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Regione Molise – La legge regionale di tutela e valorizzazione degli alberi monumentali

Pubblicata sul BUR Molise n. 39 del 16/12/2005
Fonte: www.regione.molise.it

logo-regione-moliseARTICOLO 1

(Finalità)

1. Allo scopo di tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale e il paesaggio della regione, la presente legge detta norme per l’individuazione degli alberi monumentali di alto pregio naturalistico e storico, di interesse paesaggistico e culturale presenti nella Regione Molise.

ARTICOLO 2

(Definizione)

1. Sono considerati alberi monumentali di alto pregio naturalistico e storico e di interesse paesaggistico e culturale:

a) Gli alberi isolati o facenti parte di formazioni boschive naturali o artificiali che per età o dimensioni possono essere considerate come rari esempi di maestosità o longevità;

b) Gli alberi che hanno un preciso riferimento a e-venti o memorie rilevanti dal punto di vista storico o culturale o a tradizioni locali.

ARTICOLO 3

(Elenco regionale degli alberi monumentali)

1. È istituito, presso l’assessorato regionale all’agricoltura, l’elenco regionale degli alberi monumentali.

2. A tal fine l’assessorato all’agricoltura, sentito il responsabile regionale del Corpo Forestale dello Stato, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, definisce la metodologia di rilevazione ed i contenuti informativi di una scheda tipo che deve contenere almeno i dati caratteristici di vegetazione e i criteri di tutela di cui all’articolo 2.

3. L’assessorato all’agricoltura, sulla base della scheda di cui al comma 2 ed esaminate le eventuali proposte pervenute ai sensi del comma 4, predispone l’elenco re-gionale degli alberi monumentali.

4. L’inserimento nell’elenco regionale degli alberi monumentali può avvenire anche su proposta del Corpo Forestale dello Stato, delle province, dei comuni, delle comunità montane, degli Enti parco ed anche a seguito di segnalazioni da parte degli Istituti scolastici, cittadini o associazioni ai medesimi Enti. In tale ultimo caso detti enti sono tenuti a trasmettere la segnalazione all’assessorato all’agricoltura, entro trenta giorni dal ricevimento, corredata dal loro parere trasmesso contestualmente a quanti hanno provveduto alla segnalazione o all’associazione interessata.

5. La scheda tipo di cui al comma 2 e l’elenco regionale degli alberi monumentali sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione. L’elenco regionale degli alberi monumentali è aggiornato semestralmente.

6. Il Corpo Forestale dello Stato, le strutture regionali competenti in materia di servizi forestali, di servizi fitosanitari e l’assessorato all’agricoltura assicurano, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, l’assistenza per gli aspetti agroforestali e di fitopatologia agli alberi dell’elenco di cui al comma 1.

ARTICOLO 4 (Iniziative di valorizzazione e tutela)

1. Gli alberi inseriti nell’elenco sono classificati come “Albero monumentale protetto”.

2. L’assessorato all’agricoltura e gli enti di cui all’articolo 3, comma 4, promuovono iniziative di pubblicizzazione e valorizzazione degli alberi inclusi nell’elenco, al fine cli divulgarne la conoscenza, il significato della tutela, nonché per migliorare il contesto territoriale e ambientale circostante.

3. I comuni riportano nel proprio strumento urbanistico generale gli alberi monumentali protetti e le relative aree di pertinenza dettando apposita normativa di tutela.

4. È vietato a chiunque abbattere, danneggiare o comunque modificare la struttura degli alberi monumentali inseriti nell’elenco regionale, salvo quanto previsto ai commi 5 e 6.

5. Gli interventi per una corretta manutenzione e conservazione degli alberi monumentali nonché il loro eventuale abbattimento, qualora non siano già attribuiti alla competenza di enti o amministrazioni diverse ai sensi della normativa statale e regionale vigente, sono autorizzati dal comune, previa acquisizione di un parere tecnico delle strutture regionali competenti in materia di servizi forestali e fitosanitari.

6. L’abbattimento di alberi inclusi nell’elenco di cui all’articolo 3, avviene per esigenze di pubblica incolumità o per esigenze fitosanitarie e comunque dopo aver accertato l’impossibilità ad adottare soluzioni alternative volte ad evitare l’abbattimento.

7. I comuni e le strutture regionali competenti in materia di servizi forestali e fitosanitari vigilano sull’applicazione delle disposizioni della presente legge.

