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Un Pinus Pinea nel territorio di Pratella (CE)

Vogliamo ringrazire un gruppo di appassionati di alberi del territorio di Pratella e in particolare la Signora Graziella e il Signor Renzo che hanno effettuato una breve ricerca di grandi gli alberi  del loro territorio. Il tutto e’ stato inserito anche nella loro pagina Facebook Rocca Sancti Biti.
Selva incolta e boscosa con  cerri, e alberi selvatici ….. con montagne, colline, valli, monti e pianure con una totale estensione 1651 tomoli….
(descrizione del territorio di Rocca Vecchia -1808 )….. ( usi civici busta 224, Archivio di Stato di Caserta).
Il paesaggioarboreo Pratellese è abbastanza poliedrico e sfaccettato. Il tessuto dei boschi sempreverdi è permeato da uliveti e querce ora centenarie e solitarie a guardia degli antichi campi, ora in formazioni compatte insieme ad Aceri, Tigli, Pioppi, Olmi e Frassini. Colline e monti con folte schiere di Cerri e Faggi che coprono e proteggono i monti.  Tuttavia la conoscenza dei rappresentanti nel mondo vegetale qui a Pratella risulta ancora incompleta e frammentaria.
Tra le poche iniziative volte alla riscoperta della natura e destinate alla tutela, alla valorizzazione e alla conservazione degli “alberi monumentali” è parsa di particolare importanza la fase di accertamento sul territorio degli esemplari arborei degni di riconoscimento e di protezione. L’attenzione sul verde storico in Pratella è rivolta all’albero nella sua presenza reale ed affettiva, intesa come testimonianza storico-culturale del percorso umano. Alberi monumentali che carichi di anni, rimangono documenti viventi e archivi naturali su cui meditare per non perdere l’identità storico-culturale.

Pinus – Pinea
( Pigna ad ombrello )

Via Fontanelle
Rocca Vecchia – Pratella (CE)

PinusPineadi Pratella

Il Pinus Pinea di Pratella

Il Pinus Pinea di Pratella

Scheda dell’albero
Altitudine m. 284
Latitudine 41.395323
Longitudine 14. 158939

Circonferenza tronco: 345 cm  Buon vigore vegetativo  Eta’ – Ultracentenaria.
La memoria orale la indica come la “pigna r’ f-licion gl’ americanu.
Ha un valore paesaggistico nonche’ storico – affettivo.

 

Alcuni Grandi alberi del Territorio di Pratella (CE) le farnie di cui una che non c’è più

Specie: Farnia (detta comunemente quercia)
Quercus robur L.Ubicazione: Sulla strada provinciale 207 località Pagliarelle presso fonte sant’Arcangelo – Mastrati (CE).  Quota: 143 mslm.  Circonferenza: quasi 4 metri.  Pianta che si presenta bene di valore storico e di ricordi che rimandano alla seconda guerra mondiale. Facilmente raggiungibile.


Altra Farnia si trova in Via Colle Pasquale  con una circonferenza di 3 mt e 45 in una zona dove sono presenti seminativi e pascoli.  E’ ricordata dagli anziani per il valore storico e  affettivo.

FarniadiPratella

FarniadiPratella1

La farnia di Pratella

Una volta in via Colleferro a Mastrati c’era una Farnia con una circoferenza del tronco di 560 cm l’Albero non è più esistente.  Si conserva parte del tronco ed alcuni rami come esemplari per le notevoli dimensioni in un fienile di una azienda agricola. Questa è una foto che ricorda l’albero che non c’è più.

L'albero che non c'è più I summenzionati esemplari arborei secolari sono di elevato valore storico – affettivo e culturale. Rappresentano il valore della cultura, della memoria collettiva e delle tradizioni di una comunità locale, la quale, dal punto di vista antropologico culturale, mostra il senso di appartenenza . La tradizione locale li ricorda da sempre. Sono perenni. In particolar modo, la tradizione orale rammenta la quercia delle Pagliarelle (nei pressi della fonte di Sant’Arcangelo – Mastrati ) perché’ zona di pascolo e luogo dove i soldati alleati, durante il secondo conflitto mondiale, versavano i loro alimenti recuperati dalla popolazione locale. Curiosità  La Quercia farnia è detta anche Albero di Giove e a lui era consacrata. La mitologia narra che quando gli uomini si cibavano con la carne umana, Giove indicò loro le ghiande della quercia come fonte di cibo e da quel giorno fu dedicata a lui e grazie alle sue ghiande detta Albero felice.  Le querce furono anche le prime chiese, perché sotto di esse si radunava il popolo per celebrare sacri riti, per assemblee, per apprendere la sapienza dagli anziani.

Si ringrazia la Signora Graziella Ciorlano. per dettagli al seguente link

https://www.facebook.com/Rocca-Sancti-Biti-Graziella-Ciorlano-1487856391496787/