. Due grossi tronchi emergono dal terreno e risultano circondati da materiale zincato, tavole di legname e reti in ferro che nascondono la base del grande tronco. Solo da vicino ci si rende subito conto della grandezza in particolare del fusto e dello sviluppo della chioma tali da far assumere una forma simile ad un candelabro. La quercia è in buone condizioni e non dovrebbe essere in pericolo immediato, si spera che un giorno si toglierà tutto il materiale nelle vicinanze. Da altre foto abbiamo visto che il materiale intorno alla quercia è stato tolto (anno 2010).  Essa comunque é ben protetta da un cancello che non ne permette l’accesso. Meno male.