ARTICOLO 5 (Sanzioni amministrative)

1. Chiunque compia gli interventi di manutenzione e conservazione degli alberi monumentali senza l’autorizzazione di cui all’articolo 4, comma 5 è assoggettato ad una sanzione amministrativa da un minimo di Euro 50,00 ad un massimo di Euro 100,00.

2. Chiunque danneggi o abbatta alberi sottoposti a tutela della presente legge senza l’autorizzazione di cui all’articolo 4, comma 5, è assoggettato a una sanzione amministrativa da un minimo di Euro 500,00 ad un massimo di Euro 2.500, 00 per ogni albero abbattuto.

3. L’area di pertinenza delle piante abbattute senza l’autorizzazione non può essere utilizzata per diversa destinazione per 50 (CINQUANTA) anni a decorrere dalla data di abbattimento delle piante.

4. All’applicazione delle sanzioni di cui al comma 1, provvedono i comuni nel cui territorio è stata commessa la violazione con le modalità e le procedure di cui al-la legge 24 novembre 1981, n. 689.

5. Il comune incamera i relativi proventi che destina esclusivamente alla cura, tutela, valorizzazione ed eventualmente alle cure colturali dell’alberatura pubblica.

ARTICOLO 6 (Reimpianto)

1. In caso di abbattimento i comuni provvedono al reimpianto di specie vegetali analoghe a quelle abbattute.

ARTICOLO 7 (Concorso per le scuole)

1. Per incrementare la conoscenza e l’amore per gli alberi è istituito il premio regionale “La storia del Molise attraverso gli alberi” aperto alle scuole di ogni ordine e grado.

2. Una commissione formata da un rappresentante dell’Università del Molise, dai Dirigenti Scolastici delle province di Campobasso ed Isernia, dal responsabile regionale del Corpo Forestale dello Stato, dall’Assessore all’agricoltura e presieduta dal Presidente del Consiglio Regionale, di anno in anno, stabilisce il tema del premio e la modalità della partecipazione.

3. Per ogni ciclo scolastico, (scuole materne, scuole medie e scuole superiori) saranno messi a disposizione vari premi. Per l’Università, per ogni anno accademico, sarà premiata con una Borsa di Studio una tesi di laurea attinente il tema del concorso.

ARTICOLO 8  (Norma finanziaria)

1. Alle spese di natura corrente derivanti dall’applicazione della presente legge, quantificabili in euro 80.000,00 per ciascuno degli esercizi 2006, 2007 e 2008, si fa fronte mediante legge di bilancio.

 ARTICOLO 9 (Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Re-gione Molise.

2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla rispettare come legge della Regione Molise.

Giganti verdi, le Sequoie anche in Molise?

Campobasso metasequoiaCi sono sulla terra alberi giganti. Come e perché il gigantismo è più diffuso tra le piante ? Come fa una pianta a crescere fino a quasi 120 metri d’altezza? Non abbiamo una risposta univoca. Anzi meglio non rispondere o si risponde facilmente: “Sono i segreti e la forza della Natura”. E l’argomento è chiuso.  Parlare di alberi giganti, vengono in mente  le Sequoie della California o meglio quelle del  dell’Humboldt Redwoods State Park.

Proprio in questo parco nazionale ci sono gli esseri viventi più alti del mondo. Qui c’è Hyperion una Sequoia Sempervirens scoperta nel 2006 da due naturalisti la cui altezza è stata accertata essere di 115,55 metri (precisione estrema). Sempre in California ma nel Parco nazionale delle Sequoie c’è il conosciutissimo Generale Sherman che non è una Sempervirens ma una Sequoiadendron gigantea, Lindl (Sequoiadendron giganteum, Buchholz)   con una altezza di circa 84 metri  un volume di circa 1500  metri cubi e il peso in 2000 tonnellate, numeri da  “brividi”. Questo  è considerato l’albero più grande del mondo.

Precedentemente il record di altezza apparteneva alla sequoia Helios, alta 114,30 metri, anch’essa situata nel  Parco nazionale di Redwood. Siamo comunque sempre in California. Un albero gigante  ha bisogno di una grande quantità di acqua che deve poter sollevare dalle radici fino alla foglia più alta. Nelle sequoie pare che una goccia d’acqua ci mette un mese per arrivare in cima.

In Italia forse quella più grande l’ha incontrata ultimamente alle porte di Biella, in località Chiavazza, Tiziano Fratus descrivendola egregiamente. Ma Fratus ha descritto molte sequoie anche nel suoi Piemonte in molti Parchi, a Merano a Reggello e cosi via. Ma le sequoie che ha descritto “l’Uomo radice” sono presenti un po’ in tutta Italia in  Piemonte,  Liguria,  Trentino Alto Adige,  Friuli Venezia Giulia, e in Toscana quasi tutte con una storia e con le loro particolarità. Alcune foto le potete vedere qui nell’Album: Giona delle Sequoie.  Buona parte delle Sequoie in Italia furono piantate intorno al 1850.

