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Rocchetta a Volturno Frazione Castelnuovo La “Cerqua” della Chiesa, da gli alberi di Valido

Riprendiamo un  post di Valido Capodarca sul nostro gruppo facebook di ottobre 2016 aggiungendo solo qualche foto.

Sono trascorsi tre anni dal mio ultimo (e unico) viaggio fra i grandi alberi del Molise. Il mio pensiero corre a una grande quercia conosciuta quel giorno, grazie alla gentilezza dell’amica Anna Scocchera. Questa pagina, oltre a far conoscere l’albero ai tanti che allora ancora non mi conoscevano, vuol esprimere anche una certa dose di apprensione per le sue sorti. La misura della circonferenza rilevata quel giorno era stata di m. 6,14 di poco inferiore alla sua non lontana sorella di Rocchetta (m. 6,50)  Come ci raccontava la settantasettenne signora Rosa che incontrammo casualmente sul posto e che conosceva la quercia dalla sua infanzia, il nome di “Cerqua de la chiesa” è dovuto sia alla vicinanza alla vicina chiesa dedicata a Santa Lucia, sia al fatto di appartenere alla curia. Alla curia appartenevano anche tutti i terreni situati sia a monte che a valle della quercia. Molti decenni fa – raccontava la signora Rosa – lì dove ora ci sono solo boschi, ognuno aveva il suo pezzetto di terra, coltivato a orto. In particolare vi si coltivava una varietà di fagiolo dalle caratteristiche eccezionali, tanto che veniva effettuata una fiera annuale ad esso dedicata. La quercia, a quei tempi, era in eccellenti condizioni di salute, e i gestori dei vari orti profittavano della sua elevata produzione di ghiande per nutrire i loro maiali.
Tre anni fa, come detto, la grande quercia versava in precarie condizioni: molti rami – molti di più della sua consorella di Rocchetta – erano stati stroncati dalle nevicate, altri, anche di belle dimensioni, già morti, restavano ancora aggrappati alla pianta. Un accurato intervento di risanamento avrebbe potuto prolungarne la vita di alcuni anni. Già, “avrebbe”. E’ stato fatto niente per aiutare la grande quercia? Oppure ha continuato ad essere abbandonata al suo destino? E come sta ora? Confido sulla gentilezza degli amici molisani per conoscere le ultime sulla “Cerqua de la chiesa” di Castelnuovo a Volturno.

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Quercia di Santa Lucia anno 2013

Ecco alcune foto aggiornate al giugno  2015 della  Quercia di Santa Lucia della Frazione  Castelnuovo di Rocchetta a Volturno

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Quercia di Santa Lucia anno 2015

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Quercia di Santa Lucia anno 2015

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Quercia di Santa Lucia a Castelnuovo Frazione di Rocchetta a Volturno

Monte Marrone il “signor” faggio di 590 cm

Il Marrone (da non confondere con il Morrone) è una  montagna a confine tra Lazio e Molise nota per la battaglia del 1944 in cui gli alpini Italiani costrinsero i nazisti alla fuga. Siamo  lungo la linea Gustav. Un sentiero, chiamato, comunemente degli alpini, ci porta sul monte a quota 1805 mslm.  Da Castelnuovo a Volturno (Frazione di Rocchetta) attraverso una strada, in parte asfaltata,  si entra nella valle del rio Pretara,  (in vicinanza palestre per l’arrampicata), dopo una serie di curve si raggiunge un piazzale. La quota è intorno ai 1000 mslm, qui si lasciano le macchine, per effettaure le escursioni. A Castelnuovo nella parte bassa del paese c’è anche la farnia di Santa Lucia di cui abbiamo parlato spesso. Un articolo inerente la  quercia di Santa Lucia è anche apparso sul quotidiano la Stampa, scritto da Tiziano Fratus (Homoradix) . Sul piazzale notiamo subito un albero diverso, è una Rovere (pianta rara da queste parti). Se si segue un tratto lastricato dal parcheggiio si arriva nell’area monumentale dedicata al Corpo italiano di liberazione

Monumento ai caduti Monte Marrone

Monumento ai caduti di Monte Marrone foto www.molisealberi.com anno 2015

A piedi si segue il Sentiero M3 del Parco, coincidente con il Sentiero Italia. Nel 1999 in questi luoghi  passò il CamminaItalia. Lo ricorda una targa.

