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Pergine Valsugana un platano con tanti amici,da gli alberi di Valido Capodarca

Le immagini che posso proporre di questo platano sono state da me scattate nel 1992. Allora le sue dimensioni parlavano di m. 5,25 di circonferenza, 30 metri di altezza e 30 metri di diametro di chioma. Chi guardasse invece, oggi, le immagini che ci fornisce Google Earth, vedrebbe un albero di dimensioni sensibilmente maggiori, una pianta rigogliosissima, un’autentica meraviglia della natura. Infatti da decenni è stata riconosciuta ufficialmente come “monumento naturale”. Non poteva essere diversamente, viste le attenzioni che essa riceve da parte sia dei suoi concittadini di Pergine Valsugana (TN) che dell’amministrazione comunale. I perginesi ne vanno orgogliosi: guai a chi lo tocca! L’albero, che ombreggia larga parte di piazza Gavazzi, sembra essere messo lì apposta, per dare il benvenuto a chi entra in paese proveniente da Trento. L’età dovrebbe superare i 200 anni: si pensa sia stato piantato in occasione di un passaggio di Napoleone nel 1990. Sicuramente era già grande quando, nel novembre del 1918, il generale Pennella entrava in città con le sue truppe dopo la cacciata degli austriaci.
Dicevamo delle attenzioni che riceve da sempre da parte del suo comune. Quando, decine di anni fa, venne costruita l’aiola attorno al suo tronco, essa venne costruita in modo da convogliare verso le radici tutta l’acqua piovana che si raccoglieva in essa. Le radici hanno un’estensione di almeno 30 metri tutto attorno al piede della pianta, e creano non pochi problemi quando si deve scavare per lavori di riparazione alle varie condutture sotterranee, ma ogni volta gli operai pongono la massima attenzione a non danneggiarle.
Periodicamente, arrivano presso il platano i Vigili del Fuoco, a scandagliare l’interno della chioma con le scale dei loro automezzi, asportare gli eventuali rami secchi e apportare tutte le cure necessarie per la salvaguardia, oltre che della pianta, anche dell’incolumità dei cittadini. Quanti comuni, dovrebbero prendere esempio!

Fonte Valido Capodarca dal gruppo facebook molisealberi e amanti degli alberi monumentali

PERGINE VALSUGANA: UN PLATANO CON TANTI AMICILe immagini che posso proporre di questo platano sono state da me scattate…

Pubblicato da Valido Capodarca su Mercoledì 10 aprile 2013

Platano di Pergine Valsugana anno 1992-1993 Foto di Valido Capodarca

Platano di Pergine Valsugana  a inizi del 900

Fonte http://www.vitatrentina.it/rivista/2014/anno-89-n-32/Nel-cuore-pulsante-di-Pergine-Valsugana/Pergine-il-platano-agli-inizi-del-1900/(language)/ita-IT

 

Platano di Pergine Valsugana anno 2016 da Google Earth

IL PLATANO DI PERGINE OGGI
Grazie a Google, possiamo oggi vedere subito qual è la situazione attuale del platano di Pergine Valsugana. A distanza di 21 anni dall’ultima foto, abbiamo una ulteriore dimostrazione di quanto la pianta sia amata dalla sua gente e dagli amministratori comunali della cittadina trentina. Oggi il Platano è circondato da un’ampia aiola verde e il traffico è stato allontanato. L’albero ricompensa le attenzioni ad esso dedicate, fornendo un eccezionale biglietto da visita della sua città per chi entra in Pergine.

Un classico esempio di un albero amico di tutti.

 

 

L’Albero del Piccioni nelle Marche, una grande emozione

Siamo stati a Mozzano vicino Ascoli Piceno. Un passaggio veloce con l’auto sulla strada Salaria. Ho inserito per gioco, su maps di google “Albero del Piccioni”, e l’abbiamo trovato.