Qui in Molise ci accontentiamo di poco: abbiamo oggi 2 sequoie e mezzo a Campobasso. Quella di Piazza Cesare Battisti ormai a tronco “tagliato” perciò “mezza sequoia secca” con qulache foglia (vedi foto), le altre 2 in Via Mazzini all’interno del giardino del Convitto Mario Pagano e l’altra al Centro Potito. Queste ultime due stanno ancora bene, vuol dire che hanno una buona risorsa d’acqua, ma non potranno vivere molto a lungo (massimo 200-250 anni) dato che si trovano fuori del loro ambiente ideale. Qui alcune foto del 2010 in cui si cominciò a tagliare la Sequoia di Piazza Cesare Battisti.  Ecco dov’è ubicata la mezza Sequoia di Piazza Cesare Battisti a Campobasso per chi non la conosce ancora.

Visualizza Grandi Alberi in Molise in una mappa di dimensioni maggiori

Qui invece una foto del 2012 della Sequoia a circa 30 mt di distanza da quella abbattuta.

La sequoia al Convitto Mario Pagano

La sequoia al Convitto Mario Pagano Circonferenza 5,80 mt altezza 23-25 mt

La sequoia all'interno del Convitto Mario Pagano a Campobasso

La sequoia all’interno del Convitto Mario Pagano a Campobasso

 

I Boschi in Molise sono considerati?

molisealberiPrendiamo lo spunto da un articolo di Francesco Manfredi Selvaggi del 25/02/2008 in cui si afferma  che “Il patrimonio forestale del Molise è considerevole, ma poco considerato, nonostante che produca benefici in termini ambientali, ricreativi e paesaggistici “. Sono passati 5 anni ma di boschi se ne parla poco perchè materia di addetti ai lavori  (forestale, imprese boschive, enti di gestione) e per i soli interessi economici. Ogni tanto quanto si comincia a tagliare un po’ troppo gli alberi o si vedono delle “brutture di alberi o scempi” i giornali ne parlano soprattutto se capitozzature e tagli raso avvengono nei centri abitati. Spesso  non si rispettano le minime norme e le prescrizioni di massima e di polizia forestale che ormai diciamo sono un po’ “vecchie”  come la legge forestale regionale (anno 2000) che si deve adeguare anche alle leggi statali successive al 2000.  E poi le infrazioni e le sanzioni  per tagli di alberi non rispettando le leggi  sono in alcuni casi irrisori. Nella legge forestale regionale non sono indicate le sanzioni, ma solo nelle Prescrizioni di massima e di Polizia Forestale Provinciali  che sono degli anni 70 e previste dal  Regio Decreto del 30 dicembre 1923, n. 3267. (legge forestale). L’articolo del 2008 per noi è ancora attuale. Si spera in una maggiore considerazione del bosco e degli alberi anche per i non addetti ai lavori. Riprendiamo l’articolo

I boschi nella nostra regione sono situati in ogni fascia altitudinale, pure in pianura (vedi le pinete litoranee). La gran parte della superficie forestale è, comunque, collocata al disopra degli 800 metri di quota. C’è un limite superiore, che qui da noi è di circa 1900 metri, superato il quale scompare la vegetazione arborea come si verifica nelle cime più alte del Matese (monte Miletto, la Gallinola, monte Mutria) e delle Mainarde (la Meta, la Metuccia, ecc.). la montagna è il luogo esclusivo del bosco d’alto fusto, il quale è prevalentemente una faggeta, seppure vi sono anche cerrete d’alto fusto quale il Bosco Mazzocca a Riccia e il Bosco Pianelle a Tufara.
Nelle zone montane o, comunque, in quelle cosiddette interne c’è un aumento dei terreni boscati per via dell’abbandono dell’agricoltura mentre, all’opposto, nelle aree pianeggianti si registra una loro diminuzione a causa dell’urbanizzazione e, cioè, l’espansione edilizia e lo sviluppo delle vie di comunicazione. Le tipologie di bosco nel Molise sono diversissime e vanno dalle macchie boschive che occupano le scarpate, gli angoli dei campi presentandosi in maniera così frazionata da non avere la dignità di bosco, ai rimboschimenti di pino . Pure i boschi possono essere inclusi tra i componenti del paesaggio antropizzato. Poche sono le foreste vergini le quali non sono solo quelle impervie, lontane dagli abitati e scomode da raggiungere, ma anche estensioni boschive lasciate allo stato naturale per ragioni particolari quale quella di essere riserve di caccia reale e questi sono i boschi di Colle Meluccio e di Monte di Mezzo.