Cammina Italia

Cammina Italia 1999 ANA-CAI

Dal piazzale si entra nel bosco seguendo la mulattiera con diversi tornanti; già si notano dei grossi esemplari di faggio. Una sbarra metallica ad indicare che qui c’è l’Orso Bruno (il progetto Life per sua conservazione). Si aggira la sella di Colle Rotondo e si giunge ad una  abbeveratoio con  una nicchia votiva e un faggio. Il faggio non è di grandi dimensioni, 360 cm di circonferenza ed è un po’ malandato, con numerose scritte e incisioni sulla corteccia e una bottiglia di birra Peroni inserita in una cavità del tronco tanto che non siamo riusciti a toglierla.

Il faggio malandato vcino l'abbeveratoio e una nicchia votiva

Il faggio malandato vicino l’abbeveratoio e una nicchia votiva

Siamo nella parte sud del Marrone, la brecciata continua quasi in pianura, poi  comincia a risalire dopo aver attraversato un vallone. Si arriva ad un secondo fontanile in una radura dove c’è un   monumento eretto dai comuni di Scapoli e Rocchetta nel trentennale dalla Liberazione, (un cubo in pietra). Esso ricorda 24 cittadini uccisi dai nazisti nella zona. Qui intorno ci sono grandi faggi molti policormici ma veri  patriarchi della natura. Dal faggione delle Catenelle delle Mainarde che sta nel Lazio con circonferenze che supera  forse i  7 metri, ai nostri faggi. Tra alcuni esemplari misurati abbiamo trovato un vero “signor”  faggio  con crconferenza del tronco di 590 cm a quota intorno i 1240 mslm. Altri faggi in vicinanza non raggiungono circonferenze così elevate, inoltre godono di buona salute. L’abbiamo chiamato “Signor” faggio anche se si tratta di faggi con diversi tronchi (policormico) ma ben saldati fra di loro a formar un unico albero. Non ci sbilanciamo con le età, ma crediamo che  250-300 anni di vita possono bastare a farci capire la loro grande capacità di saper vivere dove l’uomo spesso è assente  e quindi non in grado di arrecare danni.

IFaggio di Monte Marrone

Il Faggio di Monte Marrone circonferenza 590 cm

Faggiodimontemarrone6Per  continuare  il cammino verso il Monte Marrone si raggiunge poi la sorgente di Fonte delle Campate. Qui l’acqua non manca e scende spesso lungo il sentiero e molti fossi.  Si esce dalla faggeta fino  al Passo della Montagnola (1740 mlm) . A  destra, in breve tempo, si tocca la cima del monte Marrone (1805 mslm). Sulla croce la grande aquila di bronzo e il motto “tût per l’Italia” ricordano l’impresa del Battaglione alpino Piemonte. Il panaroma da qui è stupendo.

Monte Marrone

Monte Marrone

Salviamo la Quercia di Santa Lucia di Castelnuovo a Volturno? Una lettera

Si ringrazia il Sig Roberto per la lettera che ci ha inviato e che ci ha autorizzato a pubblicare:

In una mail inviata al quotidiano La Stampa di Torino il Sig Roberto fa rilevare un errore storico (gli Americani e non i Tedeschi distrussero per esigenze cinematografiche nel 1944 Castelnuovo al Volturno) riportato nell’articolo del 10 ottobre “La quercia di Santa Lucia nel cuore sperduto del Molise” e ha concluso “Qualcuno la salverà?”. Difatti Tiziano Fratus scrive fra l’altro: “… il monumento verde a bordo strada, combatte ogni giorno una battaglia silenziosa per la sopravvivenza. Il tronco è carico di colonie di muschi, si torce e sputa quattro ramificazioni; quella più in basso si allunga a proboscide e pare la più in salute, una seconda è marmorizzata, le superiori spezzate e secche … Il piede è pesantemente danneggiato dalla parte della strada…” Il Sig Roberto si chiede “Chi si prenderà cura e tenterà di salvare la quercia sotto la quale da ragazzino giocavo più di mezzo secolo fa ogni estate?” Risposta non facile.