Lo conosciamo bene in  quanto chi ha letto il libro di Valido Capodarca “Alberi monumentali delle Marche; non può che rimanere senza fiato ed un po’ emozionato nella lunga descrizione e della storia di quest’albero. La riassumiamo brevemente, poi le fotografie fanno il resto.  Diciamo che un platano con un tronco di circonferenza di 8,70 metri non l’abbiamo mai visto. Alla base comunque la circonferenza è di 10,50 metri. Diciamo pure che  circa 25  metri di diametro della chioma sono un numero di tutto rispetto e l’età millenaria di questo Platano ci fa  capire come sia la pianta tra le più maestose originali e unica per questa specie. Un patriarca con la “P” maiuscola. Valido Capodarca afferma: “l’Albero del Piccioni è oggi, senza tema di smentite, la pianta più conosciuta dell’intera regione Marche e noi aggiungiamo di tutti i cercatori di alberi e non solo.  La denominazione “di Piccioni” deriva probabilmente dal fatto che l’albero si trovasse nel i terrreni di Piccione Parisani, nobile ascolano, e l’albero era citato nei documenti come albero di confine della via Salaria  tra il territorio di Mozzano e Ascoli Piceno. Secondo una tradizione popolare invece il nome sarebbe legato al celebre brigante Giovanni “Piccioni” . Gia intorno all’anno 1000 ci sono dei documenti che forse ne attestano la sua esistenza, ma ci sono dei dubbi, anche perchè un platano in media arriva fino a 300-450 anni. Ci viene in mente il platano dell’Ortobotanico di Roma.  Vedendo le foglie dell’albero a prima vista sembra un Platanus  Orientalis, ma ci sono alcuni dubbi, e potrebbe essere una antico ibrido sterile come afferma anche Valido Capodarca. Non potrebbe essere nemmeno un Platanus acerifolia o hybryda cioè  un incrocio di vivaio o spontaneo fra il platano orientale arrivato in Italia duemila anni fa e quello occidentale o sicomoro americano in quanto è arrivato in Italia importato solo all’ inizio seicento (Cit. Tiziano Fratus).  Un platanus orientalis con una circonferenza di 6,50 metri si trova all’ortobotanico di Roma  https://www.flickr.com/photos/molisealberi/5725541579 ed è datato  da 300 a 500 anni  con circonferenza di  220 cm  più piccolo di quello del Piccioni.  Ipoteticamente per un platano ci vogliono  300-500  anni per aumentare il diametro del tronco di 2 metri. Quindi potrebbe avere un millennio di età, ma forse abbiamo esagerato con questo numero a tre cifre, se pensiamo ad altri alberi millenari. Il tronco dell’albero ha tre aperture, tanto che mi sono divertito  ad entrare ed uscire più volte senza toccarlo. Una curiosità e un fatto forse unico che descrive Valido Capodarca nel suo libro. Nel 2004 un camion andò a finire contro l’albero, travolgendo anche il  cartello con la scritta sulle sue caratteristiche. L’autista si salvò grazie all’albero. Sotto c’è una a scarpata abbastanza alta che porta su una stradina e poi un  dirupo sul fiume Tronto. Consigliamo una visita a questo pianta cercando di non scrivere sul tronco dell’albero e di non lascaire i rifiuti visto che c’è una panchina e un cestello di raccolta.

per dettagli Alberi Monuemtali delle Marche di Valido Capodarca Edizioni Roberto Scocco anno 2008

Donnas i 2 Platani delle Caves

Specie : Platanus Acerifolia (Aiton) Willd (Platano comune)
Circonferenza esemplare di destra 480 cm circa
Altezza circa 38 metri (Fonte: Le piante monumentali della Valle d’Aosta di Corrado Letey)
Età 325 anni (300 anni nel 1993)
Siamo stati a Donnas, in Valle dìAosta dove c’era molto probabilmente il più grosso
ippocastano d’Italia con una circonferenza di 570 cm chiamato la “Pianta Grossa” di cui avevamo già scritto qui  http://www.molisealberi.com/valle-daosta-a-donnas-cera-il-piu-grande-ippocastano-ditalia/  Dal 2012 l’ippocastano non c’è più. Ci siamo fermati velocemente ad osservare 2 Platani che svettano sull’abitato di Donnas lungo la strada statale 26. Una misura veloce, una toccata al tronco e una foto. Non avendo un obiettivo idoneo non ho potuto fotografarli per intero visto la notevole altezza. Inoltre avevo un po’ bloccato il traffico veicolare.
Siccome c’erano dei cartelli “AFFITTASI” o “VENDESI” su un palo in vicinanza dei due monumenti naturali , qui in Valle d’Aosta  vendono anche i grandi alberi ? Alberi come questi, di dimensioni, età e di alto valore paesaggistico, vincolati e tutelati dalla Regione Valle d’Aosta non hanno nessun prezzo. Devono essere osservati e toccati anche se solo per un attimo. Il Platano a sinistra ha un tronco un po’ più inclinato e una corteccia che sembra “bruciata”.