Esse sono incluse tra le aree MAB dell’Unesco le quali costituiscono un sistema di superfici forestali scelte perché rappresentative dei diversi ecosistemi forestali; in questo campo si ha una estrema varietà poiché la montagna dove in prevalenza si situano i boschi è caratterizzata da una forte eterogeneità geomorfologica, superiore a quella di altre zone altimetriche, la quale dà luogo a un’ampia casistica di nicchie ecologiche. La gestione delle riserve biogenetiche dell’Unesco è connotata dal lasciare tali ambiti alla loro dinamica naturale. Il legname morto viene lasciato in situ, come succede a Colle Meluccio e a Monte di Mezzo, e ciò è l’indicatore più sicuro della naturalità di un bosco. . Infine, va sottolineato che i boschi, pur della medesima composizione e di uguale dimensione, non hanno tutti la stessa importanza, la quale dipende dal contesto in cui si trovano.

Le superfici forestali, ovunque stiano, sono soggette dal 1985 al vincolo paesistico il quale si aggiunge per molti di essi al vincolo idrogeologico che per decenni, a partire dal 1923, ha salvaguardato il patrimonio boschivo molisano. Con un gioco di parole si può dire che prima della legge Galasso si proteggevano i boschi perché essi, a loro volta, proteggono dalle frane e dalla caduta massi. Se i boschi planiziali e quelli di collina sono costantemente minacciati, le estensioni forestali montane non sono da considerare in pericolo se non per la probabilità, davvero bassa, di qualche valanga (2 decenni fa una slavina distrusse una striscia della pinetina di Campitello). (le frane e le erosioni e le zone a rischio comunque sono in aumento). In montagna dove, lo abbiamo visto prima, ci sono i boschi d’alto fusto le superfici boscose hanno un maggiore grado di naturalità che altrove, il quale ultimo può essere messo in relazione con il numero di strade forestali: ci sono meno strade di esbosco nei boschi di alto fusto rispetto a quelli cedui in quanto il turno di taglio è più lungo (80 anni contro 20). Queste stradine se, per un verso, sono di disturbo all’ambiente possono servire anche per la prevenzione incendi. 

L’economia del bosco è oggi nel Molise pressoché inesistente perché il legno non è competitivo con gli attuali materiali edilizi e neanche viene più usato tanto come combustibile. Se anche vi sono ditte boschive, che sono quelle del taglio degli alberi, queste non hanno collegamenti con le imprese industriali del settore del legno le quali, segherie, mobilifici, ecc. qui da noi peraltro non esistono. Ad influire su questo stato di cose sono state anche le politiche seguite nel campo della forestazione la quale ha avuto come obiettivo solo la prevenzione del dissesto idrogeologico e non quella produttiva se non limitatamente ai finanziamenti europei destinati ad incentivare il ritiro delle colture granarie dei terreni. Ad ogni modo si sottolinea la necessità di ridare centralità nel dibattito regionale al tema del bosco che è un elemento fondamentale dell’ecosistema e che può diventare un fattore di sviluppo per la nostra regione.

Si riportano gli articoli 1 e 2 della legge forestale regionale n. 6 del 2000, Alcune finalità oggi sono state raggiunte? Per noi qualcosa ancora non va nei punti  b)  e d) dell’articolo 1  e molti punti dell’art 2 quali c) e) f) h)  m) n) A Voi lettori  che ci seguite su molisealberi giudicare e trovare le priorità per intervenire nei vari punti degli art 1 e 2 ed quindi aprire un dibattito. Inoltre il piano e inventario forestale regionale è scaduto nel 2006.

Legge Forestale della Regione Molise del 18/01/2006 n. 6 “Patrimonio forestale regionale – Valorizzazione economica – Tutela ambientale – Disciplina Art.1 Finalità . La presente legge persegue, nel quadro degli obiettivi di sviluppo economico e sociale del Molise, le seguenti finalità:

a) la conservazione, il miglioramento e l’ampliamento del bosco, l’utilizzo e l’incremento della produzione legnosa, la valorizzazione delle bellezze naturali e paesaggistiche, la tutela degli habitat naturali, in sinergia con quella di altre risorse concorrenti allo sviluppo delle popolazioni rurali e alla promozione della qualità della vita;

b) la difesa del suolo e la sistemazione idraulico-forestale, la prevenzione e la difesa dei boschi da incendi e cause avverse;

c) la conservazione ed il miglioramento dei pascoli;

d) la massima occupazione della manodopera, rapportata alle singole realtà territoriali.