ll paese di Castelnuovo al Volturno fu distrutto nell’estate del ’44 dai Tedeschi per esigenze cinematografiche. Vero il fatto, ma non gli attori. Furono infatti gli Americani che il 4 giugno 1944, come citano tutte le fonti, “superarono la fantasia” (Il Paese del 21 gennaio 1949; La Domenica del Corriere n° 23 del 10 giugno 1962; Cronaca dell’11 febbraio 1967 e ABC n°47 del 22 novembre 1964; 1 agosto 2003 quotidiano RINASCITA “Una tragica Hollywood 1944: Castelnuovo al Volturno” Francesco Fossa). I Tedeschi in quel periodo perpetrarono ben altre indicibili azioni. E’ unicamente per amor di storia. Anche della storia della mia famiglia: mio nonno Federico (1865-1948) era fra coloro che furono allontanati prima della distruzione.Come sarebbe bello che qualcuno riprendesse questa storia di 70 anni fa e le altre storie di questo paesino “attaccato con lo sputo” alle grigie montagne del Molise. Grazie Sig. Fratus da parte di quel ragazzino che più di mezzo secolo fa, ogni estate andava a giocare sotto quella quercia.

Qualcuno la salverà?

Monumento verde in pericolo: la Quercia di Santa Lucia nel Cuore sperduto del Molise

Non potevamo perdere sul quotidiano “la Stampa” del 10 Ottobre 2014, l’articolo di Tiziano Fratus che parla del piccolo e isolato Molise e della quercia di Santa Lucia della Frazione di Castelnuovo a Volturno nel Comune di Rocchetta. Il titolo ci è piaciuto molto: è uno dei tanti monumenti verdi in pericolo. Ecco qui l’articolo sul giornale la Stampa Rocchetta a Volturno la Quercia di Santa Lucia.

Rocchetta a Volturno (fraz. Castelnuovo) – Il candelabro di località Santa Lucia

Specie: Quercus pubescens L.
Nome Comune: Roverella
Circonferenza (mt): 6.40 alla base del tronco ad una certa altezza presenta una grande branca orizzontale.
Età (anni): 300-350, forse la più vecchia nella zona
Quota slm (mt): 590

La grande roverella in località Santa Lucia a quota 590 mslm si trova al di sotto dell’abitato di Castelnuovo, frazione di Rocchetta a Volturno. Sembra un candelabro, ha un altezza superiore ai 20 metri con una grande branca verticale che emerge sulla vegetazione e sugli alberi circostanti. Da questa branca verticale dipartono alcuni rami orizzontali.

All’albero ci si arriva facilmente perchè si trova ai lati della strada che sale verso Monte Marrone prima della chiesetta di Santa Lucia. Purtroppo la pianta non è in buone condizioni da diversi anni. Ha subito danni ai rami e nella parte di inserzione delle branche al tronco. Quest’ultimo deforme e un po’ obliquo verso la scarpata esterna della strada ha comunque una dimensione davvero considerevole. Non è stato facile misurarlo.

Tutti gli abitanti di Castelnuovo la conoscono. Una signora ci ha detto che questa pianta è il riferimento per la salita verso Monte Marrone. Più avanti c’e il ponticello sul Rio Molinello e alcune falesie per l’arrampicata. Posti incantevoli e di suggestiva bellezza quando si comincia a salire da Castelnuovo per Monte Marrone e aumenta la visuale sul paesaggio sottostante. E’ un albero che, se non viene curato, forse non lo rivedremo più ma non sapremo però fra quanti anni; ha già perso molti “pezzi”.

Consigliamo a tutti di recarsi nel parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise in zone meno conosciute tra Monte Castelnuovo, Colle Rotondo e Monte Marrone. ll territorio di Rocchetta a Volturno si dimostra luogo ideale per grandi alberi. Abbiamo trovato molte piante, per lo più di Roverella, che hanno aspetto, forme e fascini particolari. Girovagando a piedi per il territorio del comune alla ricerca di alberi non basta una intera giornata e si possono scoprire e fotografare ancora molti monumenti naturali.

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La Grande quercia di Santa Lucia

La Grande quercia di Santa Lucia a Castelnuovo a Volturno Frazione di Rocchetta

 


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