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Donnas I 2 Platani delle Caves

Donnas I 2 Platani delle Caves

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I Platani del Piemonte. Uno scritto di Tiziano Fratus

Se scriviamo di Sequoie e di Platani e anche di Castagni non possiamo far altro che parlare di Tiziano Fratus che ha stilato una classifica basata sulla circonferenza dei tronchi a petto d’uomo dei Platani del Piemonte. Ecco l’elenco:

1) Campiglione Fenile – uno dei due del Campo dei Miracoli, 768 cm;
2) Alessandria – Platano detto di Napoleone, 760 cm;
3) Luserna San Giovanni – platano messo a dimora nel 1540, 736 cm;
4) Savigliano – il maggiore della coppia presente in piazza Nizza, 720 cm;
5) Frazione Ova, Castelnuovo Scrivia – il solitario che svetta nella campagna, 684 cm;
6) Torino – il maggiore dei platani del capoluogo di regione, 660 cm;
7) Santena – il platano detto di Cavour nel parco dell’omonima fondazione, 640 cm.

Abbiamo ripreso un suo scritto del 2012, con una descrizione minuziosa, dettagliata e molto bella, oltre che nelle foto, per fare un itinerario dei Platani del Piemonte. Itinerari facili perchè di solito i Platani si trovano lungo viali nei parchi storici. Omaggio al Piemonte “patria dei platano” in quanto è l’albero scelto storicamente per decorare viali, piazze, parchi e giardini. Come dice Fratus oggi ci troviamo ad accudire un patrimonio di tutto rispetto dislocato in varie sedi, fra città e campagne, fra aree pubbliche e proprietà private. Non perdetevi la descrizione dei Platani battezzati: Imbronciati di Campiglione Fenile.

L’itinerario tra i Platani del Piemonte lo potete scaricare qui

Itinerario dei Platani in Piemonte

per dettagli:

I platani del Piemonte

Albero monumentale: Platano a Cassino

Nome comune: Platano Altezza stimata (m): 20 Circonferenza (misurata a circa 130 cm da terra): 600 cm

Numero esemplari: 1 Tipo: Albero singolo Fusti: L’albero ha un solo fusto

Proprietà: pubblica Località: Centro abitato Comune di Cassino

Ambiente Urbano: Verde pubblico

La pianta viene segnalata per: Valore storico-culturale Valore paesaggistico Valore architettonico

Descrizione della motivazione: Platano che, assieme ad altri esemplari della stessa specie, fu piantato nell’anno 1775. Nel bombardanento del 15 marzo del 1944, la città di Cassino fu rasa al suolo e di essa non rimase integro neanche un vano; la vegetazione ed in particolare gli alberi fecero la stessa fine, tutti stroncati e carbonizzati. Del nostro platano rimase solo un tronco di qualche metro anche se tutto bruciacchiato da scoppi ravvicinati e dilaniato da schegge dei più svariati ordigni militari. Ignorato e trascurato da tutti e per tanti anni l’albero con grande tenacia e attaccamento alla vita, riprese lentamente a vivere ma come era prevedibile, dopo la stroncatura del fusto e le molte ferite subite, il tronco, attaccato dalla carie, divenne completamento cavo e di facile accesso nella parte vuota. Di conseguenza, per decine di anni, si trasformò in ricettacolo di tutto, fu usato come latrina pubblica, luogo di incontri amorosi, luogo per accendere falò e, qualche volta, cucina per la cottura degli alimenti. Solo da qualche anno ha richiamato l’attenzione dei cittadini e degli amministratori che hanno sempre più compreso il valore ed il significato di questo albero. Infatti ultimamente, sono state effettuate diversi interventi quali piccole potature, posa di una targa storica e, soprattutto, la messa in opera di una inferriata di protezione. Valoroso albero di oltre 250 anni e al quale si potrebbe applicare il motto dell’Abbazia di Montecassino “SUCCISA VIRESCIT”, ha le carte in regola per essere iscritto nell’archivio dei Patriarchi della natura, ed in caso favorevole, il suggerimento per raggiungere lo scopo.

Minacce: Errata gestione e manutenzione Urbanizzazione ed edificazione Fuoco Rischio di taglio

PLATANO a CASSINO segnalato da Antonietta Zinco – Cassino