Art.2 Natura degli interventi

1. Per il conseguimento delle finalità di cui alla presente legge, si attuano i seguenti interventi:

a) redazione del Piano ed Inventario Forestale Regionale;

b) ampliamento delle superfici forestali con imboschimenti a fini protettivi e produttivi nonché conservazione e miglioramento del patrimonio boschivo;

c) sistemazione idraulico-forestale dei corsi d’acqua, delle pendici e consolidamento delle dune litorali nonché tutela delle zone umide e lacuali;

d) produzione vivaistica forestale nonché controllo del commercio di semi e di piante da rimboschimento;

e) prevenzione e difesa dei boschi dagli incendi, da agenti patogeni e cause avverse;

f) miglioramento della fruibilità forestale con creazione e manutenzione di aree attrezzate e di sentieri silvo-pastorali anche a fini turistici;g) realizzazione di opere di interesse pubblico di bonifica montana nonché recupero, ai fini forestali, di aree dissestate, di cave dismesse e di discariche abbandonate; recupero e valorizzazione di aree di particolare interesse ambientale; arredo verde di scarpate di svincoli stradali, di aree di raccolta di rifiuti solidi urbani e depuratori;

h) conservazione, miglioramento ed ampliamento del verde pubblico;

l) tutela della biodiversità e degli ecosistemi esistenti;

m) sviluppo e regolamentazione delle attività di utilizzazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti legnosi e di sottobosco;

n) riconoscimento e tutela delle aree naturali protette.

Molisealberi in Piemonte con Tiziano Fratus

Esperienza di molisealberi, con lo scrittore-poeta-fotografo-alberografo-cercatore di alberi, Tiziano Fratus. Per farla breve, il grande Tiziano: “l’Uomo radice” ci ha accolto con la sua semplicità, umiltà e gentilezza in quel di  Torino e dintorni.  Di che cosa abbiamo parlato con Tiziano? Per l’80% del tempo di grandi alberi. Tiziano ci ha  accompagnato alla visita di un castagno e di un frassino maggiore, naturalmente secolari. Le foto e l’articolo, che abbiamo ripreso dal suo sito a noi dedicato  “parlano” da sole.  Come lui stesso si definisce e meglio spiega  in uno dei suoi ultimi libri  La linfa nelle Vene : l’Uomo radice”  è un  “Uomo o donna che vive quotidianamente un rapporto di stretta connessione con la terra e gli elementi naturali e vegetali , con particolare attenzione alle proprie radici locali, valorizzando i beni e le risorse della terra in cui vive e lavora”.  E’ anche  “un uomo o donna radice anche quell’individuo che sa girare il mondo costituendo nuove connessioni con il paesaggio che si trova ad attraversare. Elemento centrale della connessione è l’albero, in particolare l’albero secolare e/o l’albero monumentale”.

Speriamo  che molti possono diventare degli “Uomini radice” in molti luoghi d’Italia come Tiziano.  Speriamo che aumentino i  “cercatori di alberi veri” (siamo ancora pochi e noi di molisealberi cominciamo a diventare vecchi e spesso nascosti nei boschi) per ” dedicare parte della nostra  esistenza alla ricerca di alberi monumentali, secolari o di pregio, o come dice  sempre Tiziano  un uomo o donna “ossessionato dalla bellezza degli alberi”.

Noi di molisealberi grazie all’Uomo radice” e cercatore di alberi riprendiamo un pò il “discorso” fermato  sui grandi alberi e sui  boschi delle nostre parti. Perchè  “Siamo noi che possiamo trasformare il paesaggio che ci circonda in qualcosa da studiare, da capire, da nominare e sicuramente da amare come quelle piccole e grandi cose che costellano l’esistenza che sono gli alberi. Condividiamo con Lui  la  passione-ossessione per gli alberi. Grazie di cuore Tiziano, per quello che fai per molisealberi e per gli alberi.

Ecco l’articolo di Tiziano dal suo sito e dedicato a noi di molisealberi

Ed ecco le foto con Tiziano Fratus al grande Castagno di  Giaglione (TO) e al Frassino Maggiore di Moncenisio a 1460 msl (TO). Mai visto un Frassino così. Fotografato anche il Fotografo Tiziano